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Vale la pena credere e sperare


Posso dire che la mia vita perderebbe gran parte del suo significato se rinunciassi alla speranza di ritrovare in qualche modo le persone che mi sono state più care, se non credessi alle parole del Credo: aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà.

(Ennio De Giorgi)

Il tesoro più prezioso, quello per cui vale la pena credere e sperare è il dono della Vita dopo la morte.

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XXVI Domenica del Tempo Ordinario (A)


Tra il dire e il fare… c’è di mezzo la fede.

Dal Vangelo di oggi (Mt 21,28-32)

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».

Oggi il Vangelo mette in evidenza l’importanza della conversione.

Cosa hanno in più degli altri le prostitute e i pubblicani per avere la precedenza nel Regno?

Sicuramente hanno desiderio di cambiare in meglio la loro vita, hanno desiderio di convertirsi, di seguire davvero Gesù, non solo a parole.

Oggi il Vangelo se la prende con coloro che si sentono giusti, che non hanno voglia di cambiare, che onorano Dio con le labbra, ma che hanno il loro cuore lontano.

Molto spesso Gesù se la prende con chi vive la fede sono nell’apparenza…

Tra il dire e il fare… c’è di mezzo la fede. Inutile dirsi cristiani quando non ci si muove verso gli altri.

Posso conoscere benissimo come potare una vigna… ma se non prendo in mano le cesoie…la vigna rimane non potata.

Aiutami Signore a fare la tua volontà, e allontanami dal pensiero di credermi giusto, già arrivato o migliore degli altri.

Quando ti allontani

Quando ti allontani da fuoco, il fuoco continua a riscaldare ma tu hai freddo.
Quando ti allontani dalla luce, la luce continua a illuminare, ma tu sei nelle tenebre.
Lo stesso succede quando ti allontani da Dio.

(Sant’Agostino)

Signore fa che mai mi allontani da Te.

XXI Domenica del Tempo Ordinario (A)


Chi è Gesù per noi?

Dal Vangelo di oggi (Mt 16,13-20)

In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli». Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.

Chi è Gesù per noi?

Per la gente del tempo o era un impostore, oppure qualcuno che stravolgeva la vita, che dava un senso nuovo, che rinnovava i cuori.

L’incontro con lui mi ha cambiato la vita? i miei passi si muovono prendendo in considerazione sul serio il Vangelo?

Gesù ha il potere di ridonare la vista, di farci riprendere il cammino, di perdonare i peccati.

Eppure molte volte siamo fermi, ciechi e bloccati dal nostro limite, dalla nostra debolezza.

Gesù ha il potere di rendere nuovo ogni giorno il nostro cuore, l’unica condizione: la fede!

Tutte le persone guarite da Gesù hanno creduto in Lui.

Tu credi davvero che la presenza di Gesù nella tua vita possa renderla migliore?

Aiutaci Signore a credere in Te, aiutaci a credere quando siamo dubbiosi, quando il limite della nostra pochezza umana ci fa vivere giornate senza percepire la tua amorevole presenza.

XIX Domenica del Tempo Ordinario (A)

Fede e coraggio

Dal Vangelo di oggi (Mt 14, 22-33)

[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo. La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?». Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».

Il mare nella simbologia biblica, spesso può rappresentare il male, la morte e la distruzione.

Gesù cammina sulle acque per farci capire che ha il potere sul male e sulla morte e vuole donare anche a noi questo potere. Vuole dare anche a noi la possibilità di sconfiggere insieme al suo aiuto tutto ciò che nel mondo parla di morte e di dolore. Gesù ci vuole accanto nella lotta contro il male.

Per sconfiggere il male ci vanno quindi fede e coraggio.

Penso ai tanti testimoni che la Chiesa ci ha donato, penso a don Pino Puglisi, diceva: “Venti, sessanta, cento anni… la vita. A che serve se sbagliamo direzione? Ciò che importa è incontrare Cristo, vivere come lui, annunciare il suo Amore che salva. Portare speranza e non dimenticare che tutti, ciascuno al proprio posto, anche pagando di persona, siamo i costruttori di un mondo nuovo”.

Un mondo nuovo, dove il Maligno trovi sempre meno spazio. Dobbiamo con coraggio affidarci al Signore, nella lotta contro il male.

Coraggio! Ogni volta che intraprendiamo una lotta contro il male, non siamo soli, il Signore è con noi.

Il terreno fertile che il figlio del male usa spesso sono le nostre paure, la nostra indifferenza.

Aiutaci Signore ad essere testimoni coraggiosi del tuo Amore!

La piccola Speranza

La piccola speranza, che ha un aspetto proprio insignificante, pare trotterellare tra le sue grandi sorelle, la fede e la carità, ma in realtà è lei a trascinarle tutte con sé.

(Hans Urs von Balthasar)

La piccola Speranza, rende grandi la Fede e la Carità!

Aprire gli occhi

Dal Vangelo di oggi (Mt 9,27-31)

In quel tempo, mentre Gesù si allontanava, due ciechi lo seguirono gridando: «Figlio di Davide, abbi pietà di noi!». Entrato in casa, i ciechi gli si avvicinarono e Gesù disse loro: «Credete che io possa fare questo?». Gli risposero: «Sì, o Signore!». Allora toccò loro gli occhi e disse: «Avvenga per voi secondo la vostra fede». E si aprirono loro gli occhi. Quindi Gesù li ammonì dicendo: «Badate che nessuno lo sappia!». Ma essi, appena usciti, ne diffusero la notizia in tutta quella regione.

Aprire gli occhi, per aprire il cuore, per fare entrare Gesù nella nostra vita…
Gesù apri i nostri occhi sulle miserie del mondo, perché si apra il nostro cuore e faccia spazio a Te che lo vuoi abitare.