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L’Amore che supera le tempeste


L’amore non è una scintilla effimera, nata dall’incontro di due desideri, è una fiamma eterna sprigionata dalla fusione di due destini.

(Gustave Thibon)

Quando due anime sono legate da un sogno più grande, da un disegno che viene dall’alto, la fiamma del loro amore farà davvero fatica a spegnersi nelle tempeste che colpiscono durante la vita.

Sostieni Signore e custodisci l’amore nelle famiglie, specialmente quelle che vivono un momento di faticosa tempesta.

Le case felici


Le case felici sono costruite con mattoni di pazienza.
(Harold Kohn)

La pazienza di aspettarsi, di non cedere alla prima difficoltà, di accogliere ogni giorno i limiti di chi ti sta affianco, di vedere i passi buoni e sopportare le inevitabili cadute.
La pazienza dell’ascoltarsi, del mettersi nei panni dell’altro, la serenità di un progetto scelto insieme, di un progetto che può prendere strade inaspettate, di un progetto sempre da vivere e pensare insieme.

Un proverbio dice: Una figlia dell’amore si chiama bontà e l’altra pazienza.

Sposi novelli


La presenza di sposi novelli commuove particolarmente, perché la famiglia è una grande cosa. Io una volta ho scritto un articolo sul giornale e mi sono permesso di scherzare, citando Montaigne, uno scrittore francese, il quale diceva: «Il matrimonio è come una gabbia: quelli che son fuori, fanno di tutto per entrare, quelli che son dentro fan di tutto per uscire». No no no. Però, però alcuni giorni dopo mi è capitata una lettera di un vecchio Provveditore agli studi, che aveva scritto libri e mi ha rimproverato dicendo: «Eccellenza, ha fatto male a citare Montaigne, io e mia moglie ci siamo uniti da 60 anni ed ogni giorno è come il primo giorno ». Anzi, mi ha citato un altro poeta francese, in francese, ma io lo dico in italiano: ti amo ogni giorno di più: oggi molto più di ieri, ma molto meno di domani. E faccio l’augurio che, a voi, succeda la stessa cosa.
(Papa Giovanni Paolo I)

Il matrimonio non è una gabbia, ma un nido… luogo sicuro dove il desiderio di andare è pari a quello di tornare. Quando il desiderio di uscire è maggiore di quello di rientrare o viceversa…purtroppo il matrimonio diventa una gabbia.

La casa


La casa è quel posto dove, quando ci andate, vi accolgono sempre.
(Robert Frost)

La casa non sono i muri, ma le persone.

Educare i figli


Educare i figli è come tenere in mano una saponetta bagnata:
se la stringi troppo schizza via;
Se la stringi poco, non la tieni in mano.
Educare è come costruire un capolavoro di equilibrio!
Educare è come insegnare ad andare in bicicletta: il bambino ha bisogno di essere sorretto e al tempo stesso di essere libero .
Come la lavanda diventa fieno se le togli il profumo,
così l’educazione diventa allevamento se le togli i valori .

(Pino Pellegrino)

Educare i figli è un capolavoro di equilibrio, si sta in piedi se il terreno su cui camminiamo è ricco di valori buoni.

Un giorno chiesi ad un equilibrista se mi svelava il segreto, per riuscire a camminare sulla fune senza cadere. Lui mi rispose: Devi concentrarti su un punto fisso e continuare a guardarlo fino alla fine.

Qual’è il punto fisso che prendi come riferimento?

La gioia dell’amore


Nel matrimonio è bene avere cura della gioia dell’amore. Quando la ricerca del piacere è ossessiva, rinchiude in un solo ambito e non permette di trovare altri tipi di soddisfazione. La gioia, invece, allarga la capacità di godere e permette di trovare gusto in realtà varie, anche nelle fasi della vita in cui il piacere si spegne. Per questo san Tommaso diceva che si usa la parola “gioia” per riferirsi alla dilatazione dell’ampiezza del cuore. La gioia matrimoniale, che si può vivere anche in mezzo al dolore, implica accettare che il matrimonio è una necessaria combinazione di gioie e di fatiche, di tensioni e di riposo, di sofferenze e di liberazioni, di soddisfazioni e di ricerche, di fastidi e di piaceri, sempre nel cammino dell’amicizia, che spinge gli sposi a prendersi cura l’uno dell’altro: «prestandosi un mutuo aiuto e servizio»

(Papa Francesco, Amoris Laetitia, 126)

La gioia dilata il cuore! Quanto prego per la testimonianza di famiglie con il cuore dilatato dalla gioia!

L’esperienza pastorale, purtroppo mi fa toccare con mano, quanto sia difficile aprirsi alla gioia, quanto il cuore provato dalla fatica e dalla durezza della vita, invece di dilatarsi, si restringe sempre più, si ritira..per delusione, per disperazione…

In molte famiglie purtroppo la gioia manca da troppo tempo… è compito di chi ha il cuore dilatato sostenere queste famiglie dal cuore stanco e ferito.

Signore, sostieni le famiglie in difficoltà, sentano ancora il desiderio di un cuore dilatato dalla tua presenza, sostegno alla fatica, al dolore, alla disperazione di una vita a volte troppo dura.

C’era una volta la tavola


Ci sono case ricche, che non consentono più di vedere il cielo, ci sono vite troppo frenetiche che non consentono più di stare a tavola insieme e di accorgersi del colore degli occhi e delle gioie e delle ferite dei cuori.

(Carlo Maria Martini)

Abbiamo perso il tesoro più grande dei nostri nonni, quello di stare tutti insieme a tavola a guardarsi negli occhi, ad ascoltarsi, a rendere quel tempo prezioso un appuntamento importante, da non perdere.

Oggi invece il divano, la poltrona, la propria camera, internet, la televisione, il cellulare… hanno rubato quel tempo così prezioso alle nostre tavole.