spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

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Pazzo chi non te ama


Oggi la Chiesa fa memoria della

Beata Lucia Broccadelli da Narni.

Condivido con voi questo suo dialogo con Dio:

Io son piena di miseria. Tu pieno di bontà.
Ogni cosa è tua, li peccati son mei.
Amore, amore che accende tutto il mondo.
Dà, maestro mio, pazzo è chi non te ama.
Sì, sì, maestro, maestro. Pazzo è chi non te ama.

(Lucia Broccadelli da Narni)

Amore che accende tutto il mondo, perché parte del mondo è ancora spento?

Forse anch’io sono chiamato a portare nel mondo questo fuoco, questo amore che non entra con violenza, ma usa i nostri cuori e le nostre vite per chiedere permesso..

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Contagioso


Il cristiano, più che persuasivo, dovrebbe essere contagioso.
(Paul Claudel)

Proprio così, la fede deve essere contagiosa… e per essere contagiosa ha bisogno di percorrere le strade del mondo.
C’è davvero bisogno di una Chiesa in uscita, di una Chiesa che abbia voglia davvero di contagiare il mondo.

Pieni di gioia


XIV Domenica del tempo ordinario (C)

Dal Vangelo di oggi (Lc 10,1-12.17-20)

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città».
I settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome». Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli».

Quando i discepoli tornano dalla missione dell’annuncio della Parola, sono pieni di gioia…
Non c’è scritto siano stanchi, delusi, arrabbiati, in lite fra loro…

Molte volte in parrocchia si vede il contrario… le cose che non vanno, quelli che credono di essere migliori, che puntano il dito se gli altri sbagliano e addio al frutto più bello che il Signore ci offre quando siamo chiamati ad annunciare il Vangelo: la gioia!

Forse dobbiamo chiederci che fine abbia fatto nelle nostre comunità la gioia di annunciare l’amore di Gesù…

Oppure dobbiamo guardare a quelle comunità che hanno fatto della gioia, uno stile di vita.

Ho appena concluso una settimana fa, le due settimane di campeggi in montagna con i ragazzi delle medie e delle elementari.

Alla fine della settimana, ho davvero percepito nel volto delle cuoche (hanno davvero lavorato tantissimo) e degli animatori quella gioia di aver speso il loro tempo per gli altri. Quando ho chiesto a loro come fosse andata la settimana hanno risposto “benissimo! Peccato sia già finita!”. Non si sono lamentati della fatica, delle poche ore di riposo.

Dobbiamo ripartire dalla chiamata di Gesù a lavorare per il Regno, è il terreno buono che ci ha preparato per la nostra felicità, per colmare la nostra vita di quella gioia che mai si esaurisce.

 

Evangelizzare: rendere nuova l’umanità

Evangelizzare, per la Chiesa, è portare la Buona Novella in tutti gli strati dell’umanità, è, col suo influsso, trasformare dal di dentro, rendere nuova l’umanità stessa . (Beato Paolo VI)

Evangelizzare, fa bene soprattutto a noi, perché ogni volta che annunciamo l’Amore di Gesù, lo annunciamo prima di tutto a noi stessi e ogni volta è rinascere a vita nuova!

Doppia carità

« …doppia carità: l’evangelizzazione e il soccorso dei poveri »
(Annibale Maria Di Francia)

L’evangelizzazione è carità! Perché chi rimane senza l’annuncio del Vangelo, rimane povero di un grande tesoro! L’amore di Dio per noi.

La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù. Coloro che si lasciano salvare da Lui sono liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore, dall’isolamento. Con Gesù Cristo sempre nasce e rinasce la gioia. In questa Esortazione desidero indirizzarmi ai fedeli cristiani, per invitarli a una nuova tappa evangelizzatrice marcata da questa gioia e indicare vie per il cammino della Chiesa nei prossimi anni (Papa Francesco, Evangelii Gaudium)