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Articoli con tag ‘evangelii gaudium’

Chiesa in uscita, gioia in entrata


Non possiamo rimanere in chiesa; la Messa è una forza che spinge fuori!
La Messa obbliga ad abbandonare la tavola, sollecita all’azione, spinge a lasciare le nostre cadenze residenziali. Ci stimola ad investire il fuoco che abbiamo ricevuto in gestualità dinamiche e missionarie. Se non ci si alza da tavola, l’Eucaristia rimane un sacramento incompiuto.

(Don Tonino Bello)

Sogno una scelta missionaria capace di trasformare ogni cosa, perché le consuetudini, gli stili, gli orari, il linguaggio e ogni struttura ecclesiale diventino un canale adeguato per l’evangelizzazione del mondo attuale, più che per l’autopreservazione. La riforma delle strutture, che esige la conversione pastorale, si può intendere solo in questo senso: fare in modo che esse diventino tutte più missionarie, che la pastorale ordinaria in tutte le sue istanze sia più espansiva e aperta, che ponga gli agenti pastorali in costante atteggiamento di “uscita” e favorisca così la risposta positiva di tutti coloro ai quali Gesù offre la sua amicizia. Come diceva Giovanni Paolo II ai Vescovi dell’Oceania, «ogni rinnovamento nella Chiesa deve avere la missione come suo scopo per non cadere preda di una specie d’introversione ecclesiale».

(Papa Francesco E.G. n.27)

È ora di alzarci da tavola, per condividere con i fratelli la gioia della Parola, la forza del Pane e rendere viva la Chiesa!
Chiesa in uscita, gioia in entrata.

Che Chiesa sognate?

Insieme ai giovani della mia parrocchia, abbiamo letto alcuni passi dell’enciclica di Papa Francesco, Evangelii Gaudium, poi ho chiesto a loro di rispondere ad alcune domande.

Una era: Che Chiesa sognate?

Alcune risposte mi hanno particolarmente colpito…

Magari ne condividerò alcune su questo blog. Ecco la prima:

Un ragazzo di 14 anni ha risposto così:

Sogno una Chiesa capace di coinvolgere le persone, di farle riflettere. Una Chiesa che sia capace di prendersi cura di loro accompagnandole. Una Chiesa che ti consigli le cose migliori, non per vederti perfetto, ma per vederti felice.

La Chiesa ha il dovere di prendersi cura della felicità di tutti, per quello propone come modello di vita quello del Vangelo… del dono di sé. Chi si apre agli altri è sempre felice!

Come Chiesa dobbiamo testimoniare l’amore di Gesù per ogni fratello… riconoscendo che siamo Chiesa di uomini e non robot programmati per il bene.

Siamo una Chiesa fragile, piena di ferite e di resistenze… Ma nulla è impossibile a Dio.
Non dobbiamo puntare il dito su chi fa fatica ad essere Chiesa…dobbiamo essere noi stessi quella Chiesa che sogniamo, dobbiamo chiedere al Signore la forza di uscire nelle periferie del mondo, anche se alle volte siamo zoppicanti, il nostro compito è quello di camminare verso coloro che attendono da noi un seme di Speranza per una vita felice.

il tempo libero che imprigiona


Quando abbiamo più bisogno di un dinamismo missionario che porti sale e luce al mondo, molti laici temono che qualcuno li inviti a realizzare qualche compito apostolico, e cercano di fuggire da qualsiasi impegno che possa togliere loro il tempo libero. Oggi, per esempio, è diventato molto difficile trovare catechisti preparati per le parrocchie e che perseverino nel loro compito per diversi anni. Ma qualcosa di simile accade con i sacerdoti, che si preoccupano con ossessione del loro tempo personale. Questo si deve frequentemente al fatto che le persone sentono il bisogno imperioso di preservare i loro spazi di autonomia, come se un compito di evangelizzazione fosse un veleno pericoloso invece che una gioiosa risposta all’amore di Dio che ci convoca alla missione e ci rende completi e fecondi. Alcuni fanno resistenza a provare fino in fondo il gusto della missione e rimangono avvolti in un’accidia paralizzante.
(Evangelii Gaudium 81)

Prigionieri del tempo libero…

Il tempo libero ha un insidia pericolosissima…l’ozio. Che non ha niente a che vedere con il riposo.

Ci si riposa dal lavoro quotidiano, per riprendere le forze e ripartire, l’ozio invece è stare sul divano spettatori della propria vita.
Il riposo rinvigorisce, l’ozio annoia e appesantisce.

Fate attenzione che il tempo libero, non vi imprigioni.

Tempo libero

Quando abbiamo più bisogno di un dinamismo missionario che porti sale e luce al mondo, molti laici temono che qualcuno li inviti a realizzare qualche compito apostolico, e cercano di fuggire da qualsiasi impegno che possa togliere loro il tempo libero. Oggi, per esempio, è diventato molto difficile trovare catechisti preparati per le parrocchie e che perseverino nel loro compito per diversi anni. Ma qualcosa di simile accade con i sacerdoti, che si preoccupano con ossessione del loro tempo personale. Questo si deve frequentemente al fatto che le persone sentono il bisogno imperioso di preservare i loro spazi di autonomia, come se un compito di evangelizzazione fosse un veleno pericoloso invece che una gioiosa risposta all’amore di Dio che ci convoca alla missione e ci rende completi e fecondi. Alcuni fanno resistenza a provare fino in fondo il gusto della missione e rimangono avvolti in un’accidia paralizzante. (E.G. 81)

Il tempo libero alcune volte ci imprigiona nell’idea che per essere felici bisogna anzitutto pensare a se stessi.

Non esiste tempo libero, quando il cuore rimane imprigionato dalla noia, dall’abitudine, dall’egoismo…

Doppia carità

« …doppia carità: l’evangelizzazione e il soccorso dei poveri »
(Annibale Maria Di Francia)

L’evangelizzazione è carità! Perché chi rimane senza l’annuncio del Vangelo, rimane povero di un grande tesoro! L’amore di Dio per noi.

La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù. Coloro che si lasciano salvare da Lui sono liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore, dall’isolamento. Con Gesù Cristo sempre nasce e rinasce la gioia. In questa Esortazione desidero indirizzarmi ai fedeli cristiani, per invitarli a una nuova tappa evangelizzatrice marcata da questa gioia e indicare vie per il cammino della Chiesa nei prossimi anni (Papa Francesco, Evangelii Gaudium)

La famiglia incarnata nelle periferie dell’esistenza

Oggi è la Festa della Santa Famiglia.

Ho letto e condivido a pieno questo stupendo pensiero sulla famiglia, incarnata nelle periferie dell’esistenza, proprio una bella riflessione!!!

Si legge al punto 20 del 1° capitolo (dell’Evangelii Gaudium)…”Tutti siamo invitati ad accettare questa chiamata: uscire dalla propria comodità e avere il coraggio di raggiungere tutte le periferie che hanno bisogno della luce del Vangelo”

Chi, meglio della famiglia, dei coniugi cristiani vive nelle “periferie”, ossia fuori dagli ambienti puramente ecclesiali per immergersi negli uffici, nelle fabbriche, nelle scuole, nelle palestre, nelle strade, nei supermercati, nei condomini?

Chi, meglio della famiglia – prima cellula della società – è in grado risanare, per irradiazione attraverso la sua testimonianza, gli ambienti dove si fa più fatica, dove ci sono divisioni, incomprensioni, fratture?

Chi, meglio della famiglia, è in grado di testimoniare il dono di sé, l’attitudine al sacrificio, la perseveranza nelle tribolazioni, la gioia che scaturisce dall’amore reciproco, la costanza dell’opera educativa senza mai stancarsi di sperare in un futuro migliore?

La Chiesa (e la famiglia in quanto piccola Chiesa), come ricorda papa Francesco al punto 23 del cap. 1° “Fedele al modello del Maestro, è vitale che oggi esca ad annunciare il Vangelo a tutti, in tutte le occasioni, senza indugio , senza repulsioni e senza paura. La gioia del Vangelo è per tutto il popolo, non può escludere nessuno”.

(Unita pastorale 45-Collegno; http://www.collegnoup.it)

Investire

Una delle cause di questa situazione si trova nella relazione che abbiamo stabilito con il denaro, poiché accettiamo pacificamente il suo predomino su di noi e sulle nostre società. La crisi finanziaria che attraversiamo ci fa dimenticare che alla sua origine vi è una profonda crisi antropologica: la negazione del primato dell’essere umano! Abbiamo creato nuovi idoli. L’adorazione dell’antico vitello d’oro (cfr Es 32,1-35) ha trovato una nuova e spietata versione nel feticismo del denaro e nella dittatura di una economia senza volto e senza uno scopo veramente umano. La crisi mondiale che investe la finanza e l’economia manifesta i propri squilibri e, soprattutto, la grave mancanza di un orientamento antropologico che riduce l’essere umano ad uno solo dei suoi bisogni: il consumo. (Evangelii Gaudium n.55)

Alcune volte investiamo più sulle cose che sulle persone…