spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

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Ripartiamo dall’amore

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Questa sera nella mia parrocchia, Ernesto Olivero, fondatore del SERMIG, parlerà ai giovani per invitarli al 5° Appuntamento Mondiale dei Giovani della Pace.
Condivido con voi la splendida lettera che ha scritto per invitare i giovani a questo importante appuntamento:

Cari giovani, vi scrivo come se vi parlassi cuore a cuore, perché credo in voi!
Credo nel bene che potete fare, nei sogni che vi portate dentro, nella speranza nuova che può nascere da voi. Conosco i vostri dubbi, lo sconforto che vi prende quando non riuscite a immaginarvi un futuro, quando la paura e la rabbia vogliono farvi loro, quando intorno a voi tutto parla di odio, violenza, corruzione. Lo so, lo sappiamo.
Il mondo così com’è lascia senza respiro, ma il mondo – così com’è – è ancora nelle nostre mani. Per questo vorrei che il vostro cuore si incendiasse di un amore, di una passione tali da far venire il desiderio a tutti di alzarsi, scegliere, decidere, cambiare, impegnarsi… e volare. Vorrei aiutarvi a non avere paura di abbandonare tutto ciò che illude, di dire no all’apatia e al cinismo che vi fa credere che non esistano grandi ideali e sogni da realizzare, alla violenza che spesso incontrate o magari vivete in prima persona.
Vorrei farvi venire il desiderio di fare della vostra fede l’atto di amore più grande, che vi fa dialogare con Dio come fareste con l’amico più caro. E se non credete, sappiate che nel vivere i propri ideali, nell’amare e nel desiderare la vera felicità – che poi è “fare felici gli altri” – davvero possiamo trovarci tutti insieme ed essere amici, credenti e non credenti, uniti nelle nostre differenze.
Vorrei che la vostra vita diventasse un annuncio di speranza per il mondo, quasi un fragore. Perché il mondo possa diventare veramente nuovo, uno spazio dove nessuno si senta straniero, dove la diversità sia davvero ricchezza, dove la paura non faccia più il nido in voi, ma venga snidata da una mano amica e si trasformi in energia di vita. Questa è la strada perché le vostre personalità si realizzino pienamente secondo i vostri talenti. Ognuno ha i suoi e li deve scoprire: se li metterete a frutto potrete diventare quello che desiderate nel vostro cuore. Attori, banchieri, pittori, scienziati, politici, sacerdoti, artigiani, astronomi, agricoltori, imprenditori, inventori, scrittori, registi, ministri, calciatori…
Qualunque cosa farete, se in voi ci sarà energia di vita e un no deciso ai mercanti di morte, la farete bene. Decine e decine di migliaia di persone continuano a morire di fame, di violenza, di guerra, di terremoti subiti senza predisporre le difese necessarie. Solo con voi possiamo cancellare parole come “odio”, “nemico”, “infedele”, “mio”, parole arrivate da ieri che hanno reso invivibile l’oggi. Solo con voi il mondo può cambiare: sì, con voi che per il potere non contate nulla, nulla per chi vive di superbia, per chi risolve i problemi con l’inganno e l’ingiustizia.
Solo con la vostra purezza, con la vostra umanità fragile e forte, con la parte di voi che sogna, è possibile costruire un futuro in cui una persona non valga più in base al colore della pelle, alla ricchezza, al Paese di origine, alla fede. Solo con voi quello che non è stato è ancora possibile. È possibile far coesistere libertà e giustizia! È possibile dire no alla costruzione delle armi che uccidono! È possibile affermare che non sono veri credenti coloro che, a qualunque fede dichiarino di appartenere, ritengono si possa uccidere in nome di Dio. È possibile vivere la sobrietà, uno sviluppo davvero sostenibile, garantire cure, cibo, casa e lavoro a ogni uomo, a ogni donna! È possibile impedire che le nostre case diventino strumento di morte a ogni terremoto che ci colpisce. È possibile! Ma ci vuole una scelta, una decisione! Ci vuole volontà. Ci vuole un patto, un atto determinato e consapevole in cui dichiarate a voi stessi che non siete disposti a farvi rubare la speranza, a farvi strappare via i sogni che ancora portate nel cuore.
Solo voi potete fare questo patto che cambierà la vostra vita personale, la porzione di mondo in cui vivete e avvicinerà le donne e gli uomini di ogni Paese, cultura, religione. Un patto di amore e di saggezza che può annullare i pregiudizi che la generazione dei padri ha trasmesso a tanti figli. Solo voi potete farlo!
La vostra vita può diventare un canto d’amore. Non importa sapere subito quanti saremo a crederci. Fossimo anche uno, due, basta un pugno di giovani per cambiare il corso della storia di un quartiere, di una città, del mondo. È vero: una rondine non fa primavera, ma basta una rondine per annunciarla, le altre vengono dietro… Dal 2002 l’Appuntamento Mondiale dei Giovani della Pace è l’occasione periodica di incontrarci con giovani che credono in questo cambiamento possibile e scelgono di iniziare con il loro impegno personale. Dopo Torino, Asti, L’Aquila, Napoli il prossimo Appuntamento sarà il 13 maggio 2017 a Padova, dove ancora una volta voi giovani sarete protagonisti con le vostre testimonianze, con i vostri sogni. Quel giorno vorremmo invitare i “grandi” della politica, dell’economia, della cultura, delle religioni, della scienza a venirvi ad ascoltare per capire che la pace è possibile se ognuno di noi si batte per la felicità degli altri. Se vince l’odio perdiamo tutti! E mentre tanti anni fa giovani soldati, armati dall’Arsenale militare di Torino, gridavano “Vinciamo la guerra!!!”, voi a Padova inviterete tutti a gridare: “L’odio non ci fermerà. Vinciamo la Pace. Ripartiamo dall’amore!”.

link 13 maggio Padova

La luce annulla il buio

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C’è chi mi chiede come cambiare le cose, c’è chi ha davvero voglia di mettersi in gioco per un mondo migliore…
Queste parole di Ernesto Olivero, incarnano la concretezza della possibilità di un mondo migliore…
Sicuramente bisogna partire dai giovani…

È urgente risvegliare la coscienza personale e collettiva senza urlare, con fermezza, coerenza di vita, ragionamenti fatti in umiltà e serenità. Non abbiamo bisogno di parlar male del male, il male si presenta da sé. Dobbiamo mostrare che il bene è meglio perché fa star bene, porta alla giustizia e alla legalità. Non possiamo limitarci a essere “contro”, contro i mercanti di bambini, contro i trafficanti di droga, contro ogni ingiustizia e ogni violenza. Dobbiamo saper proporre ai giovani qualcosa di grande per cui valga la pena investire la vita. Dobbiamo rafforzare in loro il bene, far sì che la luce sia luce e che risplenda.

Un mondo nuovo, diverso, è possibile ma bisogna convertirsi. Ed è la luce che converte. Dobbiamo essere talmente luce da convertire perfino il male. Dobbiamo far venire la nostalgia del bene, il desiderio di vita vera a chi è nel buio. È questo il modo che abbiamo scelto per combattere la mafia: formare i giovani alla responsabilità e aiutarli a mettersi in ascolto della propria coscienza.

Sono certo che un giovane che cresce, respira e vive questi valori nel piccolo come nel grande, saprà vivere il compito che gli è affidato con onestà e trasparenza; saprà sostenere la legalità, i diritti umani e la pace qualunque sia il suo ruolo nella società. Il mio più grande sogno è che acquistino la forza morale di non lasciarsi coinvolgere nelle forme di malavita e che sappiano dire a chi le pratica: convertitevi! Ma questo sogno chiede che tutti noi iniziamo a “toglierci la mafiosità da dentro” nei comportamenti della vita quotidiana.

Incontrando la gente, lavorando con i giovani ci siamo resi conto che la priorità per giovani e adulti, a nord come a sud, è risvegliare la coscienza assopita, anestetizzata dalla caduta di valori. A nostro giudizio non c’è altro modo per recuperare legalità, senso civico, … che formare coscienze vigili. Lo dobbiamo a tanti che hanno perso la vita per questi valori e alle loro famiglie, lo dobbiamo a chi vive da sempre nella paura di ritorsioni, vendette, lo dobbiamo alla gente che non ha come campare, lo dobbiamo a chi ha perso la speranza nella vita e nel prossimo. Se non cresciamo come persone con una coscienza formata non abbiamo possibilità di costruire progetti solidi e duraturi che diano futuro ai giovani.

(Ernesto Olivero, Sermig )

link sermig

Quello che non è stato può essere

Quello che non è stato può essere. Questa è la chiave per il presente, per il futuro. Ma la chiave da inserire nella porta del cambiamento nessuno la può girare al posto mio. Viviamo in una situazione dove la paura del futuro attanaglia, blocca, rende impotenti. Perché? Perché non facciamo di necessità virtù, non trasformiamo la paura in opportunità? Il perché non lo so. A me sembra tanto ovvio entrare in una stanza al buio e accendere la luce. Però quel pulsante che può darmi la luce dipende dalla mia volontà, dal mio cervello che comanda al dito di premere l’interruttore.

(Ernesto Olivero)

 

È arrivata l’ora di accendere la luce…. Perché vivere al buio non piace a nessuno.

Sermig

Con un gruppo di giovani della mia parrocchia abbiamo vissuto l’altra settimana un’esperienza di vita condivisa con i fratelli della comunità del Sermig. (Per chi vuol saperne di più link )
Un’ esperienza che consiglierei a tutti quei giovani che hanno voglia di mettersi in gioco, per migliorare il mondo, migliorando innanzitutto se stessi.

I poveri continueremo ad averli sempre con noi, ma se ogni persona trovasse nella solidarietà un senso al proprio vivere, la loro povertà sarebbe diversa; diventerebbe scuola di vita e nella condivisione troveremmo la via per abbattere le miserie che abbrutiscono l’uomo.
(Ernesto Olivero)

Essere testimoni

Sono convinto che dobbiamo smetterla di parlare al mondo. E’ il mondo che deve parlare di noi se ci amiamo, se ci stimiamo, se ci vogliamo bene, se non ci feriamo a vicenda, se cominciamo a farci gli affari degli altri, se il carcerato, l’ammalato, l’affamato trova in noi un volto amico. Se abbiamo il coraggio di dare un nome e un cognome al peccato che nasce da dentro.
(Ernesto Olivero)

Bellissime parole… seguite da tanta fatica e tanto lavoro per gli altri. Ernesto Olivero fondatore del Sermig, immerso in una realtà di servizio per i fratelli più poveri, ma anche di sensibilizzazione perché i giovani capiscano quanto sia davvero possibile cambiare il mondo partendo da loro stessi.

L’amore è possibile… speriamo il mondo se ne accorga perché l’amore è davvero contagioso.

Il povero sceglie te

Nella nostra fantasia malata, il povero è un giocattolo da accudire di tanto in tanto; in qualche momento emotivo diciamo di voler spendere la vita per lui, perché pensiamo che non è giusto essere poveri. Ma quando tu lo conosci nella realtà, t’accorgi che a volte il povero ti disturba, è scostante, puzza, è maleducato…; ti accorgi che, anche lui come te, pretende di mangiare ogni giorno, di dormire la notte in un letto, di vestire come te, di mandare i suoi figli a scuola… Vuole essere proprio una persona come te, come noi… E questo povero è diverso da quello dei nostri sogni!
(Ernesto Olivero)

Il povero non lo scegli tu, ti sceglie lui… a volte vorresti scappare da questa scelta, ma siccome non puoi scappare dal tuo cuore, quando si allontana è peggio di quando si avvicina.

Gesù non dice scegli un povero d’amare…dice ama il prossimo, ma molte volte il prossimo è l’ultimo che vorremmo incontrare…

Aiutaci Signore ad amare come hai fatto Tu…

Umiltà e Verità

I mass media confezionati dagli adulti raccontano solo di ragazzine che sgomitano per diventare “veline”, di adolescenti disadattati che non sanno superare i loro fallimenti esistenziali o di frotte di teenager attratti solo da godimenti effimeri e alienanti. Le nuove generazioni cercano in realtà due cose semplici, eppure difficilissime da trovare: l’umiltà e la verità.
Ernesto Olivero

Sono stufi i nostri giovani di prepotenza e falsità. Vogliono assaporare la libertà di poter essere importanti per gli altri. Si sentono gli occhi degli adulti addosso, ma mai si sentono incrociati dal loro sguardo.

Quando si propone ai giovani di fare qualcosa per gli altri, per i poveri, non si tirano mai indietro, siamo noi che di fronte ad alcuni giovani non facciamo proposte concrete che facciano scoprire davvero che c’è più gioia nel dare che nel ricevere. Dobbiamo osare di più, dobbiamo essere umili e toglierci dalla testa che i giovani pensino solo a divertirsi.

Quando guardo un giovane Signore fa che possa sempre vedere un cuore capace d’amare.