spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

Articoli con tag ‘educazione’

L’educazione dei sentimenti


In una scuola elementare, domandai ai bambini quali erano i loro sogni per il futuro. Ha risposto subito Massimo: “diventare miliardario!”. Sogno, condiviso dagli altri bambini, che ci fa riflettere. Oggi è difficile educare perché il nostro impegno di formare, a scuola, il cittadino che collabora, che antepone il bene comune a quello egoista, che rispetta e aiuta gli altri, è quotidianamente vanificato dai modelli proposti da chi possiede i mezzi per illudere che la felicità è nel denaro, nel potere, nell’emergere con tutti i mezzi, compresa la violenza. A questa forza perversa noi dobbiamo contrapporre l’educazione dei sentimenti: parlare di amore a chi crede nella violenza, parlare di pace preventiva a chi vuole la guerra. Dobbiamo imparare a fare le cose difficili, come disse Gianni Rodari in una delle sue ultime poesie: parlare al sordo, mostrare la rosa al cieco, liberare gli schiavi che si credono liberi.

(Mario Lodi)

Abbiamo una sfida impegnativa, quella di educare ai sentimenti buoni, alle relazioni costruttive, abbiamo bisogno di persone abituate al bene, ad una rinuncia per un bene più grande, al dono della condivisione, al dare il giusto valore alle cose e alle persone. Abbiamo bisogno di educare i giovani anche ad accogliere le proprie fragilità, i propri limiti e nello stesso tempo educarli al gran potenziale di bene che possono offrire al mondo. Dobbiamo educarli a mettersi a servizio del bene comune!

Il primo passo è quindi dare l’esempio, impegnarsi in prima persona, a far prevalere l’amore sull’odio, la pace sulla guerra, la giustizia sull’ingiustizia…

L’Amicizia


Chi trascura di educare il proprio figlio all’amicizia, lo perderà non appena avrà finito di essere bambino.  (Charles Péguy)

Educare i figli all’amicizia, vuol dire educarli al dono di sé. Educarli a prendersi cura di qualcuno…

Nessuno può essere felice se rimane da solo.

I figli sono come aquiloni


I figli sono come gli aquiloni, insegnerai a volare ma non voleranno il tuo volo.
Insegnerai a sognare ma non sogneranno il tuo sogno.
Insegnerai a vivere ma non vivranno la tua vita.
Ma in ogni volo, in ogni sogno e in ogni vita rimarrà per sempre l’impronta dell’insegnamento ricevuto.

(Santa Madre Teresa di Calcutta)

Non potremo scegliere al posto dei nostri figli, ma la loro scelta dipenderà anche dai nostri insegnamenti.

Educare è costruire


Oggi la Chiesa ricorda il Beato Don Carlo Gnocchi.

Se costruire bisogna, la prima e fondamentale di tutte le costruzioni è quella dell’uomo.
(Don Gnocchi)

Educare è un compito d’amore


L’educazione è il momento che decide se noi amiamo abbastanza il mondo da assumercene la responsabilità e salvarlo così dalla rovina, che è inevitabile senza il rinnovamento, senza l’arrivo di esseri nuovi, di giovani. Nell’educazione si decide anche se noi amiamo tanto i nostri figli da non estrometterli dal nostro mondo lasciandoli in balìa di se stessi, tanto da non strappargli di mano la loro occasione d’intraprendere qualcosa di nuovo, qualcosa d’imprevedibile per noi; e prepararli invece al compito di rinnovare un mondo che sarà comune a tutti. (Hannah Arendt)

L’educazione deve scaturire dal cuore, se getti la spugna nel campo educativo, hai scelto di smettere di amare quella persona. L’educazione è il compito più impegnativo che doniamo ai nostri giovani, ai nostri figli…

Se dovete scegliere dove spendere le vostre energie, scegliete la strada dell’educare.

Ricordatevi che senza amore è impossibile educare.

Educare non è formare burattini che eseguono i nostri comandi, educare è formare persone libere, che scelgono di vivere una vita buona, bella e giusta.

L’educazione


L’educazione dipende dalla certezza che colui che parla dice il vero e l’interesse del bambino è quello di conoscere questa verità.
(Jean-Luc Marion)

Quando si educa ai valori importanti, raccontare la verità è il primo modo per non cadere in errore.

Il Papa buono e la bontà


Il 3 Giugno del 1963, moriva Papa Giovanni XXIII dopo cinque anni circa di pontificato.

Papa Francesco lo fa santo il 27 aprile 2014 insieme a Papa Giovanni Paolo II.

Oggi ci lasciamo stimolare da un suo pensiero:

La bontà vigilante, paziente e longanime, arriva ben più in là e più rapidamente che non il rigore e il frustino.

Ho letto recentemente un libro, di Antonio Ferrara, “Ero cattivo”. Parla di un ragazzino di nome Angelo, cinico e violento che deve trascorrere un periodo di recupero in una comunità che ha come responsabile Padre Costantino, che usa come arma educativa, la bontà! Non si arrabbia mai, nonostante le tante sfide che lancia il tremendo Angelo. Alla fine la bontà è premiata e Angelo riesce ad uscire da quell’etichetta che non solo gli altri ma lui stesso si dava di ragazzo cattivo.

Forse per un ragazzo “cattivo”, l’esperienza più utile che possa fare è quella di una bontà gratuita, inattesa, immeritata.

Siamo noi educatori che forse non ci crediamo davvero che la bontà possa essere un ottimo valore educativo.

Alcune volte ci scappa di arrabbiarci, di dare punizioni, di usare poco la bontà.

C’era un santo (San Francesco di Sales) che diceva: Meglio sbagliare per troppa bontà che per troppo rigore.