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Don Bosco

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In ognuno di questi ragazzi, anche il più disgraziato, v’è un punto accessibile al bene. Compito di un educatore è trovare quella corda sensibile e farla vibrare.

(San Giovanni Bosco)

Un educatore deve spendere tutte le energie possibili, anche di fronte al giovane più impenetrabile al bene.

L’unico strumento educativo che possediamo è l’amore. L’amore fa vibrare il cuore di chi lo riceve.

Don Bosco prega per tutti i giovani del mondo, perché si aprano al bene, perché realizzino il disegno che Dio ha pensato per ognuno di loro.

Viva Don Bosco!

Stare con i giovani


Stare con i giovani è la condizione fondamentale della vocazione di genitori e di educatori alla fede: questo atteggiamento traduce nella realtà il desiderio e la passione di condividere le loro paure le loro angosce, le loro attese e le loro speranze. Questo è già tutto, perché la scelta concreta di tare con i giovani è gravida di conseguenze positive su tutti i fronti: perdere tempo per loro e con loro è il primo e più importante segno di riconoscimento della loro dignità. In tal modo essi hanno la prova concreta di essere soggetti di dedizione gratuita; in tal modo sono riconosciuti come persone degne di affetto e di amore.

(Rossano Sala)

Stare con i giovani, è pensare all’avvenire… se i giovani sperimentano l’amore e soprattutto l’amore donato e disinteressato, sarà più semplice anche per loro vivere l’amore verso gli altri in maniera gratuita.

Nello stare con i giovani è fondamentale però, non aver paura della fatica e delle delusioni… stare con i giovani dona un’immensa gioia al cuore!

Rischiare ragionevolmente


La casa sulla roccia

          Dal Vangelo di oggi (Mt 7,21.24-27)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».

Un educatore che non sa rischiare non serve per educare. Un papà e una mamma che non sanno rischiare, non educano bene il figlio. Rischiare ragionevolmente. Cosa significa? Insegnare a camminare: una gamba deve essere ferma sul pavimento che conosce e con l’altra cercare di andare avanti e così se scivola, può difendersi. Educare è questo: tu sei sicuro qui ma questo non è definitivo, devi fare un altro passo, forse scivoli, ma ti alzi e vai avanti

(Papa Francesco)

Sembra che il rischio sia solo per squilibrati, invece ogni tanto c’è bisogno di rischiare, come ci dice Papa Francesco rischiare con ragione… e quindi non da squilibrati!

Un piede al sicuro e l’altro alla ricerca di nuovi orizzonti…

Un piede saldo sulla roccia e l’altro alla ricerca del cielo!

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