spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

Articoli con tag ‘Don Tonino Bello’

Il ritorno dell’uomo


Noi guardiamo l’Avvento un po’ troppo dalla parte dell’uomo. Forse bisognerebbe guardarlo di più dalla parte di Dio. Sì, perché anche in cielo oggi comincia l’Avvento. Il periodo dell’attesa. Qui sulla terra è l’uomo che attende il ritorno del Signore. Lassù, nel cielo, è il Signore che attende il ritorno dell’uomo.

(Don Tonino Bello)

Ancor prima della nostra attesa c’è quella di Dio che desidera che torniamo a Lui con tutto il cuore, per vivere a pieno il dono della sua vita che ha voluto condividere con noi.

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Essere per gli altri


Ricordiamoci che la Chiesa è per gli altri. Non può essere la palestra dove si misurano le nostre rivalità; il terreno dove si scontrano i nostri interessi; il supporto dove poggiano le nostre ambizioni. Una Chiesa di questo genere perde di credibilità. Non è segno di speranza per i tanti disperati di oggi.

(Don Tonino Bello)

Donaci il coraggio Signore di essere per gli altri, di non trattenere tutto per noi stessi, di non lasciar che il dono che possiamo diventare per tutti, diventi un seme sterile che non porta frutto.

Chiesa in uscita, gioia in entrata


Non possiamo rimanere in chiesa; la Messa è una forza che spinge fuori!
La Messa obbliga ad abbandonare la tavola, sollecita all’azione, spinge a lasciare le nostre cadenze residenziali. Ci stimola ad investire il fuoco che abbiamo ricevuto in gestualità dinamiche e missionarie. Se non ci si alza da tavola, l’Eucaristia rimane un sacramento incompiuto.

(Don Tonino Bello)

Sogno una scelta missionaria capace di trasformare ogni cosa, perché le consuetudini, gli stili, gli orari, il linguaggio e ogni struttura ecclesiale diventino un canale adeguato per l’evangelizzazione del mondo attuale, più che per l’autopreservazione. La riforma delle strutture, che esige la conversione pastorale, si può intendere solo in questo senso: fare in modo che esse diventino tutte più missionarie, che la pastorale ordinaria in tutte le sue istanze sia più espansiva e aperta, che ponga gli agenti pastorali in costante atteggiamento di “uscita” e favorisca così la risposta positiva di tutti coloro ai quali Gesù offre la sua amicizia. Come diceva Giovanni Paolo II ai Vescovi dell’Oceania, «ogni rinnovamento nella Chiesa deve avere la missione come suo scopo per non cadere preda di una specie d’introversione ecclesiale».

(Papa Francesco E.G. n.27)

È ora di alzarci da tavola, per condividere con i fratelli la gioia della Parola, la forza del Pane e rendere viva la Chiesa!
Chiesa in uscita, gioia in entrata.

Una vita persa

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Io sono convinto che se la vostra vita la spenderete per gli altri, non la perderete. Perdereste il sonno, il denaro, la quiete, la salute. Ma non la vita.
(Don Tonino Bello)

Una vita persa è una vita spesa per nessuno.

Schiodare


Se è vero che ogni cristiano deve accogliere la sua croce, è vero anche che deve schiodare tutti coloro che vi sono appesi.
(Tonino Bello)

Schiodarsi dalle nostre comode poltrone, per togliere i chiodi dalle mani dei nostri fratelli crocifissi…

Gesù ha sposato una ragazza bellissima

È Avvento. Ricordiamo che Gesù è venuto sulla terra. Dio ha detto: «Basta! Non voglio stare così solo, voglio scendere a contatto con l’uomo». Si è fatto uomo. Ha sposato una ragazza bellissima che è l’umanità.
Dio si è innamorato di questa ragazza e le ha detto: «Ti voglio sposare». E dinanzi alle resistenze della sua creatura: «Ma non ti preoccupare, ti purifico io. Anche se hai delle macchie sul volto, te le tolgo io. Anche quando sarai molto grande, e vecchia, appesantita dagli anni e dal peccato, ogni giorno verrò a toglierti una macchia e una ruga dal volto; ogni giorno diventerai più giovane, ti farò splendente, gli occhi tuoi saranno più profondi delle notti d’inverno».
Ci vuole bene il Signore, da morire! Nell’Avvento si ricorda tutto questo. Gesù è venuto e non si è stancato di venire. Gesù viene anche adesso. Ogni giorno.
Viene nella comunità. È presente in mezzo a noi tutte le volte che ci uniamo in nome suo. Perciò la domenica facciamo in modo di non mancare alla sua chiamata, perché vuol dirci che ci vuole bene e basta. Non vuole niente da noi. Vuole soltanto dare tutto l’amore che porta nel cuore. Per questo non vi preoccupate del fatto che se non venite a messa fate peccato, ma preoccupatevi perché vi sottraete a un flusso di grande amore.
Il Signore viene anche nella Parola. Facciamo il proposito, in questo Avvento, di leggere ogni giorno un brano del Vangelo perché non conosciamo abbastanza la parola di Gesù Cristo. Ci ha mandato una lettera d’amore, bellissima, e noi l’abbiamo messa nel cassetto senza aprirla. Se invece viviamo quello che ci ha detto, la vita cambierà, acquisterà un senso diverso.
Il Signore è venuto, viene e verrà.

(Don Tonino Bello)

Splendida riflessione di don Tonino, che come sempre ci stimola a vivere il Vangelo da innamorati, perché l’attesa di questi giorni aumenti il desiderio di una vita insieme a Gesù.

Oggi è S.Andrea Apostolo, uno dei primi ad innamorarsi di Gesù, talmente importante l’incontro con Lui da averne fissa l’ora (le 16).

S.Andrea aiutaci a vivere il tempo dell’Avvento, come un tempo opportuno per lasciare le reti che ci distolgono dal rapporto con Gesù che viene.

 

Maria donna semplice

Dal Vangelo di oggi (Solennità dell’Annunciazione del Signore):

Rallegrati, piena di Grazia il Signore è con Te!

Questo annuncio certo rende piena di gioia Maria, ma rallegra anche noi la scelta di una mamma semplice, di un paese poco conosciuto. Si capisce subito che Gesù vuole appianare i privilegi del tempo fatti di onorificenze ecc.. Gesù vuol partire dai semplici, fin da subito sceglie una donna del popolo per essere sua madre e madre di tutti.

Santa Maria, donna del popolo, grazie, perché hai convissuto con la gente, prima e dopo l’annuncio dell’ angelo, e non hai preteso da Gabriele una scorta permanente di cherubini, che facesse la guardia d’onore sull’uscio di casa tua. Grazie, perché, pur consapevole di essere la madre di Dio, non ti sei ritirata negli appartamenti della tua aristocrazia spirituale, ma hai voluto assaporare fino in fondo le esperienze, povere e struggenti, di tutte le donne di Nazareth.(Don Tonino Bello)