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Ponti di memoria


« La memoria deve diventare impegno, non parole di circostanza. »
Don Luigi Ciotti

Oggi a Messina e in contemporanea in tanti luoghi in tutta Italia si svolgerà la XXI Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie: “Ponti di memoria, Luoghi di impegno”. Come ogni anno, nel primo giorno di primavera, simbolo di rinascita, la rete di Libera, gli enti locali, le realtà del terzo settore, le scuole e tanti cittadini, assieme alle centinaia di familiari delle vittime, si ritroveranno in tanti luoghi, per ricordare nome per nome tutti gli innocenti morti per mano delle mafie, creando in tutto il Paese un ideale filo di memoria, quella memoria responsabile che dal ricordo può generare impegno e giustizia nel presente. (www.libera.it)

Aiutaci Signore ad impegnarci concretamente a favore della giustizia, nelle piccole scelte quotidiane.

No alla corruzione

Il 9 dicembre 2012 si celebra in tutto il mondo la Giornata Internazionale contro la Corruzione.
La Giornata ha lo scopo di sensibilizzare le persone sul grave problema globale della corruzione e sul ruolo che la Convenzione ONU contro la Corruzione, adottata nel 2003, può avere nel combatterla e prevenirla. Il Segretario Generale ha denunciato gli effetti perversi che la corruzione ha sulle economie globali e la società tutta, sostenendo che, però, essa non è un fenomeno inevitabile ma può bensì essere respinto se i governi e le persone scelgono di rifiutarlo, facendo piuttosto prevalere la loro integrità.

Le mafie sono la corruzione del potere, non si sconfiggono se non si combatte la corruzione
Don Luigi Ciotti

La giustizia continua a camminare

Il 23 maggio del 1992 Giovanni Falcone viene ucciso dalla mafia.

Gli uomini passano ma gli ideali restano e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini”.

(Giovanni Falcone)

«Spogliare l’albero di Falcone dei ricordi, delle immagini, dei disegni, delle parole che lo arricchiscono è un atto vile quanto vano. Quell’albero ha infatti radici nell’impegno di molti. E’ un albero che non cessa mai di crescere in altezza e profondità, di nutrire le speranze dei palermitani, dei siciliani, degli italiani onesti. Le mafie si affermano facendo terra bruciata attorno a sé. Giovanni Falcone e tutte le vittime delle mafie ci hanno insegnato a rendere le terre fertili di futuro. Quell’atto vandalico è paradossalmente un segno di debolezza. Dimostra la forza di quella memoria divenuta impegno. Mette a nudo non l’albero di Giovanni, ma la paura di chi sente che il suo impegno per la giustizia è ancora tra noi, nei tanti disposti a continuarlo».

(d. Luigi Ciotti)

La giustizia continua a camminare anche sulle tue gambe?