spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

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Un eccesso d’Amore


Non mi meraviglio affatto che la passione sia stata dichiarata un eccesso. Ed infatti è un eccesso di amore di Gesù Cristo.

(Claude de la Colombière)

Per vivere il Vangelo ci è concesso di esagerare solo nell’amore, come ci ha insegnato Gesù.

L’Amore è tutto

“L’amore nelle avversità sopporta. Nelle prosperità si modera. Nelle sofferenze e’ forte. Nelle opere buone e’ ilare. Nelle tentazioni è sicuro. Nelle ospitalità generosissimo. Tra i veri fratelli, lieto. Tra i falsi paziente. E’ l’anima dei libri sacri. E’ virtù della profezia. E’ salvezza dei misteri. E’ fortezza della scienza. E’ frutto della Fede. E’ ricchezza dei poveri. E’ vita di chi muore. L’amore e’ tutto.”

(Sant’Agostino)

Oggi contemplando il crocifisso capisco che Gesù è l’amore perché ci ha donato tutto!

Una schiena forte

croce
Dal Vangelo di oggi (Lc 9, 22-25)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno». Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà. Infatti, quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina se stesso?».

Non chiedere a Dio carichi leggeri. Chiedigli una schiena forte!

(S. Teresa d’Avila)

Aiutami Signore a portare la mia croce, la mia incapacità di vivere il Vangelo, il mio essere fragile e donami sempre la forza di confidare nel tuo aiuto!

Esaltazione della Santa Croce

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Il mistero della Croce è l’avvenimento di un incontro, non la deduzione di un sistema.
(Fabrice Hadjadj)

La Croce è il momento più profondo dell’incontro di una persona che ci ama da morire: Gesù!

Lasciare Gesù sulla croce


Dal Vangelo di oggi (Lc 24,13-35)

Ed ecco, in quello stesso giorno, [il primo della settimana], due [dei discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto». Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

 

Non condannare, neanche se vedi con i tuoi occhi,

poiché spesso anch’essi sbagliano.

(San Giovanni Climaco)

La peggior condanna non è aver messo Gesù sulla croce, la peggior condanna è averlo lasciato sulla croce!

Ecco perché i due giovani diretti a Emmaus erano tristi, si sono dimenticati Gesù sulla croce.

Ma Gesù che non è venuto per renderci tristi, va oltre la nostra condanna, oltre il nostro ingannevole sguardo e si fa presente nella nostra vita! Gesù non è rimasto sulla croce, non si è fermato nel sepolcro, Gesù è vivo!

Venerdì Santo


Il crocifisso è l’icona più vera. Porta sulla terra il potere di Dio: quello di servire, non di asservire; quello di salvare, non di giudicare; quello di dare la vita, non di toglierla. Il crocifisso porta l’immagine vera dell’uomo. […] Vero uomo è lui, capace del dono supremo, fratello di ognuno, che muore ostinatamente amando, gridando forte a Dio tutta la sua pena, ma per mettersi nelle sue mani.
(Ermes Ronchi)

Signore oggi riconosco le mie povertà e le metto nelle tue mani, grazie perché ci hai fatto sapere di avere mani grandi, più grandi sicuramente dei nostri numerosi limiti.

Un abbraccio dalla croce

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Essere in croce è ciò che Dio deve nel suo amore all’uomo che è in croce. L’amore conosce molti doveri, ma il primo di questi doveri è di essere con l’amato. Solo un Dio sale sulla croce ed entra nella morte perché nella morte entra ogni suo amato. Qualsiasi altro gesto ci avrebbe confermato in una falsa idea di Dio. Solo la croce toglie ogni dubbio. Qualunque uomo, qualunque re, se potesse, scenderebbe dalla croce. Solo un Dio non scende dal legno. La croce è l’abisso dove Dio diviene l’amante, genesi perfetta di Dio fra gli uomini. […] Le braccia di Gesù, inchiodate e distese in un abbraccio che non può rinnegarsi, sono le porte dell’Eden spalancate per sempre, sono cuore dilatato fino a lacerarsi molto prima del colpo di lancia, sono accoglienza di ogni creatura, alleanza con tutto ciò che vive: genesi dell’uomo in Dio. Perché l’amato nasce dalle ferite del cuore di chi lo ama. L’uomo nasce dal cuore trafitto del suo Creatore. E capisce che la vita non è possesso o rapina, ma dono di sé; che Dio e la vita sono dono reciproco di sé. Allora la croce è davvero la gloria di Dio, l’ora gloriosa della vita.
(Ermes Ronchi)

Contemplare la croce, è riconoscere che Gesù è venuto a cercarmi nell’abisso più profondo della mia fragilità, perché per Dio non sono uno qualunque. Sono colui che egli ha scelto di amare fino alla fine. Perché questo amore non abbia mai fine.