spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

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Un luogo d’amore

Non la croce ha dato gloria a Gesù ma è Gesù che l’ha resa gloriosa
facendo di un luogo di infamia un luogo di amore.

(Enzo Bianchi)

E tu Madre


Il 7 marzo del 1785 nasceva Alessandro Manzoni, oggi un suo “inno sacro” tratto da “La Passione” ci introduce al mistero della Croce.

E tu, Madre, che immota vedesti
Un tal Figlio morir sulla croce,
Per noi prega, o regina de’ mesti,
Che il possiamo in sua gloria veder;
Che i dolori, onde il secolo atroce
Fa de’ buoni più tristo l’esiglio,
Misti al santo patir del tuo Figlio,
Ci sian pegno d’eterno goder.

IV Domenica di Quaresima (B)


Cosa ci salva? L’Amore!

Dal Vangelo di oggi (Gv 3,14-21)

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio. E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».

La croce guida il popolo in cammino…

Quando dobbiamo camminare in processione, davanti i ministranti portano la croce, tenendola alta in modo che tutti la vedano.

La croce diventa la guida del nostro cammino verso Pasqua.

Cosa ci salva? L’Amore!

Nel buio delle fatiche quotidiane, c’è solo una luce capace di illuminare i nostri volti: è la luce dell’amore.

Quante volte lo sperimentiamo nella vita!

Il colore robusto quaresimale riceve i primi bagliori della luce pasquale, il viola lascia spazio al rosaceo.

La croce segno dell’amore di Dio per noi, ci accompagni in queste ultime settimane verso la Pasqua.

XXII Domenica del Tempo Ordinario (A)


Amare per davvero!

Dal Vangelo di oggi (Mt 16,21-27)

In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno.
Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!». Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita? Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni».

Bisogna innanzitutto partire dal significato reale della croce!

Cosa significa la croce? L’amore per la sofferenza o accettare di soffrire per amore?

Da qui cerco di pensare al significato della frase di Gesù “Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua.”

Gesù non manda nessuna croce! Non sono d’accordo con chi pensa che tutte le sofferenze le manda il Signore per provare la nostra fede…che Dio sarebbe?

La croce è il simbolo più sincero dell’amore. Ti posso dire che ti amo, che ti voglio bene, ma se non lo dimostro con i fatti, se non spendo del tempo per te, se non rinuncio alle mie comodità per servirti, per vederti felice, quell’amore rimane solo sulla bocca ed è straniero per il cuore.

Chi vuole diventare discepolo deve essere disposto a mettere concretamente gli altri prima di se stesso.

Chi vuole davvero amare come ha fatto Gesù deve scegliere la croce e cioè un amore che si fa dono totale.

La croce quindi non è amore per la sofferenza, ma è la disposizione a soffrire per amore.

Non si può amare solo quando tutto va bene, quando conviene, o quando non mi costa alcuna fatica…L’amore vero inizia proprio quando il mio sguardo si sposta da me stesso verso l’altro.

Oggi potremmo fermarci a pensare alla qualità del nostro amore… Sapendo di avere come orizzonte nel cammino quella croce che ci dice l’amore totale del Signore per noi.

Un eccesso d’Amore


Non mi meraviglio affatto che la passione sia stata dichiarata un eccesso. Ed infatti è un eccesso di amore di Gesù Cristo.

(Claude de la Colombière)

Per vivere il Vangelo ci è concesso di esagerare solo nell’amore, come ci ha insegnato Gesù.

L’Amore è tutto

“L’amore nelle avversità sopporta. Nelle prosperità si modera. Nelle sofferenze e’ forte. Nelle opere buone e’ ilare. Nelle tentazioni è sicuro. Nelle ospitalità generosissimo. Tra i veri fratelli, lieto. Tra i falsi paziente. E’ l’anima dei libri sacri. E’ virtù della profezia. E’ salvezza dei misteri. E’ fortezza della scienza. E’ frutto della Fede. E’ ricchezza dei poveri. E’ vita di chi muore. L’amore e’ tutto.”

(Sant’Agostino)

Oggi contemplando il crocifisso capisco che Gesù è l’amore perché ci ha donato tutto!

Una schiena forte

croce
Dal Vangelo di oggi (Lc 9, 22-25)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno». Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà. Infatti, quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina se stesso?».

Non chiedere a Dio carichi leggeri. Chiedigli una schiena forte!

(S. Teresa d’Avila)

Aiutami Signore a portare la mia croce, la mia incapacità di vivere il Vangelo, il mio essere fragile e donami sempre la forza di confidare nel tuo aiuto!

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