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Articoli con tag ‘Crisi’

Voglia di Dio


Questa epoca di esilio, di lontananza, di ateismo, questo limite ultimo di disancoraggio da Cristo, questa riva estrema, in apparenza, del materialismo, invoca – forse per la legge degli opposti – le rive supreme della gloria, della risurrezione e dell’amore.

(Giorgio La Pira)

In questo periodo di crisi, in cui forse ci si è dimenticati di Dio, spero che il cuore dell’uomo lanci il suo grido nostalgico di un desiderio grande di ritorno a Lui, per sconfiggere la piaga dell’individualismo, dove ognuno è chiamato alla felicità solo per se stesso, e rinascere a vita nuova, per una vita nuova, fondata sulla possibilità reale di vivere concretamente il Vangelo e di assaporare la vera felicità, mentre il nostro cuore ricomincia a battere per i fratelli.

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In tempo di crisi

Dal Vangelo di oggi (Gv 6,24-35)

In quel tempo, quando la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?».
Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo». Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato». Allora gli dissero: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».
Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».

In tempo di crisi, Il vero pane che nutre è Gesù.

Non parlo della crisi che purtroppo lascia molte persone senza un lavoro sicuro, con il cibo contato e con problemi economici che tolgono la voglia di vivere… Per questo tipo di crisi dobbiamo noi darci da fare a costruire un mondo in cui regni la giustizia, l’onesta ecc…
Parlo della crisi esistenziale che in molti stanno vivendo. Parlo della crisi dell’amore, della fedeltà ecc..

Vi sono molti giovani tristi, che piangono e non sanno neanche loro il perché…

Non sono a loro agio in questo mondo e non sanno perché…

Un giorno chiesi a una ragazza “Che viso triste… cosa è successo? ” “non lo so…ma sono triste…” fu la risposta.

Cosa può mancare ad una ragazza con una buona famiglia, che se la cava a scuola, che non vive situazioni di particolare difficoltà?

Manca il pane che non scade… manca quel nutrimento che non ti lascia mai il vuoto.

Chi non si lascia nutrire dall’amore di Dio, chi non condivide con l’altro questo amore, avrà sempre un vuoto incolmabile dentro, un vuoto che si cerca di riempire con tante cose, che però non riesce mai a renderci pienamente felici!

Meglio avere una vita piena di amici che una vita piena di soldi.

Non lasciarci schiacciare dalla crisi

Non pretendiamo che le cose cambino se continuiamo a farle nello stesso modo. La crisi può essere una vera benedizione per ogni persona e per ogni nazione, perché è proprio la crisi a portare progresso. La creatività nasce dall’angoscia, come il giorno nasce dalla notte oscura. È nella crisi che nasce l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie.
Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere superato. Chi attribuisce le proprie sconfitte e i propri errori alla crisi, violenta il proprio talento e mostra maggior interesse per i problemi piuttosto che per le soluzioni. La vera crisi è l’incompetenza.
Il più grande difetto delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel trovare soluzioni. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è routine, una lenta agonia. Senza crisi non ci sono meriti. È nella crisi che il meglio di ognuno di noi affiora; senza crisi qualsiasi vento diventa una brezza leggera.
Parlare di crisi significa promuoverla; non parlarne significa esaltare il conformismo. Cerchiamo di lavorare sodo, invece. Smettiamola, una volta per tutte, l’unica crisi minacciosa è la tragedia di non voler lottare per superarla.

Albert Einstein