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Dio si propone


Dio si propone ma non si impone all’ uomo. Un cuore arido e prevenuto può sempre accampare qualche pretesto per eluderlo o respingerlo; mentre un cuore sincero e umile può arrivare a scorgere le ragioni per accettarlo. Dio ama anche chi non crede.

( G.Biffi)

Capisco quanto sia grande la Misericordia di Dio per l’uomo! Arriva ad amare anche chi lo rifiuta. Dona il suo amore anche a coloro che non credono in Lui!

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Credere è difficile

S.Tommaso Apostolo

Dal Vangelo di oggi (Gv 20,24-29)

Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».

Se credere è difficile, non credere è morte certa. (Carlo Carretto)

Se analizziamo la Sacra Scrittura, dopo la morte di Gesù, nel cuore dei suoi discepoli avevano preso posto, la delusione e la morte. Gesù lo sapeva fin da subito, perché è difficile credere… nella vittoria sulla paura più grande dell’uomo: la morte!

I discepoli di fronte alla morte di Gesù si sono arresi…avranno pensato: Peccato…questa volta ci avevamo creduto davvero, Gesù ci aveva rapito con il suo sguardo e il suo insegnamento, ma di fronte alla croce credere è difficile.

Gesù sapeva che doveva venire in soccorso ai tanti Tommaso increduli, allora incrocia lo sguardo del suo discepolo, e lui subito lo riconosce esclamando “Mio Signore e mio Dio!”.

Grazie Tommaso per avere messo la faccia al posto nostro, grazie per averci detto che Gesù è risorto davvero! Cercheremo anche noi di essere credenti, e cercheremo di sopportare se qualche volta ci lasciamo sopraffare dai dubbi che ogni tanto prendono il sopravvento.

Credete che io possa fare questo?

Dal Vangelo di oggi (Mt 9,27-31):
In quel tempo, mentre Gesù si allontanava, due ciechi lo seguirono gridando: «Figlio di Davide, abbi pietà di noi!». Entrato in casa, i ciechi gli si avvicinarono e Gesù disse loro: «Credete che io possa fare questo?». Gli risposero: «Sì, o Signore!». Allora toccò loro gli occhi e disse: «Avvenga per voi secondo la vostra fede». E si aprirono loro gli occhi. Quindi Gesù li ammonì dicendo: «Badate che nessuno lo sappia!». Ma essi, appena usciti, ne diffusero la notizia in tutta quella regione.

Su alcuni nostri limiti, siamo talmente sfiduciati, che chiedere al Signore di aiutarci a superarli sembra perdere del tempo. “ Non ce la farò mai!…”oppure “ Cosa mi confesso a fare, tanto continuerò sempre a sbagliare” .
Colui che ci vuole allontanare da Gesù lo sa bene, è con la scusa ci mette in testa quel senso di impotenza che invece di farci venire voglia di superare gli ostacoli, ci dice di non spendere energie inutili. Ma quelle energie dove le spendiamo? A stare fermi a guardare i nostri limiti?

Il Signore ci dice che per cambiare veramente, per essere aiutati da Lui, il primo passo è crederci!
Dobbiamo davvero credere che con l’aiuto del Signore, possiamo diventare persone migliori! Non persone perfette, ma persone che camminano con la speranza di essere sempre di più uomini come ci vuole Lui. Uomini capaci d’amore.

Una volta in casa di riposo due anziani litigavano, “ Dai Piero non fare il pigrone, vieni a fare due passi…”, “ No, Gino lo sai non ho più le gambe buone…”, “Neanch’io, però uso bastoni buoni…”.

Il suo amore è per sempre

Dalla prima lettura (At 2,42-47):
[Quelli che erano stati battezzati] erano perseveranti nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere. Un senso di timore era in tutti, e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli. Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; vendevano le loro proprietà e sostanze e le dividevano con tutti, secondo il bisogno di ciascuno. Ogni giorno erano perseveranti insieme nel tempio e, spezzando il pane nelle case, prendevano cibo con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo. Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati.

Qual è lo stile “dello stare insieme” ? Condivisione, gioia, semplicità.

Alcune volte invece siamo egoisti, tristi e cerchiamo la felicità in cose impossibili o molto complicate.

Se ripercorrete i periodi più belli della vostra vita, sicuramente sono quelli in cui “stai insieme” a qualcuno. Nella semplicità di un abbraccio, di una passeggiata, di un po’ di tempo passato insieme.

È una tristezza sapere di alcune persone che vivono insieme, ma non stanno insieme…

Qual è la qualità del tuo “stare insieme”?

Dal Salmo 117

Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre».
Dica la casa di Aronne:
«Il suo amore è per sempre».
Dicano quelli che temono il Signore:
«Il suo amore è per sempre».

Possiamo alcune volte dimenticarci del Signore, alcune volte come Tommaso avere dei dubbi di fede, altre volte rinnegarlo, non riconoscerlo presente nella nostra vita, ma lui nonostante la nostra poca fede ci amerà per sempre e questo è proprio motivo di grande gioia!

Dal Vangelo di Giovanni (20,19-31)
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

Alcune volte mi dicono : “Come faccio ad essere sicuro che Gesù sia esistito davvero se non l’ho mai visto?”
Allora io porto sempre l’esempio di Tommaso! Ha vissuto con Lui, ha ascoltato la Sua Parola, ha visto i prodigi che ha compiuto, eppure non l’ha riconosciuto. Non sono gli occhi coloro che ci dicono la verità su Gesù. Troppo limitati i nostri occhi per riconoscere l’infinito, l’eterno.
Se attentamente ascolterai il tuo cuore, lì nel profondo, sentirai una sete d’eternità che solo l’eterno potrà colmare, lì nella pienezza del tuo cuore lo riconoscerai. Quando farai l’esperienza dell’incontro vivo con lui, anche tu come Tommaso proclamerai “Mio Signore e mio Dio”.