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Vivere una vita piena


Ecco oggi la parte finale del discorso del Papa, dopo aver pregato insieme a tantissimi giovani la via-crucis nel campo di Blonia in Cracovia:

Oggi l’umanità ha bisogno di uomini e di donne, e in modo particolare di giovani come voi, che non vogliono vivere la propria vita “a metà”, giovani pronti a spendere la vita nel servizio gratuito ai fratelli più poveri e più deboli, a imitazione di Cristo, che ha donato tutto sé stesso per la nostra salvezza. Di fronte al male, alla sofferenza, al peccato, l’unica risposta possibile per il discepolo di Gesù è il dono di sé, anche della vita, a imitazione di Cristo; è l’atteggiamento del servizio. Se uno – che si dice cristiano – non vive per servire, non serve per vivere. Con la sua vita rinnega Gesù Cristo.
Questa sera, cari giovani, il Signore vi rinnova l’invito a diventare protagonisti nel servizio; vuole fare di voi una risposta concreta ai bisogni e alle sofferenze dell’umanità; vuole che siate un segno del suo amore misericordioso per il nostro tempo! Per compiere questa missione, Egli vi indica la via dell’impegno personale e del sacrificio di voi stessi: è la Via della croce. La Via della croce è la via della felicità di seguire Cristo fino in fondo, nelle circostanze spesso drammatiche del vivere quotidiano; è la via che non teme insuccessi, emarginazioni o solitudini, perché riempie il cuore dell’uomo della pienezza di Gesù. La Via della croce è la via della vita e dello stile di Dio, che Gesù fa percorrere anche attraverso i sentieri di una società a volte divisa, ingiusta e corrotta.
La Via della croce non è una abitudine sadomasochistica; la Via della croce è l’unica che sconfigge il peccato, il male e la morte, perché sfocia nella luce radiosa della risurrezione di Cristo, aprendo gli orizzonti della vita nuova e piena. È la Via della speranza e del futuro. Chi la percorre con generosità e con fede, dona speranza al futuro e all’umanità. Chi la percorre con generosità e con fede semina speranza. E io vorrei che voi foste seminatori di speranza.
Cari giovani, in quel Venerdì Santo molti discepoli ritornarono tristi alle loro case, altri preferirono andare alla casa di campagna per dimenticare un po’ la croce. Vi domando – ma rispondete ognuno di voi in silenzio, nel vostro cuore, nel proprio cuore: come volete tornare questa sera alle vostre case, ai vostri luoghi di alloggio, alle vostre tende? Come volete tornare questa sera a incontrarvi con voi stessi? Il mondo ci guarda. A ciascuno di voi spetta rispondere alla sfida di questa domanda.

Il Papa ha chiesto ai giovani di non vivere una vita a metà, ma di mettersi a servizio per vivere una vita piena!

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Dio si aspetta qualcosa da te


Anche oggi un pensiero di Papa Francesco preso dal discorso fatto alla veglia sabato sera al Campus Misericordiae.

Questo è il segreto, cari amici, che tutti siamo chiamati a sperimentare. Dio aspetta qualcosa da te. Avete capito? Dio aspetta qualcosa da te, Dio vuole qualcosa da te, Dio aspetta te. Dio viene a rompere le nostre chiusure, viene ad aprire le porte delle nostre vite, delle nostre visioni, dei nostri sguardi. Dio viene ad aprire tutto ciò che ti chiude. Ti sta invitando a sognare, vuole farti vedere che il mondo con te può essere diverso. E’ così: se tu non ci metti il meglio di te, il mondo non sarà diverso. E’ una sfida.

Dobbiamo accogliere questa sfida, dobbiamo iniziare a capire che con Dio, l’impossibile diventa possibile.

Il mondo può cambiare, perché io posso cambiare!

 

Lottare contro i pregiudizi


Ieri siamo arrivati in Polonia, per vivere insieme a tanti giovani l’esperienza della G.M.G.
La prima tappa del nostro pellegrinaggio è stato il campo di concentramento di Auschwitz. Mi ha impressionato quel silenzio assordante, molti avrebbero volentieri voluto chiudere gli occhi, di fronte a tanta cattiveria… invece dobbiamo tener gli occhi ben aperti, per vedere il disastro che l’uomo può combinare, quando reputa la vita di un altro uomo senza valore!

Sono d’accordo con le parole del papà di Anna Frank, non possiamo cambiare quello che è successo, ma possiamo e dobbiamo impegnarci perché mai più succeda che l’uomo possa distruggere l’uomo.
Non possiamo più cambiare quello che è avvenuto. L’unica cosa che possiamo fare è imparare dal passato e comprendere cosa voglia dire discriminare e perseguitare persone innocenti. Sono convinto che ognuno di noi abbia il dovere di lottare contro i pregiudizi”.
(Otto Frank)

Per tutte le vittime innocenti, di ieri e di oggi.
Per tutti coloro che sono perseguitati a causa della loro posizione sociale, della loro religione, del colore della pelle…

Un cuore misericordioso


Oggi la Chiesa fa memoria del Beato Piergiorgio Frassati.

Saranno esposte alla venerazione dei giovani, a Cracovia, le sue reliquie, in occasione della 31.ma Giornata mondiale della gioventù, in programma nella città polacca a fine mese. Papa Francesco, nel messaggio rivolto ai giovani in vista della Gmg, li ha esortati a seguire l’esempio del Beato Frassati.

Pier Giorgio era un giovane che aveva capito che cosa vuol dire avere un cuore misericordioso, sensibile ai più bisognosi, a loro dava molto più che cose materiali: dava se stesso, spendeva tempo, parole, capacità di ascolto. Serviva i poveri con grande discrezione, non mettendosi mai in mostra”.
(Papa Francesco)

Verso la GMG di Cracovia

Oggi la Chiesa ricorda Santa Faustina, una delle figure da meditare, nell’esperienza che tantissimi giovani vivranno a Cracovia nell’incontro mondiale della Gioventù a fine Luglio con Papa Francesco.

Santa Faustina Kowalska (1905 – 1938)

Nacque nel 1905, terza dei dieci figli, in un piccolo paese Głogowiec della Polonia centrale. La sua famiglia era molto religiosa, ma povera. Frequentò solo tre classi della scuola elementare. Da bambina lasciò la casa paterna per lavorare come domestica e aiutare la famiglia.
All’età di sette anni si manifestò per la prima volta la sua vocazione alla vita consacrata. A diciotto anni chiese ai genitori di entrare in una congregazione, ma loro, avendo bisogno del suo aiuto nel mantenimento della famiglia, non acconsentirono. Faustina, volendo obbedire ai genitori, cercava di ignorare la voce di Dio. Nel suo Diario racconta come un giorno ebbe una visione di Gesù Flagellato che le disse: “Quanto tempo ancora ti dovrò sopportare? Fino a quando mi ingannerai?”. Dopo di che decise di intraprendere la vita religiosa. Nel 1925 fu ammessa nella Congregazione delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia a Varsavia prendendo il nome di Maria Faustina.
Faustina era mistica ed ebbe molte visioni di Gesù Cristo di cui possiamo leggere nel suo Diario che iniziò a redigere per ordine del suo confessore. Gesù le diede la missione di diffondere in tutto il mondo la verità sulla Divina Misericordia. Le trasferì la sua volontà di stabilire la Festa della Divina Misericordia da celebrare nella prima domenica dopo Pasqua. Chiese a Suor Faustina di dipingere un’immagine secondo una delle sue visioni con sotto la scritta “Gesù confido in te” desiderando che venisse venerata in tutto il mondo. Le dettò le parole di una preghiera, la “Coroncina alla Divina Misericordia”, assicurando che alle persone che l’avrebbero recitata durante la vita e nell’ora della morte sarebbe stata concessa la Sua Misericordia.
Santa Faustina Kowalska morì a Cracovia nel 1938 all’età di 33 anni, a causa della tubercolosi. Papa Giovanni Paolo II la proclamò santa nel 2000. La tomba con i suoi resti sono conservati nella chiesa del convento delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia di Cracovia. Oggi accanto alla chiesa si trova la nuova basilica – Santuario della Divina Misericordia.

Nonostante la mia grande miseria non ho paura di nulla, ma anzi spero di cantare eternamente il mio canto di lode. Nessuno, neppure il più miserevole, dubiti mai, finché vive, di poter diventare un grande santo. Perché grande è la potenza della grazia divina. (Santa Faustina)

Cracovia 2016

Ecco la Preghiera per la GMG di Cracovia 2016

Dio, Padre misericordioso,
che hai rivelato il Tuo amore nel Figlio tuo Gesù Cristo,
e l’hai riversato su di noi nello Spirito Santo, Consolatore,
Ti affidiamo oggi i destini del mondo e di ogni uomo.

Ti affidiamo in modo particolare
i giovani di ogni lingua, popolo e nazione:
guidali e proteggili lungo gli intricati sentieri del mondo di oggi
e dona loro la grazia di raccogliere frutti abbondanti
dall’esperienza, della Giornata Mondiale della Gioventù di Cracovia.

Padre Celeste,
rendici testimoni della Tua misericordia.
Insegnaci a portare la fede ai dubbiosi,
la speranza, agli scoraggiati,
l’amore agli indifferenti;
il perdono a chi ha fatto del male
e la gioia agli infelici.

Fa’ che la scintilla dell’amore misericordioso
che hai acceso dentro di noi
diventi un fuoco che trasforma i cuori
e rinnova la faccia della terra.

Maria, Madre di Misericordia, prega per noi.
San Giovanni Paolo II, prega per noi.