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Articoli con tag ‘confessione’

Vale la pena confessarsi?

Molte volte sento dire che la Confessione serve a poco, perché tanto si sa che sbaglieremo di nuovo e sempre sulle stesse cose. Allora tanto vale non confessarsi. Questi sono i pensieri che il “nemico” mette nel cuore e nella testa, per tenerci lontani dal Signore.

Per me la Confessione è chiedere a Dio di non arrendersi quando già lo abbiamo fatto noi. È lasciare che la debolezza sia abitata dalla forza dell’amore misericordioso di Dio Padre.

Mi ricordo da piccolo, dopo l’ennesima caduta in bici, dissi a mio padre “Non voglio più andare in bici, non sono capace…”. E lui mi disse: “Dai finché non ti senti sicuro, ci sono io dietro che ti tengo la bici”. Io mi sarei già arreso, ma sapendo che mio padre per me, si sarebbe spezzato la schiena per tenermi il sellino della bici, mi ha fatto capire che non potevo non accettare da parte sua questo gesto d’amore. Ci sono volute un paio di settimane per imparare bene a stare in equilibrio, e grazie a mio padre, posso dire di avercela fatta. Avevo anche imparato ad andare senza mani… ma l’asfalto mi ha ricordato quanto sia importante nella vita avere un manubrio per scegliere una direzione e soprattutto avere i freni a portata di mano quando si va troppo veloci.

Allora vale proprio la pena confessarsi, perché è riconoscere che con Dio tutto è possibile, soprattutto non arrendersi!

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Il pentimento


C’è un terribile ostacolo che ha trattenuto molti dal compiere il passo verso il pentimento. Alle soglie del pentimento si ferma il peccatore che fa appello alla sua volontà ma non trova materiale neanche per iniziare una sola opera buona: allora egli paragona se stesso a quelli che hanno ottenuto misericordia e perdono, perde coraggio e sprofonda in un grande sconforto e rammarico, considerando il pentimento come un dovere troppo faticoso. Questo è un inganno dell’Avversario! Chi ha detto che il pentimento consiste nel far appello alla volontà, in un atto di coraggio o di forza, nella realizzazione di qualche impresa? Al contrario, il pentimento non è forse cadere nelle braccia di Dio, gettarsi ai suoi piedi senza più volontà propria, con il cuore ferito che sanguina di dispiacere e le membra distrutte dal peccato che non hanno più la forza di rialzarsi se non per la misericordia di Dio? Cristo ha paragonato colui che si pente a un forestiero che è caduto nelle mani dei briganti in un paese straniero. Questi lo spogliano dei suoi abiti, lo derubano, lo umiliano, lo feriscono lasciandolo più morto che vivo.
(Matta El Meskin)

La fatica di togliere il peso che ti schiaccia è tutta di Dio. La fatica di trattenerlo sulle spalle è solo tua.

Liberati, chiedi a Dio che tolga quel peso e vivrai la gioia di chi non vive schiacciato dall’oppressione del peccato, della fatica, della disperazione…

San Filippo Neri


Oggi la Chiesa fa memoria di San Filippo Neri il “Santo della Gioia”.

Un giorno, una nota chiacchierona, andò a confessarsi da San Filippo Neri. Il confessore ascoltò attentamente e poi le assegnò questa penitenza: “Dopo aver spennato una gallina dovrai andare per le strade di Roma e spargerai un po’ dappertutto le penne e le piume della gallina! Dopo torna da me!”. La donna, abbastanza sconcertata, eseguì questa strana penitenza e tornò dal santo come richiesto. “La penitenza non è finita! – disse Filippo – Ora devi andare per tutta Roma a raccogliere le penne e le piume che hai sparso!”. “Ma è impossibile!”, rispose la donna. “Anche le chiacchiere che hai sparso per tutta Roma non si possono più raccogliere! – replicò Filippo Neri – Sono come le piume e le penne di questa gallina che hai sparso dappertutto! Non c’è rimedio per il danno che hai fatto con le tue chiacchiere!”.

Filippo sapeva bene come correggere i suoi fratelli, con un pizzico di ironia e tanto amore. La vera forza di Filippo era la sua totale dedizione per le cose del cielo. Ammoniva molto coloro che si affannavano solamente per le cose terrene.

Si dice che rinunciando al titolo cardinalizio abbia risposto simpaticamente: preferisco il Paradiso!

San Leopoldo Mandić

Uno dei testimoni di Misericordia che Papa Francesco ha voluto donarci in questo Anno Santo, insieme a Padre Pio è San Leopoldo Mandić il santo della Riconciliazione.

Oggi la Chiesa fa memoria di questo piccolo, grande uomo.

È precisamente un cuore di padre che noi vogliamo incontrare quando andiamo nel confessionale

(Papa Francesco)

La grandezza di padre Leopoldo è altrove: nell’immolarsi, nel donarsi, giorno dopo giorno, per tutto il tempo della sua vita sacerdotale, cioè per 52 anni, nel silenzio, nella riservatezza, nell’umiltà di una celletta-confessionale: “Il buon pastore offre la vita per le pecore”. Padre Leopoldo era sempre lì, pronto e sorridente, prudente e modesto, confidente discreto e padre fedele delle anime, maestro rispettoso e consigliere spirituale comprensivo e paziente. Se si volesse definirlo con una parola sola, come durante la sua vita facevano i suoi penitenti e confratelli, allora egli è “il confessore”… Eppure proprio in questo sta la sua grandezza, in questo suo scomparire per far posto al vero Pastore delle anime.

(San Giovanni Paolo II, Omelia per la canonizzazione di padre Leopoldo)

Spero ci siano tanti miei fratelli che possano vivere questo splendido abbraccio della Misericordia e spero ci siano tanti miei confratelli desiderosi di essere strumento dell’amore di Dio, capaci di scomparire per far posto al vero Pastore.

Il perdono di Assisi

Quello che ha reso nota in tutto il mondo la Porziuncola è soprattutto il singolarissimo privilegio dell’Indulgenza, che va sotto il nome di “Perdono d’Assisi”, e che da oltre sette secoli converge verso di essa orde di pellegrini.
Milioni e milioni di anime hanno varcato questa “porta della vita eterna” e si sono prostrate qui per ritrovare la pace e il perdono nella grande Indulgenza della Porziuncola, la cui festa si celebra la mattina del 1 agosto e si conclude con il Vespro solenne del 2 agosto.
L’aspetto religioso più importante del “Perdono d’Assisi” è la grande utilità spirituale per i fedeli, stimolati, per goderne i benefici, alla confessione e alla comunione eucaristica. Confessione, preceduta e accompagnata dalla contrizione per i peccati compiuti e dall’impegno a emendarsi dal proprio male per avvicinarsi sempre più allo stato di vita evangelica vissuta da Francesco e Chiara, stato di vita iniziato da entrambi alla Porziuncola.
L’evento del Perdono della Porziuncola resta una manifestazione della misericordia infinita di Dio e un segno della passione apostolica di Francesco d’Assisi.
(www.porziuncola.org)

Non dimentichiamolo mai, sia come penitenti che come confessori: non esiste alcun peccato che Dio non possa perdonare! Nessuno! Solo ciò che è sottratto alla divina misericordia non può essere perdonato, come chi si sottrae al sole non può essere illuminato né riscaldato”. (Papa Francesco)

Ci stiamo preparando per il nuovo giubileo della Misericordia che Papa Francesco ha annunciato e che inizierà l’8 Dicembre. Lasciamoci avvolgere dall’abbraccio misericordioso del Signore, una buona confessione è necessaria non solo perché ci riconosciamo peccatori, ma soprattutto per sperimentare quanto è grande la Misericordia di Dio per noi. Magari è un po’ che non ci si confessa.. cogli l’occasione di un momento di pace, per un buon esame di coscienza, per vedere i limiti su cui più si fa fatica, per desiderare una vita sempre più aderente al Vangelo…

Magari c’è chi ha avuto un’esperienza non felice dall’ultima Confessione… non sia questo il motivo per perdere un’ occasione così bella di incontro vero con la misericordia di Dio, cercate un confessore capace di trasmettere a voi quanto davvero il Signore vi ami con tutto il cuore!