spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

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Avere nuovi occhi


Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi.
(Marcel Proust)

Dal Vangelo di oggi (Mt 9,27-31)

In quel tempo, mentre Gesù si allontanava, due ciechi lo seguirono gridando: «Figlio di Davide, abbi pietà di noi!». Entrato in casa, i ciechi gli si avvicinarono e Gesù disse loro: «Credete che io possa fare questo?». Gli risposero: «Sì, o Signore!». Allora toccò loro gli occhi e disse: «Avvenga per voi secondo la vostra fede». E si aprirono loro gli occhi. Quindi Gesù li ammonì dicendo: «Badate che nessuno lo sappia!». Ma essi, appena usciti, ne diffusero la notizia in tutta quella regione.

Siamo ormai partiti in questo viaggio dell’Avvento, alla ricerca di Gesù, siamo partiti per incontrarlo, lasciamo a casa gli occhi stanchi e apriamoci ad uno sguardo nuovo su noi stessi e sul mondo…

Gesù si lascia incontrare solo grazie allo sguardo della fede!

Apriamo gli occhi e gustiamo la presenza di Gesù nella nostra vita.

Dove c’è miseria e povertà lì incontro il Signore, anche nella miseria e povertà del mio cuore!

Donami Signore uno sguardo nuovo, uno sguardo che non si ferma alle apparenze, uno sguardo che è capace di gioire delle cose belle della vita, uno sguardo di speranza nelle ferite del mondo, uno sguardo che quando incrocia il Tuo si ferma ad ammirare la bellezza dell’infinito!

Un’avventura verso la luce


La vita è una grande avventura verso la luce.
(Paul Claudel)

Dal Vangelo di oggi (Mc 10,46-52)

In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.

La direzione è quella, la Luce.. colei che ci permette di vivere la gioia dei colori!

Capita alcune volte di finire nelle tenebre… vedere tutto buio..non riuscire più ad aprire gli occhi alla gioia.

Alcune batoste nella vita ti accecano sul serio e tutto diventa grigio.

È soprattutto in quei momenti che Gesù ci passa accanto, ci tende una mano! Sono ammirato dalla forza con cui il cieco grida a Gesù che vuol tornare a vedere la bellezza dei colori, vivere le gioie della vita!

Sicuramente il figlio delle tenebre, farà di tutto per distoglierti dall’attenzione di Gesù che passa. Un po’ come fanno i vicini che lo rimproverano perché tacesse.

Non aver paura di gridare al Signore la tua voglia di Luce! Non scoraggiarti… vedrai all’improvviso una luce in fondo al tunnel, e tutto il grigio scomparirà,si aprirà davanti a te un nuovo orizzonte pieno di colori, pieno di vita!

Oggi Signore voglio ricordare tutte le persone rese cieche dalla durezza della vita, quelle persone tristi, che non hanno più voglia di vivere. Passa e penetra nei loro cuori perché possano rinascere a vita nuova!

Sguardo d’amore

Dal Vangelo di oggi (Lc 18,35-43):
Mentre Gesù si avvicinava a Gèrico, un cieco era seduto lungo la strada a mendicare. Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse. Gli annunciarono: «Passa Gesù, il Nazareno!». Allora gridò dicendo: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!». Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano perché tacesse; ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù allora si fermò e ordinò che lo conducessero da lui. Quando fu vicino, gli domandò: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». Egli rispose: «Signore, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato». Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo glorificando Dio. E tutto il popolo, vedendo, diede lode a Dio.

Possiamo avere tutti i mezzi di comunicazione del mondo, ma niente, assolutamente niente, sostituisce lo sguardo dell’essere umano. (Paulo Coelho)

Gesù volge lo sguardo d’amore, sul povero cieco, che sentendosi amato userà lo stesso sguardo verso i fratelli che incontrerà.

Lo sguardo dice molto più di mille parole…

Qual è il nostro sguardo sul mondo? Di misericordia, di giudizio, di rancore, d’odio, di invidia, d’amore?

Lo sguardo d’amore illumina, lo sguardo d’odio acceca.

Gli occhi non ascoltano

Dal Vangelo di oggi (Gv 9,1.6-9.13-17.34-38)
In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita; sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe», che significa “Inviato”. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva. Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori. Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui.

Essere ciechi, non è una scusa per non essere credenti. “Io non ci credo perché non l’ho mai visto!”

Oggi il Vangelo ci racconta di Gesù che guarisce un cieco, sembra strano ma gli occhi centrano ben poco. Tutto il brano invece è centrato sull’ascolto o il non ascolto.

La prima esperienza che il cieco fa di Gesù è quella di ascoltare la sua voce “Va alla piscina di Siloe a lavarti”, certo prima gli spalma del fango negli occhi, ma l’evento che apre il cuore al cieco è proprio aver ascoltato la Parola di Gesù. Una parola che illumina, che rende liberi. Il cieco reso prigioniero dalla sua cecità, torna libero.

L’importanza dell’ascolto, viene sottolineata anche quando Gesù dice “ lo hai visto, è colui che parla con te”. Non basta vederlo, bisogna ascoltarlo.

Cieco è colui che ha chiuso gli occhi della fede, colui che non si apre alla luce della Grazia.

Concludo questa breve riflessione condividendo questo bellissimo pensiero:
Sono nata cieca. A volte sono triste, ma poi penso ai ragazzi meno fortunati di me, quelli che mi prendono in giro. A loro è andata peggio, sono nati senza cuore. [Cecilia Camellini]