spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

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Cari giovani


Cari giovani, sarò felice nel vedervi correre più velocemente di chi è lento e timoroso. Correte «attratti da quel Volto tanto amato, che adoriamo nella santa Eucaristia e riconosciamo nella carne del fratello sofferente. Lo Spirito Santo vi spinga in questa corsa in avanti. La Chiesa ha bisogno del vostro slancio, delle vostre intuizioni, della vostra fede. Ne abbiamo bisogno! E quando arriverete dove noi non siamo ancora giunti, abbiate la pazienza di aspettarci.

(Christus Vivit. 299)

Esperienza di pienezza


Quando uno scopre che Dio lo chiama a qualcosa, che è fatto per questo – può essere l’infermieristica, la falegnameria, la comunicazione, l’ingegneria, l’insegnamento, l’arte o qualsiasi altro lavoro – allora sarà capace di far sbocciare le sue migliori capacità di sacrificio, generosità e dedizione. Sapere che non si fanno le cose tanto per farle, ma con un significato, come risposta a una chiamata che risuona nel più profondo del proprio essere per dare qualcosa agli altri, fa sì che queste attività offrano al proprio cuore un’esperienza speciale di pienezza. Questo è ciò che diceva l’antico libro biblico del Qoèlet: «Mi sono accorto che nulla c’è di meglio per l’uomo che godere delle sue opere»  (Christus Vivit, 273).

Non c’è opera migliore di quella che il Signore ha pensato per te.

Scegliere chi diventare


La tua vocazione non consiste solo nelle attività che devi fare, anche se si esprime in esse. È qualcosa di più, è un percorso che orienterà molti sforzi e molte azioni verso una direzione di servizio. Per questo, nel discernimento di una vocazione è importante vedere se uno riconosce in se stesso le capacità necessarie per quel servizio specifico alla società. (Christus Vivit, 255)

Più che cose da fare, la vita ti proporrà sempre occasioni per scegliere chi diventare!

È più bello insieme


Se sei giovane di età, ma ti senti debole, stanco o deluso, chiedi a Gesù di rinnovarti. Con Lui non viene meno la speranza. Lo stesso puoi fare se ti senti immerso nei vizi, nelle cattive abitudini, nell’egoismo o nella comodità morbosa. Gesù, pieno di vita, vuole aiutarti perché valga la pena essere giovane. Così non priverai il mondo di quel contributo che solo tu puoi dare, essendo unico e irripetibile come sei.

Voglio anche ricordarti, però, che «è molto difficile lottare contro la propria concupiscenza e contro le insidie e tentazioni del demonio e del mondo egoista se siamo isolati. È tale il bombardamento che ci seduce che, se siamo troppo soli, facilmente perdiamo il senso della realtà, la chiarezza interiore, e soccombiamo». Questo vale soprattutto per i giovani, perché insieme voi avete una forza ammirevole. Quando vi entusiasmate per una vita comunitaria, siete capaci di grandi sacrifici per gli altri e per la comunità. L’isolamento, al contrario, vi indebolisce e vi espone ai peggiori mali del nostro tempo.

(Christus Vivit 109-110)

Giovani, Speranza e gioia


Qualche tempo fa un amico mi ha chiesto che cosa vedo io quando penso a un giovane. La mia risposta è stata: «Vedo un ragazzo o una ragazza che cerca la propria strada, che vuole volare con i piedi, che si affaccia sul mondo e guarda l’orizzonte con occhi colmi di speranza, pieni di futuro e anche di illusioni. Il giovane va con due piedi come gli adulti, ma a differenza degli adulti, che li tengono paralleli, ne ha sempre uno davanti all’altro, pronto per partire, per scattare. Sempre lanciato in avanti. Parlare dei giovani significa parlare di promesse, e significa parlare di gioia. Hanno tanta forza i giovani, sono capaci di guardare con speranza. Un giovane è una promessa di vita che ha insito un certo grado di tenacia; ha abbastanza follia per potersi illudere e la sufficiente capacità per poter guarire dalla delusione che ne può derivare».

(Christus Vivit, 139)

Quando guardi un seme, potrebbe ingannarti vederlo così piccolo e fragile… da quel seme sappiamo però che potrà nascere qualcosa di grande.

Quando guardo un giovane devo sforzarmi di non lasciarmi ingannare dall’apparenza… devo abituarmi a vederlo incompleto e zoppicante… devo abituarmi ai suoi tempi di crescita… guai ad accelerare i tempi… anche il seme ha bisogno di tempo per diventare pianta… così i giovani hanno bisogno di tempo per diventare adulti. Anche se ci farebbe comodo il contrario. Ma anche per i frutti succede così…se si accelerano i tempi si guadagna in quantità forse… ma sicuramente si perde e di molto in qualità!

Così come il seme è nutrito dalla terra buona, il compito di noi educatori è quello di preparare ai nostri giovani un terreno buono, nutriente! E il terreno che ci propone il Vangelo è la Carità! Abituiamo i giovani ad essere per gli altri! Solo così capiranno il vero senso della vita. Solo così potranno mettere a servizio la loro tenacia! La loro brillantezza!

Molti giovani vengono soffocati da giudizi troppo severi, avvelenati da promesse fasulle, schiacciati da sensi di colpa.

Quando penso a un giovane, cerco di pensarlo come lo desidera il Signore e so che non ci può essere dono più grande!

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