spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

Articoli con tag ‘centro estivo’

Inizia il Centro Estivo


Anche quest’anno vivremo con bambini, giovani e ragazzi un’ estate indimenticabile. Sarà davvero una BELLA STORIA!

«Bella storia!» è lo slogan dell’Oratorio estivo 2019, un’esclamazione di gioia e di stupore che dice quanto possa essere bella la vita se vissuta dentro il progetto di Dio e nell’incontro con Lui. Ai ragazzi chiederemo di “starci” dentro una vita che viene accolta come un dono di Dio, ricca di quel “talento” che ci viene affidato per la nostra felicità e perché sia speso per il bene di tutti.

Il sottotitolo «Io sarò con te» dà il senso alla proposta della prossima estate in oratorio. La fiducia e la rassicurazione di essere al cospetto di Dio, per tutti i nostri giorni, ci fanno spiccare il volo. La nostra vita diventa bella perché si alimenta dell’incontro con il Signore e trova in esso la sua direzione. Una storia tutta da scrivere in cui contano le nostre scelte e la nostra responsabilità e nella quale ci viene chiesto di fare la nostra parte, dentro una “storia” più grande che coinvolge tutti, in cui ciascuno di noi è “protagonista”, con le sue doti e le sue qualità, da sviluppare e non tenere per sé.

Dentro il progetto dell’Oratorio estivo 2019 «Bella storia!», diremo ai ragazzi che c’è una vocazione da realizzare, che è per ciascuno unica e per tutti la stessa. La vocazione di tutti è la chiamata alla santità, che diventa esemplare per gli altri e si manifesta in tutta la sua bellezza quando si mostra come un “dono” e quindi un “talento” da spendere.

Annunci

E adesso tutti all’opera!


Ultimo giorno di centro estivo, tanti bambini, tanti giovani a servizio, tanta gioia.

Abbiamo meditato che la bellezza è nelle mani di chi si mette all’opera…

La Chiesa ha bisogno dell’impegno di molti, della freschezza dei giovani, della sapienza degli anziani e della presenza degli adulti, tutti insieme per fare la volontà del Signore, perché “venga il suo regno” …

E Allora tutti all’opera! Ognuno con le sue capacità, con i suoi doni contribuisca a rendere migliore il mondo!

Inizia il Centro Estivo


Anche quest’anno si parte con la bellissima avventura del centro estivo, che avrà come tema l’opera dell’uomo. Come ogni anno ci accompagnerà il sussidio della Fom.

Al Padre eterno non piace proprio stare con le mani in mano. L’amore vero genera passione e la passione autentica è sempre creativa. Il creato provoca piacere alla vista e alla nostra immediata esperienza. Riconoscere e dichiarare la bellezza di una cosa o di una persona che ci attrae particolarmente è la prima spontanea reazione umana rispetto alla realtà che incontra il nostro apprezzamento e quindi capace di suscitare emozione.
L’Oratorio estivo 2018 ci aiuta ad aumentare la nostra scoperta. Il creato è bello. Ed è straordinariamente bello partecipare alla bellezza del creato. Lo vogliamo dire con uno slogan che intenzionalmente abbiamo voluto stampare sulla maglietta destinata ai nostri animatori: «la bellezza è nelle mani di chi si mette all’opera». Dobbiamo riconoscerlo: il creato è bellissimo. Eppure si tratta di una bellezza incompleta. Incompiuta. In attesa di ulteriore perfezione. Dio ci chiede di partecipare alla creazione, per aumentare la bellezza della creazione.
Per noi credenti il mondo che abitiamo non è una specie di vetrina di un attraente centro commerciale. La vetrina attira la nostra attenzione ma risveglia soltanto il desiderio consumistico che abita ciascuno di noi, chi più chi meno. È una modalità di stare nel mondo. Prendere, usare, possedere.
Il mondo invece attende la nostra parte. Il creato non può vivere senza di noi. Certo, Dio lo genera costantemente, lo mantiene inaspettatamente in vita. Ma non si rassegna all’idea di coinvolgerci nel suo disegno. Dio ci chiede di partecipare. Ci chiede di metterci all’opera con Lui.
Con il linguaggio efficace dell’animazione, l’Oratorio estivo 2018 vuole aiutarci a scoprire questa straordinaria dimensione del nostro essere uomini e abitanti di questo mondo. Ci sarà tanto gioco, tanto divertimento, tanta animazione, tanto lavoro di fantasia e di ambientazione, per aiutare i nostri ragazzi a vivere e conoscere i tanti e diversi ambienti del mondo. Mettersi all’opera significa incontrare anche lo straordinario mondo del lavoro umano, la sua sempre strabiliante capacità di trasformare la natura e di trarne il necessario per la vita. Sarà anche l’occasione per scoprire che un modo scorretto di abitare il mondo crea immediatamente ingiustizie dolorose, spesso subite dai più deboli e poveri. L’Oratorio estivo sarà tutto questo e anche molto di più.
Potrebbe nascere un sospetto dentro di noi. Che forse lavorare nel giardino del creato non sia poi una bella cosa. Potrebbe trattarsi di una forma di controllo da parte di Dio. Quasi che gli siamo utili. Che gli serviamo per uno scopo. Saremmo evidentemente al di fuori di un rapporto di amore e di gratuità che contraddistingue ogni legame padre-figlio oppure anche fraterno. Chiaramente non è così.
Piuttosto possiamo scoprire che mentre l’uomo si mette all’opera e partecipa alla creazione, mentre cioè costruisce, in realtà si costruisce. Partecipare all’opera di Dio è la modalità sorprendente e straordinaria attraverso cui ogni uomo diventa se stesso e costruisce la propria umanità. Ecco che ogni oratorio diventa un vero e proprio laboratorio. Non soltanto perché ospita tante diverse attività. Ma prima di tutto perché può diventare quel contesto favorevole e provvidenziale dove chi lo frequenta – indipendentemente dall’età – ha l’occasione di prendere in mano la questione delle questioni: diventare umano!

(Don Stefano Guidi)

Detto Fatto


Oggi nella mia parrocchia e in tantissime altre inizia il centro estivo, vivere insieme un pezzo d’estate e cogliere l’occasione per far passare alcuni valori importanti. L’occasione di dare a tanti giovani la possibilità di donare il proprio tempo ai più piccoli. Da anni scegliamo di farci guidare dal sussidio della Fom (Federazione oratori milanesi), che quest’anno ha scelto come tema la creazione! Per scoprire la bellezza e il dono grande che Dio ci ha fatto. Un dono da custodire con tutto l’impegno possibile. Un orizzonte di pensiero capace di riconoscere e assumere la prospettiva del dono come ci suggerisce Don Samuele Marelli. Condivido con voi le sue parole che ci spiegano la scelta del tema di quest’anno.

Buon cammino a tutti.

Quest’anno vogliamo partire dall’inizio. La vita dell’uomo è costituita da un susseguirsi ininterrotto di inizi, ciascuno dei quali racchiude una grazia particolare. Ogni inizio è frutto di altri inizi, tranne uno. Solo questo inizio è anteprima originaria, poiché costituisce l’inizio degli inizi, in quanto ha precedenza assoluta: la creazione.
Tornare all’origine non vuol dire semplicemente operare un esercizio di memoria; significa invece rinvenire più profondamente il senso vero di tutto ciò che esiste. All’inizio non sta il caos o il caso, la confusione o il disordine. La creazione è anzitutto opera di distinzione, cioè di ordine e armonia, bellezza e significato, libertà e ragione.
La scelta di partire dalla creazione comporta l’assunzione di un orizzonte di pensiero capace di riconoscere e assumere la prospettiva del dono. All’inizio di tutto sta il dono gratuito ed eccedente della libera iniziativa di Dio, del suo amore creatore. L’inizio ci viene così consegnato, non dipende da noi, non è merito nostro. Siamo sempre preceduti e avvolti da questo mistero d’amore che è il disegno di bene che Dio ha su di noi.
Il nostro Dio non è geloso di se stesso. Egli vuole invece rendere partecipe l’uomo della sua essenza divina, attraverso la sua stessa natura e mediante le cose create. Così egli comunica alle creature tutte qualche raggio della sua verità, della sua bontà e della sua bellezza.
Tenere sullo sfondo del prossimo Oratorio estivo il racconto della creazione significa allora invitare i ragazzi a condividere uno sguardo, accogliere una benedizione e adempiere un compito.
C’è anzitutto uno sguardo da condividere. È lo sguardo stesso di Dio, pieno di stupore e ammirazione per la sua opera: Egli «vide che era cosa buona». Questa espressione torna insistentemente quasi come un ritornello al termine di ogni giornata. Anche noi siamo chiamati a partecipare a questo sguardo di Dio, capace non solo di riconoscere il bene ma anche di stupirsi e compiacersi della creazione.
C’è poi una benedizione da accogliere. È quella che Dio riserva all’uomo e a tutti gli esseri viventi. Tale benedizione è legata alla fecondità, cioè al privilegio di partecipare all’opera creatrice di Dio trasmettendo la vita ad altre creature. Tale benedizione è segno eloquente della grande fiducia di Dio nei confronti delle creature, tanto da associarle al compimento del suo disegno d’amore.
Infine, la creazione costituisce un invito per l’uomo ad adempiere un compito, quello che Dio identifica come “dominio”. La creazione è pensata e realizzata da Dio in vista dell’uomo che è il vertice della creazione. Per questo egli deve dominarla, esercitando una sovranità che si dispieghi attraverso una custodia attenta e una cura premurosa della casa comune di tutti gli uomini che è il creato.
In questo percorso attraverso i giorni della creazione saremo accompagnati dalla figura di san Francesco d’Assisi, definito da Papa Francesco nell’enciclica «Laudato si’» come «un esempio bello e motivante». Egli costituisce un luminoso esempio di ecologia integrale, anche mediante la sua spiccata propensione a riconoscere nella natura l’impronta del creatore.

(Don Samuele Marelli)
(Direttore della Fondazione Oratori Milanesi)

oratorioestivo.it

Tutti a tavola

Dal Vangelo di oggi (Gv 6,1-15):

In quel tempo, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei. Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo». Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini.
Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.

Come ogni anno fervono , in molti oratori, i preparativi per animare l’estate. Ogni anno mi affido e mi fido dell’ottimo lavoro che svolgono gli educatori della F.O.M di Milano. Quest’anno approfittando dell’evento dell’Expo, il tema sarà “Tutti a tavola”.
Ecco in breve il progetto per quest’anno:
(alcuni spunti presi dal sito http://www.chiesadimilano.it/pgfom)

Vogliamo introdurre i ragazzi dei nostri oratori al concetto di «nutrimento per la vita» a partire dal gesto quotidiano del mangiare, sviluppando un percorso che abbia il suo fondamento nei testi della Scrittura. Questo percorso biblico parte con l’invocazione del Padre nostro, «dacci oggi il nostro pane quotidiano» e si conclude proponendo l’«esercizio» che Mosè fece compiere al popolo di Israele prima di entrare nella terra promessa: ricordare il cammino percorso (Dt 8). Facendo memoria dei quarant’anni nel deserto, Israele apprende che «non di solo pane vivrà l’uomo», come recita il sottotitolo dello slogan 2015.
Attraverso l’incontro con diversi passi della Scrittura, i ragazzi scopriranno che per nutrire la loro vita, quindi per star bene, dovranno (anche) «andare oltre» l’istinto del cibarsi, per scoprire i significati e le grandi sfide che il Signore ha pensato per ciascuno di noi; l’obiettivo sarà così giungere a conclusione dell’oratorio estivo facendo memoria del cammino compiuto e comprendendo che «non di solo pane vivrà l’uomo» ma anche di parole, relazioni, sguardi…

L’azione del nutrire, è il gesto per eccellenza che dice l’andare di Dio verso l’uomo, attraverso l’incontro e la cura. Gesù è stato il Signore del pane. Non si può prescinde dai gesti del nutrirsi, del nutrire e del cucinare per comprendere pienamente il suo mistero di Figlio di Dio. I suoi gesti e le sue parole rivelano un rapporto incredibilmente intenso con l’esperienza del cibo, che nella sua vita è sempre in qualche modo strettamente legata con la preghiera e del suo rapporto con il Padre. Non solo egli si nutre di cibo, ringrazia per il cibo e dona cibo, ma diventa cibo per l’umanità affamata. L’esperienza del mangiare diventa così il luogo simbolico e la cifra sintetica del darsi di Dio all’uomo.

Che dire… mi è venuta già fame: di estate, di relazioni, di allegria…

Tag Cloud

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: