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Quando l’amore ti investe


E’ nell’amore che tu esci dalla tua solitudine. Finché non ami resti nella staticità della tua natura. Quando l’amore ti investe ti svegli improvvisamente e avverti l’altro. L’ Altro in assoluto è Dio e si sostituisce senza eliminarli, anzi armonizzandoli a tutti gli altri che nella tua esperienza si mettono in cammino verso di te: la materia e lo spirito, il sentimento e la ragione, la gioia e il dolore, il visibile e l’invisibile, la terra e il cielo, il tempo e l’eterno, la bellezza e la logica, la casa e il regno, la morte e la risurrezione. Dio è veramente il tutto, il perché di tutto, la chiave di tutto. Credere in Lui significa vedere il tutto come il Vivente che ti guarda da tutti i punti del suo Essere e ti abbraccia come figlio suo dolcissimo. Credere in Dio significa luce, pace, gaudio, esultanza. Non credere significa oscurità, tristezza, staticità, morte.

(Carlo Carretto)

Nell’amore troviamo il senso pieno della nostra esistenza.

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Credere è difficile

S.Tommaso Apostolo

Dal Vangelo di oggi (Gv 20,24-29)

Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».

Se credere è difficile, non credere è morte certa. (Carlo Carretto)

Se analizziamo la Sacra Scrittura, dopo la morte di Gesù, nel cuore dei suoi discepoli avevano preso posto, la delusione e la morte. Gesù lo sapeva fin da subito, perché è difficile credere… nella vittoria sulla paura più grande dell’uomo: la morte!

I discepoli di fronte alla morte di Gesù si sono arresi…avranno pensato: Peccato…questa volta ci avevamo creduto davvero, Gesù ci aveva rapito con il suo sguardo e il suo insegnamento, ma di fronte alla croce credere è difficile.

Gesù sapeva che doveva venire in soccorso ai tanti Tommaso increduli, allora incrocia lo sguardo del suo discepolo, e lui subito lo riconosce esclamando “Mio Signore e mio Dio!”.

Grazie Tommaso per avere messo la faccia al posto nostro, grazie per averci detto che Gesù è risorto davvero! Cercheremo anche noi di essere credenti, e cercheremo di sopportare se qualche volta ci lasciamo sopraffare dai dubbi che ogni tanto prendono il sopravvento.

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