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Giovani: fede, carità e servizio


Un’opportunità privilegiata per la crescita e anche per l’apertura al dono divino della fede e della carità è il servizio: molti giovani si sentono attratti dalla possibilità di aiutare gli altri, specialmente i bambini e i poveri. Spesso questo servizio rappresenta il primo passo per scoprire o riscoprire la vita cristiana ed ecclesiale. Molti giovani si stancano dei nostri programmi di formazione dottrinale e anche spirituale, e a volte rivendicano la possibilità di essere più protagonisti in attività che facciano qualcosa per la gente.

(Christus Vivit, 225)

La carità


Sapreste qual è, o cari, quella virtù che si chiama per eccellenza la virtù regina? Qual è quella virtù che è base e fondamento, principio e fine di tutte le altre virtù, fonte perenne di tutto ciò che vi è di più nobile, di più grande, di più caro a Dio? Sapreste qual è quella virtù che come sole nuovo, stendendo la sua luce sopra tutte le azioni, le abbellisce, le rende degne della santità eterna? Sapreste voi dirmi quale sia quella virtù che, al dire dell’Apostolo Paolo, se manca, tutte le altre virtù, tutte le grazie più distinte, il dono dei miracoli, delle profezie, delle lingue, della scienza di tutti i misteri, si risolvono a niente, non servono a nulla, non sono che una voce che si sparge e si perde nell’aria, e ci rende simili ad un bronzo che suona, ad un cembalo che tintinna? Qual è dunque questa così eccelsa, così sublime virtù? Essa è la carità. Ecco la più bella, la più eccellente virtù. La carità. Essa ha un principio che è degno di sé, viene dalla preghiera medesima. Figlia del Cielo, alla sua prima origine risale né mai si ferma che in Dio. Essa è degna di Dio e a Dio solo si riferisce, perché è Dio che la ispira. Essa non conosce orgoglio, salvo che per trionfare, non l’amor proprio salvo che per sacrificarlo, non la natura salvo che per farla perfetta, non l’uomo salvo che al fine di renderlo santo. Essa è la carità, che se soffre, non si sdegna, se corregge non insuperbisce, non insulta, non cerca il suo piacere, ma nasconde lo sbaglio altrui. Essa è la carità, che dove un uomo la sollecita, corre e non lo guarda in faccia, anzi cerca ogni via per nascondere, per celare il suo operato. Essa è la carità, che ha fratelli, familiari, amici ovunque sono uomini, sia nelle selve o nelle miniere, o nelle più remote isole. Essa è la carità, che le immense pianure non arrestano, non gli sterminati mari, né le catene delle più alte montagne. Dalle opere si conosce l’amore, poiché l’amore non è un vero amore, se non opera cose grandi, se ricusa di operare non è vero amore. La Carità è come il fuoco, o brucia o si spegne. Potrà star ferma l’aria, l’acqua potrà stagnarsi, ma il fuoco mai, egli o avvampa o muore. Tutte le altre virtù potranno far sosta, ma la carità mai, conviene o che operi o che muoia.

(Sant’Arcangelo Tadini)

Carità e tenerezza


I poveri amano l’elemosina dei ragazzi perché non li umilia, e perché i ragazzi che han bisogno di tutti, somigliano a loro… L’elemosina d’un uomo è un atto di carità: ma quella d’un fanciullo è insieme una carità e una carezza.

(Edmondo de Amicis)

San Giuseppe Benedetto Cottolengo


Esercitate la carità, ma esercitatela con entusiasmo.

Senza amore siamo ciechi


Chi ha poca carità vede pochi poveri;
chi ha molta carità vede molti poveri;
chi non ha carità non vede nessuno.

(Don Primo Mazzolari)

Senza amore, siamo ciechi.

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