spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

Articoli con tag ‘Avvento’

Il ritorno dell’uomo


Noi guardiamo l’Avvento un po’ troppo dalla parte dell’uomo. Forse bisognerebbe guardarlo di più dalla parte di Dio. Sì, perché anche in cielo oggi comincia l’Avvento. Il periodo dell’attesa. Qui sulla terra è l’uomo che attende il ritorno del Signore. Lassù, nel cielo, è il Signore che attende il ritorno dell’uomo.

(Don Tonino Bello)

Ancor prima della nostra attesa c’è quella di Dio che desidera che torniamo a Lui con tutto il cuore, per vivere a pieno il dono della sua vita che ha voluto condividere con noi.

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Il miracolo che salva il mondo


Il miracolo che salva il mondo, il dominio delle faccende umane, dalla sua normale, ‘naturale’ rovina è in definitiva il fatto della natalità, in cui è ontologicamente radicata la facoltà dell’azione. È, in altre parole, la nascita di nuovi uomini e il nuovo inizio, l’azione di cui essi sono capaci in virtù dell’esser nati. Solo la piena esperienza di questa facoltà può conferire alle cose umane fede e speranza, le due essenziali caratteristiche dell’esperienza umana che l’antichità greca ignorò completamente. È questa fede e speranza nel mondo che trova forse la sua più gloriosa e stringata espressione nelle poche parole con cui il Vangelo annunciò la ‘lieta novella’ dell’avvento: ‘Un bambino è nato per noi'”

(Hannah Arendt)

Attendiamo il miracolo che salva il mondo, il Dio-bambino venuto sulla terra per insegnarci l’amore.

Doni e promesse


Fratelli, celebrate come si conviene, con grande fervore di spirito, l’Avvento del Signore, con viva gioia per il dono che vi viene fatto e con profonda riconoscenza per l’amore che vi viene dimostrato. Non meditate però solo sulla prima venuta del Signore, quando egli entrò nel mondo per cercare e salvare ciò che era perduto, ma anche sulla seconda, quando ritornerà per unirci a sé per sempre. Fate oggetto di contemplazione la doppia visita del Cristo, riflettendo su quanto ci ha donato nella prima e su quanto ci ha promesso per la seconda.

(San Bernardo, il dono dell’Avvento)

In questo tempo d’Avvento riconosciamo i doni che ci ha fatto il Signore. E pensiamo al dono che ci farà quando, come ci ha promesso, al suo ritorno potremo finalmente abbracciarlo.

Tempo di Avvento

Inizia il tempo di Avvento, prepariamoci bene a questo tempo di Grazia.
Lasciamo spazio alla presenza di Gesù nella nostra vita.
Svegliamo il nostro cuore per essere pronti ad accogliere il Signore della Vita.

Dal Vangelo di oggi (Lc 21, 34-36)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra.
Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

E’ necessario studiare da vicino la parola “vegliare”; bisogna studiarla perché il suo significato non è così evidente come si potrebbe credere a prima vista e perché la Scrittura la adopera con insistenza. Dobbiamo non soltanto credere, ma vegliare; non soltanto amare, ma vegliare; non soltanto obbedire, ma vegliare.
Vegliare perché? Per questo grande evento: la venuta di Cristo.
Cos’è dunque vegliare? Credo lo si possa spiegare così. Voi sapete cosa significa attendere un amico, attendere che arrivi e vederlo tardare? Sapete cosa significa essere in compagnia di gente che trovate sgradevole e desiderare che il tempo passi e scocchi l’ora in cui potrete riprendere la vostra libertà? Sapete cosa significa essere nell’ansia per una cosa che potrebbe accadere e non accade; o di essere nell’attesa di qualche evento importante che vi fa battere il cuore quando ve lo ricordano e al quale pensate fin dal momento in cui aprite gli occhi?
Sapete cosa significa avere un amico lontano, attendere sue notizie e domandarvi giorno dopo giorno cosa stia facendo in quel momento e se stia bene?
Sapete cosa significa vivere per qualcuno che è vicino a voi a tal punto che i vostri occhi seguono i suoi, che leggete nella sua anima, che vedete tutti i mutamenti della sua fisionomia, che prevedete i suoi desideri, che sorridete del suo sorriso e vi rattristate della sua tristezza, che siete abbattuti quando egli è preoccupato e che vi rallegrate per i suoi successi?
Vegliare nell’attesa di Cristo è un sentimento di rassomiglianza a questo, per quel tanto che i sentimenti di questo mondo sono in grado di raffigurare quelli dell’altro mondo.

(John Henry Newman)

Beato Charles De Foucauld

Oggi la Chiesa fa memoria del beato Charles De Foucauld, condivido con voi una sua preghiera che ci prepara al tempo di Avvento ormai prossimo.

In silenzio d’attesa
e desiderio colmo d’amore
scrutiamo nella notte
il tuo arrivo,
o grande Atteso,
Verbo della vita.
Sei Tu, Signore Gesù,
Colui che aspettiamo!
Vieni presto a visitarci
con l’abbondanza della tua misericordia.
Vieni a consolare le nostre pene,
a ravvivare la nostra speranza,
a metterci sulla bocca
un canto nuovo,
una pura lode
al tuo santo Nome,
Gesù, Figlio di Dio,
unico Salvatore. Amen.

(Charles de Foucauld)

Sant’Andrea Apostolo


Andrea era discepolo di Giovanni Battista; e questo ci mostra che era un uomo che cercava, che condivideva la speranza d’Israele, che voleva conoscere più da vicino la parola del Signore, la realtà del Signore presente. Era veramente un uomo di fede e di speranza; e da Giovanni Battista un giorno sentì proclamare Gesù come “l’agnello di Dio” (Gv 1,36); egli allora si mosse e, insieme a un altro discepolo innominato, seguì Gesù, Colui che era chiamato da Giovanni “agnello di Dio”. L’evangelista riferisce: essi “videro dove dimorava e quel giorno dimorarono presso di lui” (Gv 1,37-39). Andrea quindi godette di preziosi momenti d’intimità con Gesù. Il racconto prosegue con un’annotazione significativa: “Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia, che significa il Cristo», e lo condusse a Gesù” (Gv 1,40-43), dimostrando subito un non comune spirito apostolico. Andrea, dunque, fu il primo degli Apostoli ad essere chiamato a seguire Gesù. Proprio su questa base la liturgia della Chiesa Bizantina lo onora con l’appellativo di Protóklitos, che significa appunto “primo chiamato”.

(Papa Benedetto XVI)

Andrea aveva il desiderio di incontrare Gesù, le parole del suo maestro Giovanni, gli avevano acceso il cuore, non perde occasione nel primo incontro con lui…di chiedere dove dimorasse…

“Maestro dove abiti?”

Siamo all’inizio del tempo di Avvento, siamo anche noi alla ricerca di Gesù… una cosa è certa non dobbiamo più cercarlo nella grotta di Betlemme…

Dove abita oggi il nostro Maestro?

Il mio Don diceva sempre nelle tre P (Parola, Pane, Prossimo)

Oggi sappiamo di trovarlo anche nella P di Periferia…

La vicinanza del Natale accende su questo mistero una grande luce. L’incarnazione del Figlio di Dio apre un nuovo inizio nella storia universale dell’uomo e della donna. E questo nuovo inizio accade in seno ad una famiglia, a Nazaret. Gesù nacque in una famiglia. Lui poteva venire spettacolarmente, o come un guerriero, un imperatore… No, no: viene come un figlio di famiglia, in una famiglia. Questo è importante: guardare nel presepio questa scena tanto bella.
Dio ha scelto di nascere in una famiglia umana, che ha formato Lui stesso. L’ha formata in uno sperduto villaggio della periferia dell’Impero Romano. Non a Roma, che era la capitale dell’Impero, non in una grande città, ma in una periferia quasi invisibile, anzi, piuttosto malfamata. Lo ricordano anche i Vangeli, quasi come un modo di dire: «Da Nazaret può mai venire qualcosa di buono?» (Gv 1,46). Forse, in molte parti del mondo, noi stessi parliamo ancora così, quando sentiamo il nome di qualche luogo periferico di una grande città. Ebbene, proprio da lì, da quella periferia del grande Impero, è iniziata la storia più santa e più buona, quella di Gesù tra gli uomini! E lì si trovava questa famiglia.

(Papa Francesco)

Dio mi Ama?


Lo sa come si fa a riconoscere se qualcuno ti ama? Ti ama veramente, dico? Non ci ho mai pensato. Io si. E ha trovato una risposta? Credo che sia una cosa che ha a che vedere con l’aspettare. Se è in grado di aspettarti, ti ama.”
(A.Baricco, Questa storia)

Il tempo d’Avvento è tempo d’attesa…

Davvero attendo che Gesù cambi la mia vita? Sento il desiderio nel cuore della sua presenza?

Non importa, se ti senti distante, se fai fatica anche solo a fare un passo verso Gesù…lui ti Ama e quindi ti aspetta, ma sappi che non vede l’ora di stare un po’ con te, di parlare al tuo cuore, di nutrirti con il suo amore.