spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

Articoli con tag ‘Avvento’

Se tu non vieni


Se tu non vieni,
i nostri occhi più non vedono
la tua luce,
le nostre orecchie più non odono
la tua voce,
le nostre bocche più non cantano
la tua gloria.
Vieni ancora Signore.
Se tu non vieni,
i nostri volti non sorridono
per la gioia,
i nostri cuori non conoscono
tenerezza,
le nostre vite non annunciano
la speranza.
Vieni ancora Signore.
Se tu non vieni,
le nostre spalle sono curve
sotto il peso,
le nostre braccia sono stanche
di fatica,
i nostri piedi già vacillano
sulla via.
Vieni ancora Signore.

(Anna Maria Galliano)

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In cammino verso il Natale


Siamo ormai in cammino verso il Natale che si avvicina, condivido con voi una preziosa meditazione sull’Avvento di J.B. Metz che pone una domanda:

“Domandiamoci una volta in questi giorni di Avvento e di Natale: non agiamo forse, segretamente, come se Dio fosse restato tutto alle nostre spalle, come se noi – frutti tardivi di questo ventesimo secolo post Christum natum – potessimo trovare Dio solamente in un facile e malinconico sguardo del nostro cuore, una debole luce riflessa alla grotta di Betlemme, al bambino che ci è stato dato?

Abbiamo noi qualche cosa di più della visione di questo bambino negli occhi, quando nelle nostre preghiere e nei nostri canti proclamiamo: è l’Avvento di Dio? Pendiamo qualche cosa di più del Dio dei nostri ricordi e dei nostri sogni? Cerchiamo realmente Dio anche nel nostro futuro? Siamo uomini dell’Avvento, che hanno nel cuore l’urgenza della venuta di Cristo, e con gli occhi che spiano, cercando negli orizzonti della propria vita il suo volto albeggiante?”.

Vieni Signore Gesù


Vieni, Signore Gesù: una familiarità, una vicinanza da accogliere con tutto noi stessi.
Vieni, Signore Gesù ha un significato che, attraverso la propria persona, attraverso la propria libertà, investe il mondo intero, perché l’Avvento del Signore è l’avvento del mondo vero, è l’avvento della realtà vera, è l’intendimento del Mistero che ha fatto tutte le cose.
Perciò la nostra dedizione a Cristo, questo spalancarsi del nostro esistere che accoglie come vicinanza suprema Cristo, è per il mondo.
Non possiamo risvegliarci al mattino e dire con tutto il cuore: Vieni, Signore Gesù!, se non intendendo Vieni attraverso di me, nel mondo, per il mondo.
Ciò che costruisce l’umanità non è ciò che le mani dell’uomo costruiscono, non ciò che il pensiero immagina e cerca di realizzare; il significato per cui il mondo si accosta, s’avvicina, s’approssima a un disegno mirabile e buono (dove tutto sarà ricondotto a unità), si attua attraverso la dedizione nostra a Cristo.
Perciò non ci si può dedicare a Cristo se non portando dentro il cuore tutta quanta l’umanità: la pietà per l’uomo e la passione per il mondo.
Non c’è bisogno di alcun dettaglio. Questa passione amorosa per il mondo troverà di giorno in giorno il suo dettaglio, perché nelle circostanze, nei condizionamenti, Iddio farà trovare l’immagine da amare e servire; ma perché si abbia questa vivezza e freschezza e giovinezza nell’amore del mondo dentro le circostanze del vivere quotidiano, occorre questa passione totale, quella per cui Cristo morì, quella per cui Cristo sudò sangue, quella per cui Cristo gridò il suo ultimo grido.
La passione per il mondo non può disgiungersi dalla passione per il volto e la figura di Cristo. Perciò Vieni, Signore Gesù è l’espressione della coscienza totale, della coscienza di noi stessi e della nostra coscienza del mondo.

(don Luigi Giussani)

Attendere è sempre segno di speranza


Nei primi passi del tempo di Avvento chiediamo a Maria, nostra madre, di donarci il dono della vigilanza…

Santa Maria, vergine dell’attesa, di fronte ai cambi che scuotono la storia, donaci di sentire sulla pelle i brividi dei cominciamenti. Facci capire che non basta accogliere: bisogna attendere. Accogliere talvolta è segno di rassegnazione. Attendere è sempre segno di speranza. Rendici, perciò, ministri dell’attesa. E il Signore che viene, vergine dell’Avvento, ci sorprenda, anche per la tua materna complicità, con la lampada in mano. (Don Tonino Bello)

Iniziare bene il Tempo d’Avvento


La vera tristezza non è quando,
a sera, non sei atteso da nessuno al tuo rientro in casa,
ma quando tu non attendi più nulla dalla vita.
E la solitudine più nera la soffri
non quando trovi il focolare spento,
ma quando non lo vuoi accendere più:
neppure per un eventuale ospite di passaggio.
Quando pensi, insomma, che per te
la musica è finita.
E ormai i giochi siano fatti.
E nessun’anima viva verrà a bussare alla tua porta.
Attendere: ovvero sperimentare il gusto di vivere.
Hanno detto addirittura
che la santità di una persona
si commisura dallo spessore delle sue attese.
Forse è vero.

(Tonino Bello)

Attese…

Il cammino dell’Avvento è un cammino carico di Luce e Speranza!

Alcuni spunti per uscire dalle tenebre dell’abitudine… per accendere il cuore, per aumentare il desiderio di correre incontro al Signore che viene.

– Lasciarsi illuminare dalla Parola, leggere il Vangelo del giorno.
– L’Avvento è tempo di lasciare spazio al Signore, vivere il più possibile l’essenziale e eliminare il superfluo.
– Spendere del tempo per gli altri, il regalo più bello che possiamo fare alle persone che amiamo siamo noi.
– Alla sera prima di addormentarsi un pensiero a Lui.
– Pensare ad un regalo per una persona che non lo riceverà da nessuno.

Signore, metti nel nostro cuore il desiderio di Te, solo così faremo dell’attesa non una situazione di immobilità o di perdita di tempo, ma un correrti incontro sapendo che sarai lì ad aspettarci a braccia aperte perché il dono più grande che ci hai fatto è una relazione vera e sincera con Te!

Il ritorno dell’uomo


Noi guardiamo l’Avvento un po’ troppo dalla parte dell’uomo. Forse bisognerebbe guardarlo di più dalla parte di Dio. Sì, perché anche in cielo oggi comincia l’Avvento. Il periodo dell’attesa. Qui sulla terra è l’uomo che attende il ritorno del Signore. Lassù, nel cielo, è il Signore che attende il ritorno dell’uomo.

(Don Tonino Bello)

Ancor prima della nostra attesa c’è quella di Dio che desidera che torniamo a Lui con tutto il cuore, per vivere a pieno il dono della sua vita che ha voluto condividere con noi.

Il miracolo che salva il mondo


Il miracolo che salva il mondo, il dominio delle faccende umane, dalla sua normale, ‘naturale’ rovina è in definitiva il fatto della natalità, in cui è ontologicamente radicata la facoltà dell’azione. È, in altre parole, la nascita di nuovi uomini e il nuovo inizio, l’azione di cui essi sono capaci in virtù dell’esser nati. Solo la piena esperienza di questa facoltà può conferire alle cose umane fede e speranza, le due essenziali caratteristiche dell’esperienza umana che l’antichità greca ignorò completamente. È questa fede e speranza nel mondo che trova forse la sua più gloriosa e stringata espressione nelle poche parole con cui il Vangelo annunciò la ‘lieta novella’ dell’avvento: ‘Un bambino è nato per noi'”

(Hannah Arendt)

Attendiamo il miracolo che salva il mondo, il Dio-bambino venuto sulla terra per insegnarci l’amore.

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