spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

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Giorno atteso


È dunque veramente un grande giorno quello della Nascita del Salvatore: giorno atteso dal genere umano per migliaia di anni, atteso dalla Chiesa nelle quattro settimane dell’Avvento che ci lasciano così cari ricordi; atteso da tutta la natura che riceve ogni anno sotto i suoi auspici, il trionfo del sole materiale sulle tenebre sempre crescenti.

(Prosper Guéranger)

Attendiamo il sole solo quando decidiamo di voler fuggire le tenebre.
Il cammino di avvento aumenti il desiderio di camminare nella luce, abbandonando le tenebre che avvolgono la nostra pace, la nostra speranza, la nostra gioia.

Se tu non vieni


Se tu non vieni,
i nostri occhi più non vedono
la tua luce,
le nostre orecchie più non odono
la tua voce,
le nostre bocche più non cantano
la tua gloria.
Vieni ancora Signore.
Se tu non vieni,
i nostri volti non sorridono
per la gioia,
i nostri cuori non conoscono
tenerezza,
le nostre vite non annunciano
la speranza.
Vieni ancora Signore.
Se tu non vieni,
le nostre spalle sono curve
sotto il peso,
le nostre braccia sono stanche
di fatica,
i nostri piedi già vacillano
sulla via.
Vieni ancora Signore.

(Anna Maria Galliano)

In cammino verso il Natale


Siamo ormai in cammino verso il Natale che si avvicina, condivido con voi una preziosa meditazione sull’Avvento di J.B. Metz che pone una domanda:

“Domandiamoci una volta in questi giorni di Avvento e di Natale: non agiamo forse, segretamente, come se Dio fosse restato tutto alle nostre spalle, come se noi – frutti tardivi di questo ventesimo secolo post Christum natum – potessimo trovare Dio solamente in un facile e malinconico sguardo del nostro cuore, una debole luce riflessa alla grotta di Betlemme, al bambino che ci è stato dato?

Abbiamo noi qualche cosa di più della visione di questo bambino negli occhi, quando nelle nostre preghiere e nei nostri canti proclamiamo: è l’Avvento di Dio? Pendiamo qualche cosa di più del Dio dei nostri ricordi e dei nostri sogni? Cerchiamo realmente Dio anche nel nostro futuro? Siamo uomini dell’Avvento, che hanno nel cuore l’urgenza della venuta di Cristo, e con gli occhi che spiano, cercando negli orizzonti della propria vita il suo volto albeggiante?”.

Vieni Signore Gesù


Vieni, Signore Gesù: una familiarità, una vicinanza da accogliere con tutto noi stessi.
Vieni, Signore Gesù ha un significato che, attraverso la propria persona, attraverso la propria libertà, investe il mondo intero, perché l’Avvento del Signore è l’avvento del mondo vero, è l’avvento della realtà vera, è l’intendimento del Mistero che ha fatto tutte le cose.
Perciò la nostra dedizione a Cristo, questo spalancarsi del nostro esistere che accoglie come vicinanza suprema Cristo, è per il mondo.
Non possiamo risvegliarci al mattino e dire con tutto il cuore: Vieni, Signore Gesù!, se non intendendo Vieni attraverso di me, nel mondo, per il mondo.
Ciò che costruisce l’umanità non è ciò che le mani dell’uomo costruiscono, non ciò che il pensiero immagina e cerca di realizzare; il significato per cui il mondo si accosta, s’avvicina, s’approssima a un disegno mirabile e buono (dove tutto sarà ricondotto a unità), si attua attraverso la dedizione nostra a Cristo.
Perciò non ci si può dedicare a Cristo se non portando dentro il cuore tutta quanta l’umanità: la pietà per l’uomo e la passione per il mondo.
Non c’è bisogno di alcun dettaglio. Questa passione amorosa per il mondo troverà di giorno in giorno il suo dettaglio, perché nelle circostanze, nei condizionamenti, Iddio farà trovare l’immagine da amare e servire; ma perché si abbia questa vivezza e freschezza e giovinezza nell’amore del mondo dentro le circostanze del vivere quotidiano, occorre questa passione totale, quella per cui Cristo morì, quella per cui Cristo sudò sangue, quella per cui Cristo gridò il suo ultimo grido.
La passione per il mondo non può disgiungersi dalla passione per il volto e la figura di Cristo. Perciò Vieni, Signore Gesù è l’espressione della coscienza totale, della coscienza di noi stessi e della nostra coscienza del mondo.

(don Luigi Giussani)

Attendere è sempre segno di speranza


Nei primi passi del tempo di Avvento chiediamo a Maria, nostra madre, di donarci il dono della vigilanza…

Santa Maria, vergine dell’attesa, di fronte ai cambi che scuotono la storia, donaci di sentire sulla pelle i brividi dei cominciamenti. Facci capire che non basta accogliere: bisogna attendere. Accogliere talvolta è segno di rassegnazione. Attendere è sempre segno di speranza. Rendici, perciò, ministri dell’attesa. E il Signore che viene, vergine dell’Avvento, ci sorprenda, anche per la tua materna complicità, con la lampada in mano. (Don Tonino Bello)

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