spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

Articoli con tag ‘anziani’

Preghiera di un anziano


Questa è una delle più celebri preghiere, che raccoglie le intenzioni di una persona anziana:

Signore Gesù Cristo,
che hai potere sulla vita e sulla morte,
tu conosci ciò che è segreto e nascosto,
i pensieri e i sentimenti non ti sono velati.
Guarisci i miei raggiri e il male fatto nella mia vita.
Ecco, la mia vita declina di giorno in giorno,
ma i miei peccati crescono.
Signore, Dio delle anime e dei corpi,
tu conosci l’estrema fragilità della mia anima e del mio corpo,
concedimi forza nella mia debolezza,
sostienimi nella mia miseria.
Dammi un animo grato:
che mi ricordi sempre dei tuoi benefici,
non ricordare i miei numerosi peccati,
perdona tutti i miei tradimenti.
Signore, non disdegnare questa preghiera,
la preghiera di questo misero.
Conservami la tua grazia fino alla fine,
custodiscimi come per il passato. Amen.

(Efrem il Siro)

Parlare col Pastore

Dal Vangelo di oggi (Gv 10,11-18):

In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».

Quando di notte non riesci dormire, parla con il Pastore e smetti di contare le pecore.

Non so di chi sia questa frase, ma mi ha colpito. Sono tanti gli anziani che mi dicono che dormono poco e allora si mettono a pregare. Per loro la fede è un sostegno importante. Un giorno una signora anziana e ammalata mi ha detto: “ ormai le mie gambe non funzionano più, allora prego sempre che funzionino le tue, così puoi sempre venire a portarmi la Comunione”. Molti invece di contare le pecore contano su Dio, perché sanno che Lui è sempre accanto a loro.

Non ho nessuno

Dal Vangelo di oggi (Gv 5,1-16):

Ricorreva una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. A Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, vi è una piscina, chiamata in ebraico Betzatà, con cinque portici, sotto i quali giaceva un grande numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici. Si trovava lì un uomo che da trentotto anni era malato. Gesù, vedendolo giacere e sapendo che da molto tempo era così, gli disse: «Vuoi guarire?». Gli rispose il malato: «Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l’acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, un altro scende prima di me». Gesù gli disse: «Àlzati, prendi la tua barella e cammina». E all’istante quell’uomo guarì: prese la sua barella e cominciò a camminare. Quel giorno però era un sabato. Dissero dunque i Giudei all’uomo che era stato guarito: «È sabato e non ti è lecito portare la tua barella». Ma egli rispose loro: «Colui che mi ha guarito mi ha detto: “Prendi la tua barella e cammina”». Gli domandarono allora: «Chi è l’uomo che ti ha detto: “Prendi e cammina”?». Ma colui che era stato guarito non sapeva chi fosse; Gesù infatti si era allontanato perché vi era folla in quel luogo. Poco dopo Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: «Ecco: sei guarito! Non peccare più, perché non ti accada qualcosa di peggio». Quell’uomo se ne andò e riferì ai Giudei che era stato Gesù a guarirlo. Per questo i Giudei perseguitavano Gesù, perché faceva tali cose di sabato.

Gesù gli disse: «Vuoi guarire?».
Gli rispose il malato: Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina…

Alcune volte pensiamo che per guarire bastino le medicine, invece capisco quanto sia importante la cura, l’affetto, l’amore…
Quando vado a portare la comunione agli ammalati, è davvero una testimonianza d’amore vedere come intorno a quella persona ci siano tante persone che si prendano cura di lui con amore, fatica e dedizione. Ma non sempre è così, molti sono gli ammalati lasciati soli… penso alla grandezza di Madre Teresa che si prendeva proprio cura di coloro che non avevano nessuno.

Aprici gli occhi Signore perché possiamo vedere le sofferenze dei fratelli, soprattutto quelli lasciati soli.

In questa Quaresima sarebbe un bel gesto andare in casa di riposo a trovare quegli anziani rimasti soli, che non ricevono mai una visita… sarebbe un bel dono per loro e un bellissimo dono per voi.

Cloud dei tag

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: