spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

Articoli con tag ‘ammalati’

Più cuore nelle mani


Oggi la Chiesa fa memoria di San Camillo de Lellis, che molto si adoperò per servire e curare i malati.

Ai suoi collaboratori diceva sempre:

“Mettete più cuore in queste mani”

Quando curi una malattia puoi vincere o perdere. Quando ti prendi cura di una persona vinci sempre…(Patch Adams)

Avere cuore nelle mani significa mettere amore nel servizio agli ammalati.

Sono molti coloro che lavorano a stretto contatto con gli ammalati, alcuni oltre alla competenza che mettono a servizio, donano un sorriso che a volte è una luce nel buio della sofferenza.

Volevo ringraziare tutti coloro che con amore si prendono cura degli ammalati e dei sofferenti.

Sano umorismo


Lo scopo di tutte le nostre azioni è portare umanità a chi soffre,

aggiungendo un po’ di sano umorismo

(Patch Adams)

Io penso che far sorridere un ammalato, sia una cosa seria e non una pagliacciata.

Patch Adams è un medico che fa il pagliaccio perché ha preso sul serio il suo compito di prendersi cura dei propri pazienti, della loro felicità.
Abbiamo il compito di sorridere alla vita, di non soccombere alla tristezza, perché a qualcuno purtroppo la vita ha giocato un brutto scherzo. E purtroppo non sempre è un pesce d’Aprile.

Non ho nessuno

Dal Vangelo di oggi (Gv 5,1-16):

Ricorreva una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. A Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, vi è una piscina, chiamata in ebraico Betzatà, con cinque portici, sotto i quali giaceva un grande numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici. Si trovava lì un uomo che da trentotto anni era malato. Gesù, vedendolo giacere e sapendo che da molto tempo era così, gli disse: «Vuoi guarire?». Gli rispose il malato: «Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l’acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, un altro scende prima di me». Gesù gli disse: «Àlzati, prendi la tua barella e cammina». E all’istante quell’uomo guarì: prese la sua barella e cominciò a camminare. Quel giorno però era un sabato. Dissero dunque i Giudei all’uomo che era stato guarito: «È sabato e non ti è lecito portare la tua barella». Ma egli rispose loro: «Colui che mi ha guarito mi ha detto: “Prendi la tua barella e cammina”». Gli domandarono allora: «Chi è l’uomo che ti ha detto: “Prendi e cammina”?». Ma colui che era stato guarito non sapeva chi fosse; Gesù infatti si era allontanato perché vi era folla in quel luogo. Poco dopo Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: «Ecco: sei guarito! Non peccare più, perché non ti accada qualcosa di peggio». Quell’uomo se ne andò e riferì ai Giudei che era stato Gesù a guarirlo. Per questo i Giudei perseguitavano Gesù, perché faceva tali cose di sabato.

Gesù gli disse: «Vuoi guarire?».
Gli rispose il malato: Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina…

Alcune volte pensiamo che per guarire bastino le medicine, invece capisco quanto sia importante la cura, l’affetto, l’amore…
Quando vado a portare la comunione agli ammalati, è davvero una testimonianza d’amore vedere come intorno a quella persona ci siano tante persone che si prendano cura di lui con amore, fatica e dedizione. Ma non sempre è così, molti sono gli ammalati lasciati soli… penso alla grandezza di Madre Teresa che si prendeva proprio cura di coloro che non avevano nessuno.

Aprici gli occhi Signore perché possiamo vedere le sofferenze dei fratelli, soprattutto quelli lasciati soli.

In questa Quaresima sarebbe un bel gesto andare in casa di riposo a trovare quegli anziani rimasti soli, che non ricevono mai una visita… sarebbe un bel dono per loro e un bellissimo dono per voi.