spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

Archivio per febbraio, 2020

La ricchezza non disseta


Nell’opulenza del mondo scorgiamo la povertà dell’anima.
(Karekin I)

Il mondo ci offre tanto, a volte addirittura troppo. Ma col passare del tempo se ascoltiamo bene la sete del nostro cuore, sete di relazioni vere, di giustizia, di amore, di felicità… scopriamo che il mondo e la sua ricchezza non sono sufficienti a dissetare il nostro desiderio di gioia piena.
Ecco è in quel momento, che nella nostra vita lasciamo spazio a Dio.

Digiuno


È meglio vincersi nella lingua che digiunare a pane ed acqua.

(S. Giovanni Crisostomo)

Dal Libro del profeta Isaia (58,1-14)

1 Grida a squarciagola, non aver riguardo;
come una tromba alza la voce;
dichiara al mio popolo i suoi delitti,
alla casa di Giacobbe i suoi peccati.
2 Mi ricercano ogni giorno,
bramano di conoscere le mie vie,
come un popolo che pratichi la giustizia
e non abbia abbandonato il diritto del suo Dio;
mi chiedono giudizi giusti,
bramano la vicinanza di Dio:
3 «Perché digiunare, se tu non lo vedi,
mortificarci, se tu non lo sai?».
Ecco, nel giorno del vostro digiuno curate i vostri affari,
angariate tutti i vostri operai.
4 Ecco, voi digiunate fra litigi e alterchi
e colpendo con pugni iniqui.
Non digiunate più come fate oggi,
così da fare udire in alto il vostro chiasso.
5 È forse come questo il digiuno che bramo,
il giorno in cui l’uomo si mortifica?
Piegare come un giunco il proprio capo,
usare sacco e cenere per letto,
forse questo vorresti chiamare digiuno
e giorno gradito al Signore?
6 Non è piuttosto questo il digiuno che voglio:
sciogliere le catene inique,
togliere i legami del giogo,
rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo?
7 Non consiste forse nel dividere il pane con l’affamato,
nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto,
nel vestire uno che vedi nudo,
senza distogliere gli occhi da quelli della tua carne?
8 Allora la tua luce sorgerà come l’aurora,
la tua ferita si rimarginerà presto.
Davanti a te camminerà la tua giustizia,
la gloria del Signore ti seguirà.
9 Allora lo invocherai e il Signore ti risponderà;
implorerai aiuto ed egli dirà: «Eccomi!».
Se toglierai di mezzo a te l’oppressione,
il puntare il dito e il parlare empio,
10 se offrirai il pane all’affamato,
se sazierai chi è digiuno,
allora brillerà fra le tenebre la tua luce,
la tua tenebra sarà come il meriggio.
11 Ti guiderà sempre il Signore,
ti sazierà in terreni aridi,
rinvigorirà le tue ossa;
sarai come un giardino irrigato
e come una sorgente
le cui acque non inaridiscono.
12 La tua gente riedificherà le antiche rovine,
ricostruirai le fondamenta di epoche lontane.
Ti chiameranno riparatore di brecce,
restauratore di case in rovina per abitarvi.
13 Se tratterrai il piede dal violare il sabato,
dallo sbrigare affari nel giorno a me sacro,
se chiamerai il sabato delizia
e venerando il giorno sacro al Signore,
se lo onorerai evitando di metterti in cammino,
di sbrigare affari e di contrattare,
14 allora troverai la delizia nel Signore.
Io ti farò calcare le alture della terra,
ti farò gustare l’eredità di Giacobbe tuo padre,
poiché la bocca del Signore ha parlato.

Penitenza


Penitenza fatta per forza a Dio non garba.

(Proverbio)

Sembra che “fare penitenza” sia far felice Dio… più soffri più Dio è contento…

Ma basta chiedere a qualsiasi mamma o papà… nessuno vuole la sofferenza dei figli! E così neanche Dio!

Prendi la tua croce vieni e seguimi… Non vuol dire che il Signore è contento di metterci croci sulle spalle!

Quante volte ho sentito dire “questa è la croce che mi ha dato Dio”…

No! Prendi la tua croce è accettare la nostra condizione di fragilità… non dobbiamo aspettare di essere perfetti per seguire Gesù.

Accogliamo la nostra fragilità e tutto quello che ne consegue…e seguiamo Lui, unica roccia che non si sgretola.

Fare penitenza è scegliere di non arrendersi alla propria pochezza, è dispiacersi dei limiti e fare il possibile per migliorare ogni giorno con l’aiuto di Dio.

Penitenza è la fatica di chiedere scusa… per tutte le volte che a causa della nostra pochezza umana non riusciamo ad amare.

La penitenza non parte dalla bocca degli altri, ma dal nostro cuore, dalla nostra coscienza.

Il tempo di Grazia della Quaresima sia un tempo di penitenza, ma non di tristezza… riconoscersi bisognosi della misericordia, dell’amore di Dio è il primo passo per la felicità.

Mercoledì delle Ceneri


Fa’ digiunare il nostro cuore:
che sappia rinunciare a tutto quello che l’allontana
dal tuo amore, Signore, e che si unisca a te
più esclusivamente e più sinceramente.
Fa’ digiunare il nostro orgoglio,
tutte le nostre pretese, le nostre rivendicazioni,
rendendoci più umili e infondendo in noi
come unica ambizione, quella di servirti.
Fa’ digiunare le nostre passioni,
la nostra fame di piacere,
la nostra sete di ricchezza,
il possesso avido e l’azione violenta;
che nostro solo desiderio sia di piacerti in tutto.
Fa’ digiunare il nostro io,
troppo centrato su se stesso, egoista indurito,
che vuol trarre solo il suo vantaggio:
che sappia dimenticarsi, nascondersi, donarsi.
Fa’ digiunare la nostra lingua,
spesso troppo agitata, troppo rapida nelle sue repliche,
severa nei giudizi, offensiva o sprezzante:
fa’ che esprima solo stima e bontà.
Che il digiuno dell’anima,
con tutti i nostri sforzi per migliorarci,
possa salire verso di te come offerta gradita,
meritarci una gioia più pura, più profonda.

(Jean Galot, Ritorno alla sorgente)

Inizia la Quaresima, il digiuno non deve essere una mancanza di qualcosa,

il digiuno deve lasciare spazio ad una presenza!

Oggi ci sia spazio nella nostra giornata per la Parola, per la carità, per la preghiera.

Una maschera non vale quanto un volto


Oggi è martedi grasso, l’ultimo giorno di carnevale…

Colgo l’occasione per condividere un piccolo pensiero sull’uso della maschera.

Non parlo solo di quelle di carnevale, o quelle scelte per fare “colpo”, per far parlare di sé.

Parlo di quelle maschere che rappresentano atteggiamenti che non fanno parte di noi stessi.

Quante volte fingiamo di essere come ci vorrebbero gli altri. Quante volte indossiamo vestiti fuori misura, quante volte indossiamo scarpe scomode.

Tutto quello che appiccichiamo al nostro “volto” ci allontana dal nostro essere originali e autentici.

Domani inizia la Quaresima, un tempo favorevole a toglierci tutte le maschere che coprono la nostra vera bellezza.

Nessuna maschera potrà mai essere più bella del nostro volto!

Lo so che non sempre ti piace, ma io l’adoro, è la faccia di mio figlio!

(Dal film Wonder, la mamma parla a suo figlio sfigurato in volto)

I nostri occhi


I nostri occhi controllano gli altri; raramente penetrano in noi stessi.

(Karekin I)

VII Domenica del Tempo Ordinario (A)


Fermiamo la catena del male

Prima Lettura (Lv 19,1-2.17-18)

Il Signore parlò a Mosè e disse: «Parla a tutta la comunità degli Israeliti dicendo loro: “Siate santi, perché io, il Signore, vostro Dio, sono santo. Non coverai nel tuo cuore odio contro il tuo fratello; rimprovera apertamente il tuo prossimo, così non ti caricherai di un peccato per lui. Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo, ma amerai il tuo prossimo come te stesso. Io sono il Signore”».

Vangelo Mt (5,38-48)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio e dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle.
Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».

Il male è una forza che si auto-alimenta.

Il male si nutre del male.

Ecco perché l’unico modo che abbiamo di fermare questa infinita catena è spezzare la consuetudine dis-umana di rispondere al male con altro male.

Oggi il Vangelo ci chiede di rispondere al male con l’amore.

Non è semplice, ma è l’unica verità che il nostro cuore desidera.

È l’unico modo per sconfiggere le tenebre del male che avvolgono il mondo.

Signore aiutami sempre a rispondere al male con l’amore, con il bene, con il perdono, con la pace…

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