spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono


Presunzione, cecità.

Prima Lettura (Sir 35,15-17.20-22)
Il Signore è giudice
e per lui non c’è preferenza di persone.
Non è parziale a danno del povero
e ascolta la preghiera dell’oppresso.
Non trascura la supplica dell’orfano,
né la vedova, quando si sfoga nel lamento.
Chi la soccorre è accolto con benevolenza,
la sua preghiera arriva fino alle nubi.
La preghiera del povero attraversa le nubi
né si quieta finché non sia arrivata;
non desiste finché l’Altissimo non sia intervenuto
e abbia reso soddisfazione ai giusti e ristabilito l’equità.

Vangelo (Lc 18,9-14)
In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri: «Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano.
Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”. Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”. Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato».

Per lui non c’è preferenza di persone… così nella prima lettura ci viene rivelato che davanti a Dio siamo tutti suoi figli e tutti meritevoli del suo amore non per la nostra bravura ma per la sua misericordia.

Non possiamo comprare l’amore di Dio con preghiere e buone azioni, perché l’amore di Dio ci viene dato in dono!

La preghiera del pubblicano è una richiesta di questo amore… Signore so di non meritare niente ma non far mai mancare il tuo amore nella mia vita.

La preghiera del fariseo è presuntuosa, perché crede di raggiungere Dio con le proprie forze, con le sue meritevoli azioni. La presunzione di essere giusti: che gran cecità!

Aiutaci sempre Signore ad avere un atteggiamento umile e riconoscente, perché senza di te non potremmo fare nulla. Aiutaci a portare frutti buoni e a ringraziarti ogni giorno per i tuoi doni che spesso non meritiamo, ma che tu mai ci fai mancare.

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