spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

Archivio per ottobre, 2019

Il Diavolo veste Prada?


Ogni anno la vigilia della festa dei santi, mi dà occasione per entrare nel dibattito “halloween sì o halloween no?”

Qualcuno pensa che halloween sia la festa del diavolo… per me non è così… perché il diavolo è molto più furbo… non si accontenta di una festa per entrare nella vita dell’uomo e strapparlo dalle mani di Dio.

Se deve scegliere una maschera… non ne sceglie una che fa paura… e non la indossa solo una sera… possiamo dire che il diavolo veste Prada… cioè si presenta bene, si veste bene. Non è un fantasma o uno zombi.

Il diavolo cerca di venderci una felicità a basso prezzo. Molti ci cascano e si accorgono in fretta che la felicità acquistata a basso prezzo dura davvero poco e lascia un vuoto dentro che rende tristi e infelici.

Il diavolo però non ha ingannato i Santi che si sono invece lasciati sedurre dal fascino di Cristo, e hanno capito che la vera felicità non si compra, ma arriva quando decidiamo di donare la nostra vita!

Questa sera tanti bambini verranno vestiti nei modi più strani a suonare in parrocchia per un dolcetto, che non farò mancare loro. E aprendo la porta mostrerò loro una vestina bianca… quella del loro battesimo, il più bel vestito che abbiano mai indossato.

Sei diventato nuova creatura,
e ti sei rivestito di Cristo.
Questa veste bianca
sia segno della tua nuova dignità:
aiutato dalle parole e dall’esempio dei tuoi cari,
portala senza macchia per la vita eterna.

(Dal Rito del Battesimo, consegna della veste bianca)

Ricevete la luce di Cristo.
A voi, genitori, e a voi, padrino e madrina,
è affidato questo segno pasquale,
fiamma che sempre dovete alimentare.
Abbiate cura che il vostro bambino, illuminato da Cristo,
viva sempre come figlio della luce;
e perseverando nella fede,
vada incontro al Signore che viene,
con tutti i santi, nel regno dei cieli.

(Dal Rito del Battesimo, consegna del cero acceso)

Grandi cose


Guardate sempre molto in grande, molto in alto, molto in largo!
Le cose più piccole possono divenire molto grandi a causa dell’amore.

(Magdeleine Hutin)

L’amore è in grado di fare grandi cose grazie a persone piccole che semplicemente scelgono di amare.

Beata Chiara Luce Badano


Niente è piccolo di ciò che è fatto per amore

Santi Simone e Giuda apostoli


Le feste degli Apostoli (ecclesiarum Principes … et vera mundi lumina: principi della Chiesa e vera luce del mondo) ci sono tutte egualmente care, e le celebriamo con una qualche solennità. Ma accanto a quella di Pietro e Paolo è naturale per il Papa, che vi parla, dare un posto di preferenza a questa odierna dei santi Simone e Giuda, i cui resti mortali, martoriati in testimonianza di amore a Cristo, riposano in questa Basilica sotto il proprio altare. Circostanza specialmente gradita perchè Ci ricorda la Nostra elevazione al Pontificato Romano, avvenuta proprio nel giorno della loro festa. Apostoli, apostolato! Parole sacre e solenni, alle quali l’Epistola della Messa di oggi riannoda l’opera più alta e degna di essere vissuta: il perfezionamento dei santi, l’opera del ministero, l’edificazione del corpo di Cristo: fino a tanto che ci riuniamo tutti per l’unità della fede e della cognizione del Figliuolo di Dio, in un uomo perfetto, alla misura dell’età piena di Cristo . Apostoli, apostolato ! Nomi augusti che evocano alle nostre menti due millenni cristiani, fondati su la certezza della Parola che non passa: e qui in Roma l’incontro del messaggio divino con quegli elementi umani, preparati dalla Provvidenza per avviare definitivamente il corso della nuova storia.

(Papa Giovanni XXIII)

XXX Domenica del Tempo Ordinario (C)


Presunzione, cecità.

Prima Lettura (Sir 35,15-17.20-22)
Il Signore è giudice
e per lui non c’è preferenza di persone.
Non è parziale a danno del povero
e ascolta la preghiera dell’oppresso.
Non trascura la supplica dell’orfano,
né la vedova, quando si sfoga nel lamento.
Chi la soccorre è accolto con benevolenza,
la sua preghiera arriva fino alle nubi.
La preghiera del povero attraversa le nubi
né si quieta finché non sia arrivata;
non desiste finché l’Altissimo non sia intervenuto
e abbia reso soddisfazione ai giusti e ristabilito l’equità.

Vangelo (Lc 18,9-14)
In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri: «Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano.
Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”. Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”. Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato».

Per lui non c’è preferenza di persone… così nella prima lettura ci viene rivelato che davanti a Dio siamo tutti suoi figli e tutti meritevoli del suo amore non per la nostra bravura ma per la sua misericordia.

Non possiamo comprare l’amore di Dio con preghiere e buone azioni, perché l’amore di Dio ci viene dato in dono!

La preghiera del pubblicano è una richiesta di questo amore… Signore so di non meritare niente ma non far mai mancare il tuo amore nella mia vita.

La preghiera del fariseo è presuntuosa, perché crede di raggiungere Dio con le proprie forze, con le sue meritevoli azioni. La presunzione di essere giusti: che gran cecità!

Aiutaci sempre Signore ad avere un atteggiamento umile e riconoscente, perché senza di te non potremmo fare nulla. Aiutaci a portare frutti buoni e a ringraziarti ogni giorno per i tuoi doni che spesso non meritiamo, ma che tu mai ci fai mancare.

Comunità


Le comunità ad un certo punto si bloccano nel loro cammino,
perché danno più valore a ciò che hanno raggiunto
invece di dare possibilità a ciò che deve ancora nascere.

(Antonietta Potente)

Un pensiero che tutte le comunità dovrebbero meditare. I ritmi consolidati, i soliti orari e le solite proposte potrebbero diventare un ostacolo al soffio dello Spirito che come sempre chiede alla comunità di muoversi, di uscire, di calibrare il proprio cammino rispetto alle esigenze del mondo.
Il Vangelo ci chiede una dinamicità che non può non considerare un cambiamento… vivere il presente diventa così un seminare per il futuro, cogliendo e godendo i frutti che sono stati seminati per noi.

Beato Carlo Gnocchi


L’amore è infatti la forza vitale dell’umanità che tende a realizzare, per mezzo dell’individuo, la propria indefinita ricchezza e completezza, a manifestare, nella diversità del tipo umano, tutte le sue virtualità latenti ed esprimersi completamente in tutto il suo potenziale di vita umana.

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