spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

Archivio per 01/09/2019

XXII Domenica del Tempo Ordinario (C)


Umiltà e mitezza

Prima Lettura (Sir 3,19-21.30-31)

Figlio, compi le tue opere con mitezza,
e sarai amato più di un uomo generoso.
Quanto più sei grande, tanto più fatti umile,
e troverai grazia davanti al Signore.
Molti sono gli uomini orgogliosi e superbi,
ma ai miti Dio rivela i suoi segreti.
Perché grande è la potenza del Signore,
e dagli umili egli è glorificato.
Per la misera condizione del superbo non c’è rimedio,
perché in lui è radicata la pianta del male.
Il cuore sapiente medita le parabole,
un orecchio attento è quanto desidera il saggio.

Dal Vangelo di oggi (Lc 14,1.7-14)

Avvenne che un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo.
Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cèdigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato». Disse poi a colui che l’aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».

Nel mondo dell’apparire, dei primi posti, dei vari palcoscenici… in un mondo dove conta essere sempre i primi e i più apprezzati, questo Vangelo pare sia un ammonimento per tutti!
Perché se il cuore si attacca alle cose, alle poltrone, ai “like” perde di vista la sua vocazione che è quella di amare.

Conosco purtroppo tanti adolescenti che per avere un posto di rilievo nelle amicizie che contano (dicono loro), perdono la propria dignità, si svendono e diventano incapaci di amare sul serio.
Oggi Gesù ci insegna la strada della mitezza e dell’umiltà…

Vuoi essere un grande? Comincia con l’essere piccolo. Vuoi erigere un edificio che arrivi fino al cielo? Costruisci prima le fondamenta dell’umiltà. (Sant’Agostino)

Tutto ciò che costruiamo se non ha come fondamento l’umiltà, rischia di diventare un castello di carta, anche se fosse il più bello di tutti, non lo si salverebbe dalla distruzione di una ventata improvvisa.

L’umiltà ci insegna l’amore che “non conviene”, l’amore che non cerca applausi o primi posti. L’amore per i poveri, per i piccoli, per gli esclusi è l’unica certezza che abbiamo di costruire una casa che non crolla, perché non dipende da nessuno, solo dal nostro desiderio di essere per gli altri!

Signore insegnaci l’umiltà e la mitezza… insegnaci ad accettarci così come siamo, insegnaci a non lasciarci ingannare da chi ci vorrebbe diversi, insegnaci a non lasciarci plasmare da chi dà più importanza all’apparire che all’essere.

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