spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

Archivio per agosto, 2019

L’importanza delle piccole cose


Dobbiamo pensare il paradiso
non come è raffigurato dagli affreschi delle chiese,
ma come recupero delle piccole cose, dei particolari,
delle cose che appaiono a noi insignificanti.

(Paolo De Benedetti)

Aiutami a ritrovare l’interesse
Per le piccole cose
Che sono alla base di tutte le promesse
Del futuro che cresce
Perché sono le sfumature
A dare vita ai colori
E a farci tornare in mente le cose più pure
Dei giorni migliori…

(I Giorni migliori, Tiromancino)

Essere grandi significa riconoscere Dio nelle piccole cose che sfuggono ad uno sguardo che cerca segni grandi e impossibili.

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Diffondiamo la luce


Diffondiamo la luce, luce piena e schietta, che non taccia ai ricchi dei loro doveri verso i poveri, né a questi dei loro doveri verso i ricchi. E poi accanto alla parola mettiam mano ai fatti: un fatto solo vale bene cento ragionamenti.

(Padre Semeria)

Libero Grassi


Il 29 agosto del 1991, la mafia uccide Libero Grassi: Alle 7,30 il silenzio che avvolge via Vittorio Alfieri, nel cuore del centro storico di Palermo, è interrotto da tre colpi di pistola. Due individui scappano e sul marciapiede rimane il corpo senza vita di un uomo.

Libero Grassi, titolare dell’impresa Sigma, è assassinato a due passi dalla sua abitazione, per mano della mafia (l’esecutore materiale viene riconosciuto più tardi in Salvatore Madonia) contro cui ha lottato fino alla fine, rifiutandosi di pagare il pizzo e denunciando i suoi estorsori.

Il giorno dopo il Corriere della Sera pubblica una lettera, dove accusa le associazioni di categoria di averlo lasciato solo nella lotta al racket delle tangenti imposte a commercianti e imprenditori.

Sposato e con due figli, Grassi era diventato un riferimento della lotta alla mafia, in particolare dopo la lettera pubblicata sul quotidiano Il Giornale di Sicilia, in cui affrontava con determinazione gli aguzzini che, sotto la fittizia identità del “ragionier Anzalone”, gli avevano chiesto un contributo di 50 milioni per i carcerati.
Lo stesso Grassi aveva contribuito all’arresto dei suoi estorsori fornendo una descrizione dettagliata agli investigatori.

Significative le parole dette nel corso di un’intervista per Samarcanda di Michele Santoro: «Non sono un pazzo, sono un imprenditore e non mi piace pagare. Rinuncerei alla mia dignità. Non divido le mie scelte con i mafiosi».

Gli sarà unanimemente riconosciuto il merito di aver dato vita alla lotta contro il pizzo, raccolta successivamente da numerose associazioni antiracket ispiratesi alla sua figura.

Sant’Agostino


Una volta per tutte dunque ti viene imposto un breve precetto: ama e fa’ ciò che vuoi; sia che tu taccia, taci per amore; sia che tu parli, parla per amore; sia che tu corregga, correggi per amore; sia che perdoni, perdona per amore; sia in te la radice dell’amore, poiché da questa radice non può procedere se non il bene.

Scopri l’amore

Prendi un sorriso
E regalalo a chi non l’ha mai avuto.

Prendi un raggio di sole
Fallo volare là dove regna la notte.

Scopri una sorgente
Fa bagnare chi vive nel fango.

Prendi una lacrima
Posala sul volto di chi non ha mai pianto.

Prendi il coraggio
Mettilo nel cuore di chi non sa lottare.

Scopri la vita
Raccontala a chi non sa capirla.

Prendi la speranza
E vivi nella luce.

Prendi la bontà
e donala a chi non sa donare.

Scopri l’amore
E fallo conoscere al mondo.

(Mahatma Gandhi)

Si parte per Lourdes

Questa mattina presto con un gruppo di giovani della mia parrocchia partiamo per vivere il pellegrinaggio diocesano a Lourdes. Come sempre tempo di Grazia per chi col cuore e lo sguardo si mette in cammino.

Il tema che accompagnerà i pellegrini sarà il versetto evangelico:

«Beati voi poveri, perché vostro è il Regno dei Cieli».

La povertà materiale, oggi, sta provocando lo spostamento di interi popoli. La povertà spirituale, talora, induce i giovani a scegliere la morte. La miseria subita è umiliante e disumanizza. La ricchezza che rifiuta la condivisione, degrada e corrompe. Il Vangelo non promuove la rivoluzione sociale, ma rivoluziona solamente i cuori. Il maestro si fa schiavo e lava i piedi ai più poveri. Non è un semplice capovolgimento della situazione, i due si scoprono fratelli, amati dallo stesso Padre, animati dallo stesso cuore.

XXI Domenica del Tempo Ordinario (C)


La porta stretta

Dal Vangelo di oggi (Lc 13,22-30)

In quel tempo, Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme.
Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?».
Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno.
Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”.
Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori.
Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi».

Una porta stretta, una porta che mi costringe a scegliere, una porta che si attraversa da soli. Proprio così, la relazione con Gesù è personale! Non posso vivere la vita di fede di un altro… molte volte ho sentito dire: “Come vorrei essere come quello lì che prega così bene… come quello che si adopera cosi gioiosamente per i poveri ecc…”.

Sono stato da poco con i giovani in Terra Santa. A Betlemme l’accesso alla grotta della natività è possibile attraverso una porta stretta… non puoi essere distratto, devi fare attenzione ad entrare, non puoi pensare ad altro che ad entrare. Così come la porta stretta del sepolcro. Una porta che ci porta in un intima relazione col Signore.

Entrare nella porta stretta, è fare l’unica scelta possibile per la salvezza, la stessa scelta di Gesù, quella di donare la vita.

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