spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

Archivio per febbraio, 2019

In classe


La classe è un piccolo riflesso della società, c’è il bullo, il leader, il gregario, tutti devono imparare a relazionarsi con gli altri.

(Marcello D’Orta)

La scuola è il luogo delle relazioni… nascono lì le più belle amicizie.

Se la scuola diventasse terreno fertile per imparare le buone relazioni, il mondo sarebbe certamente più bello.

Sono molti gli insegnanti che si impegnano in questo e quando un insegnante non si arrende e continua nonostante le resistenze a seminare il bene, anche il terreno apparentemente meno fertile inizia a produrre buoni frutti.

La mia pace


La mia pace

È la pace come brezza del mare
in un giorno tranquillo,
nell’echeggiare delle sue onde serene
che vengono e vanno
senza lasciar trasparire il loro lavoro,
perché sono calme
nel loro essere e nel loro operare,
così come sono.

È la pace qualcosa di profondo, segreto,
che si racchiude nella profondità del petto
e si vive in mistero
di quieto silenzio.
E, nella sua brezza di andare e tornare,
i suoi sapori impregnano di gaudio,
nel suo essere e nel suo operare,
come dolce alimento.

È la pace un vivere
di così tenui accenti,
che, in sapori divini ed eterni,
si sente Colui che È, senza saperlo.

È la pace un perché così sicuro,
che lascia, nel suo centro, ricolmo,
chi vive stabilmente
e si fonda
sul gusto saputo
che circonda l’Immenso.
Chi vive di Dio,
cercando soltanto d’accontentarlo,
senza desiderare altro che questo,
questi trova il segreto
che racchiude la pace
nel suo essere e nel suo operare,
che è Dio stesso,
che vive nel suo centro.
Poiché la pace è sapersi sapere
ciò che deve essere
e tenerlo tenuto,
e, ancora di più, posseduto assai dentro.

È la pace come il mare
con le sue onde tranquille
nei giorni sereni,
che, anche se vengono e vanno,
nulla turba la calma
della dolce missione
che gli hanno assegnato.
È qual brezza silenziosa
la pace nel mio petto,
in rumori di Gloria
e in silenzio di cielo,
in dolcezze sublimi,
come un bacio infinito
di Dio nel mio centro.

È Dio stesso la Pace
misteriosa, divina e segreta,
che impregna il mio essere col suo alito;
è Dio stesso che bacia la mia anima
con la brezza silente
del vulcano che lo tiene racchiuso
nel suo occultamento.
È Dio stesso,
che, essendo dolcezza infinita,
mi culla col soave fulgore del suo volo.
È Dio stesso
la dolcezza di pace infinita
che sento!

(Madre Trinidad de la Santa Madre Iglesia)

Amico di tutti


Amico di tutti e di nessuno, è tutt’uno.
(Proverbio toscano)

Essere amico di tutti non è possibile, se si sa davvero cosa significhi l’amicizia… certo si può essere buoni con tutti, simpatici con tutti, gentili con tutti… ma amici di tutti no!

I veri amici, quelli per cui daresti la vita, quelli che accoglieresti a casa tua in piena notte, che ascolteresti per ore se sono in difficoltà, quelli a cui racconti per primo gioie e dolori della tua vita, quelli che non devi mettere la maschera perché conoscono ogni tuo difetto, ecco proprio quelli…si contano nelle dita di una mano.

Non illudetevi, è impossibile essere amici di tutti, ma è doveroso essere veri amici di pochi.

L’amicizia non è questione di quantità, ma di qualità!

L’amore è l’unica strada


L’amore è l’unica strada, è l’unico motore
È la scintilla divina che custodisci nel cuore…

(Abbi cura di me, Cristicchi) (link)

Bellissima canzone di Simone Cristicchi, che dopo un colloquio con un monaco, riscopre la propria fede e riconosce la bellezza di essere amati da Dio. Tutto ciò che ci circonda ci parla di questo amore.

VII Domenica del Tempo Ordinario (C)


Misericordiosi come il Padre

Prima Lettura (1Sam 26,2.7-9.12-13.22-23)

In quei giorni, Saul si mosse e scese nel deserto di Zif, conducendo con sé tremila uomini scelti d’Israele, per ricercare Davide nel deserto di Zif. Davide e Abisài scesero tra quella gente di notte ed ecco, Saul dormiva profondamente tra i carriaggi e la sua lancia era infissa a terra presso il suo capo, mentre Abner con la truppa dormiva all’intorno. Abisài disse a Davide: «Oggi Dio ti ha messo nelle mani il tuo nemico. Lascia dunque che io l’inchiodi a terra con la lancia in un sol colpo e non aggiungerò il secondo». Ma Davide disse ad Abisài: «Non ucciderlo! Chi mai ha messo la mano sul consacrato del Signore ed è rimasto impunito?». Davide portò via la lancia e la brocca dell’acqua che era presso il capo di Saul e tutti e due se ne andarono; nessuno vide, nessuno se ne accorse, nessuno si svegliò: tutti dormivano, perché era venuto su di loro un torpore mandato dal Signore. Davide passò dall’altro lato e si fermò lontano sulla cima del monte; vi era una grande distanza tra loro. Davide gridò: «Ecco la lancia del re: passi qui uno dei servitori e la prenda! Il Signore renderà a ciascuno secondo la sua giustizia e la sua fedeltà, dal momento che oggi il Signore ti aveva messo nelle mie mani e non ho voluto stendere la mano sul consacrato del Signore».

Dal Vangelo di oggi (Lc 6,27-38)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro. E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi. Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».

Nella prima lettura Davide, perdona Saul, non si lascia travolgere dalla vendetta. Se lo avesse ucciso, sarebbe un uomo come tutti gli altri, ma è risparmiandolo che Davide diventa un grande uomo.

Nel Vangelo ci è chiesto di essere misericordiosi come il Padre.

Non giudicare, non condannare… Perdona!

Con questo atteggiamento facciamo dell’amore il nostro stile di vita e del perdono la nostra forza.

Perché non c’è uomo più libero di colui che è capace a perdonare.

Oggi la Parola del Signore rivolta ad ognuno di noi, dovrebbe farci esultare di gioia!

Il Signore ci crede capaci di perdono, ci crede in grado di amare come ama Lui. Non c’è parola più bella che potremmo sentire. Gesù scommette su di noi!

Aiutaci Signore ad amare come ami tu, facci partecipi del tuo perdono.

Continua a contare su di me anche se valgo poco, perché so che con te il poco può diventare tanto!

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