spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

Archivio per 11/01/2018

Relazioni


Come mai tanti trattenimenti, tante riunioni amichevoli ci lasciano così vuoti e tristi? Può ben darsi che anche là la competizione, profondamente radicata e spesso inconscia fra le persone, impedisca a queste di svelarsi reciprocamente, instaurando dei rapporti che durino più del trattenimento. Nei luoghi dove siamo sempre benvenuti la nostra assenza non sarà poi tanto sentita e nei luoghi dove ognuno può accedere non si sentirà la mancanza di nessuno in modo particolare. Di solito c’è cibo a sufficienza e altrettante persone disposte a consumarlo, ma spesso si ha l’impressione che il cibo abbia perso la facoltà di creare una comunità, e non raramente ci allontaniamo dalla riunione più consci del nostro isolamento di quando vi siamo arrivati. Il linguaggio che usiamo non suggerisce altro che il senso di isolamento: «Entri, prego… sono felice di vederla… Permettetemi di presentarvi questo amico speciale, che sarà lietissimo di conoscervi… Ho sentito tanto parlare di lei e non trovo parole per dirle quanto sia contento di conoscerla personalmente… Ciò che dice è interessantissimo, vorrei che fossero qui a sentirla più persone… È stato meraviglioso parlare con lei e avere occasione di fare questa conversazione… Spero proprio di incontrarla ancora. Lei sarà sempre benvenuto e non esiti a portare con sé un amico. Torni presto». È un linguaggio che rivela il desiderio di essere amichevoli e ricettivi ma che, nella nostra società, manca miseramente di lenire i dolori del nostro isolamento.

(Henri J. M. Nouwen)

ma spesso si ha l’impressione che il cibo abbia perso la facoltà di creare una comunità.

Mi ha colpito molto questa frase, mi è venuto subito in mente il nostro ritrovarci la Domenica a Messa, il cibo che riceviamo ha ancora il potere di renderci fratelli… ha ancora il potere di creare relazioni profonde…che si prendono cura dell’altro?

Aiutaci Signore a costruire intorno alle nostre tavole, relazioni vere, relazioni belle… nessuno si senta solo ed isolato.

Come le tavolate di paese di una volta, dove c’era posto per tutti…anche per chi era rimasto solo.

 

Ci sono case ricche, che non consentono più di vedere il cielo, ci sono vite troppo frenetiche che non consentono più di stare a tavola insieme e di accorgersi del colore degli occhi e delle gioie e delle ferite dei cuori.

(Carlo Maria Martini)

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