spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

Archivio per gennaio, 2018

San Giovanni Bosco


Oggi la Chiesa ricorda San Giovanni Bosco. Santo a me molto caro, esempio e guida per tutti coloro che come me hanno a cuore la felicità dei giovani. Grazie Signore per averci donato questa luce brillante, luce che illumina il cammino di tutti coloro che si prendono cura della gioia dei giovani.

Viva Don Bosco!

Ricordatevi che l’educazione è cosa del cuore. Amate i vostri figli, gli allievi, i fedeli; amateli più di voi stessi, amateli gratuitamente, alla maniera di Dio, regalate loro l’amore. Voi ci direte che li amate, forse anche troppo. Credo sia importante allora capire veramente di quale amore dobbiamo amarli; perché c’è anche l’amore sba­gliato, falso ed egoistico. Dobbiamo amarli come persone, perché sono tali: immagine del Dio vivo, capaci di intelligenza e volontà, di sentimenti e santità. Alle volte noi li amiamo perché ci ubbidiscano, per­ché siano nostri dipendenti o alleati perchè ci saranno utili in seguito; li amiamo quando ci amano, oppure per farci perdonare i nostri egoismi e ingiustizie. L’amore vero invece ce li fa amare anche quando non lo meriterebbero perchè sono cattivi, non prendo­no bei voti, sbagliano, rispondono male, si ribellano. Lo so che un amore così non è facile. Per questo vi ripeto che soltanto Dio ci può insegnare l’arte di amare come Lui e di educare. Dobbiamo invocarlo, ascoltarlo, farci da Lui aiutare. Amiamoli, perchè sono di Dio, da Lui amati e salvati come noi, figli suoi prediletti. Amiamoli come vorremmo essere amati.

(San Giovanni Bosco)

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Mahatma Gandhi


Esattamente 70 anni fa Il 30 gennaio del 1948, Mahatma Gandhi viene ucciso da un estremista indù.

Condivido con voi questo suo splendido pensiero:

Prendi un sorriso, regalalo a chi non l’ha mai avuto.
Prendi un raggio di sole, fallo volare là dove regna la notte.
Scopri una sorgente, fa bagnare che vive nel fango.
Prendi una lacrima, posala sul volto di chi non ha pianto.
Prendi il coraggio, mettila nell’animo di chi non sa lottare.
Scopri la vita, raccontala a chi non sa capirla.
Prendi la speranza e vivi nella sua luce.
Prendi la bontà e donala a chi non sa donare.
Scopri l’amore e fallo conoscere al mondo.

La preghiera è buona


Da’ sollievo agli affranti, visita i malati,
sii sollecito verso i poveri: questa è la preghiera.
La preghiera è buona, e le sue opere sono belle.
La preghiera è accetta, quando dà sollievo al prossimo.
La preghiera è ascoltata,
quando in essa si trova anche il perdono delle offese.
La preghiera è forte,
quando è piena della forza di Dio.

(Sant’Afraate)

Con queste parole Afraate “il saggio” ci invita a una preghiera che diventa vita cristiana, vita realizzata, vita penetrata dalla fede, dall’apertura a Dio e, così, dall’amore per il prossimo. (BXVI)

IV Domenica del Tempo Ordinario (B)


Lotta contro il male

Dal Vangelo di oggi (Mc 1,21-28)

In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafàrnao,] insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.
Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».
La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci?

È lo stesso avversario, il male, a rendersi conto della missione di Gesù venuto a sconfiggerlo.

Ogni azione ci apre davanti un bivio: la strada del male e quella del bene. La prima sembra una discesa, durante la quale non si pedala e non si fa fatica, ma con il rischio concreto di cadere. La seconda assomiglia tanto a una salita, durante la quale si suda e dietro ad ogni tornante si nasconde l’insidia di mollare. Arrivati in cima però si ha la sensazione di aver fatto un’impresa, di aver portato a termine qualcosa di grande.

(Andrea Bocelli)

Credo che ognuno di noi sia d’accordo che il male sia da sconfiggere, ma per sconfiggere il male ci va impegno e fatica… molta fatica che spesso a causa della nostra fragilità non siamo in grado di accogliere. La salita a volte ci sembra troppo dura e così desistiamo dal combattere il male e lo sopportiamo, lo tolleriamo se questo ci vive accanto.

Gesù non si è tirato indietro, nonostante la salita, con la croce sulle spalle si è incamminato verso il Golgota, per portare a termine qualcosa di davvero grande! Sconfiggere le tenebre del peccato e della morte.

Gesù ha avuto il potere di sconfiggere il male, perché ha avuto la forza di intraprendere la strada del bene.

Oggi nel mio cuore sento questa responsabilità, di essere collaboratore del Signore nella lotta contro il male… quante volte però ho cercato la strada più semplice, meno faticosa… quante volte per pigrizia, debolezza, fragilità ho preferito la strada in discesa che non porta frutto, rispetto a quella in salita.

Sono qui però a ribadire al Signore il mio desiderio di voler intraprendere insieme a Lui  la lotta  contro con il male e chiedere come tante volte ha già fatto, di prendermi per mano, di aiutarmi ad affrontare la salita, per far regnare nel mondo la giustizia, la pace, la tolleranza, la solidarietà, la misericordia…

Giorno della Memoria


Quando ero nel ghetto o in campo di concentramento – furono momenti terribili – ho incontrato delle persone che mi hanno dato un pezzo di pane, semplicemente un pezzo di pane. Ma quel tozzo di pane mi ha dato la speranza che gli uomini non sono tutte bestie e che vi è ancora luce nella storia.

(Aharon Appelfeld)

Facciamo memoria di quanto l’uomo possa essere cattivo, ma anche di quanto possa essere buono quando sceglie di essere luce nelle tenebre della storia.

La roccia che non frana


Nonostante tutte le nostre frane, noi siamo Chiesa scelta e amata da Dio il quale, per giunta, non misura il suo amore sulla base del nostro rendimento in generosità. Egli continua a investire su di noi a fondo perduto. Perciò dobbiamo fare attenzione perché perfino nelle più spietate revisioni critiche del nostro comportamento ecclesiale, il lamento non scavalchi la letizia e lo scoraggiamento non prevarichi sulla speranza.

(Don Tonino Bello)

Nonostante tutte le nostre frane, non manchino mai nelle nostre comunità gioia e speranza! Le nostre frane passano, l’amore del Signore resta!

Conversione di San Paolo


Oggi la Chiesa celebra la festa della conversione di San Paolo.

Paolo, prima della conversione, non era stato un uomo lontano da Dio e dalla sua Legge. Al contrario, era un osservante, con una osservanza fedele fino al fanatismo. Nella luce dell’incontro con Cristo capì, però, che con questo aveva cercato di costruire se stesso, la sua propria giustizia, e che con tutta questa giustizia era vissuto per se stesso. Capì che un nuovo orientamento della sua vita era assolutamente necessario. E questo nuovo orientamento lo troviamo espresso nelle sue parole: «Questa vita che io vivo nella carne io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me» (Gal 2, 20). Paolo, quindi, non vive più per sé, per la sua propria giustizia. Vive di Cristo e con Cristo: dando se stesso, non più cercando e costruendo se stesso. Questa è la nuova giustizia, il nuovo orientamento donatoci dal Signore, donatoci dalla fede. Davanti alla croce del Cristo, espressione estrema della sua autodonazione, non c’è nessuno che possa vantare se stesso, la propria giustizia fatta da sé, per sé! Altrove Paolo, riecheggiando Geremia, esplicita questo pensiero scrivendo: «Chi si vanta si vanti nel Signore» (1 Cor 1,31 = Ger 9,22s); oppure: «Quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo del quale il mondo per me è stato crocifisso come io per il mondo» (Gal 6,14).

(Benedetto XVI)

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