spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono


Preparare il cuore

Dal Vangelo di oggi (Mc 13,33-37)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare. Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati. Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!».

Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi, alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore

(Il Piccolo Principe, Antoine de Saint-Exupery)

È vero non sappiamo quando il Signore tornerà… per questo dobbiamo avere sempre il cuore vigile per accoglierlo. Perché Lui non ci trovi addormentati.

Cosa provoca sonnolenza nella nostra vita?

L’abitudine: quando ci lasciamo prendere dalla routine, e scolleghiamo la nostra vita dai riti religiosi e dalle preghiere… il nostro cuore si spegne e rimane accesa solo la lingua: questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me (Mt 7,6). Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli (Mt 7,21). L’abitudine ci rende ciechi e non scorgiamo più i doni che il Signore ci fa con la sua presenza e con il suo amore. Ma ci si può forse abituare all’amore vero?

L’inoperosità: Quando non ci impegniamo in opere concrete di misericordia, il cuore si atrofizza e si addormenta. L’ozio è il peggior nemico della felicità e il miglior alleato della noia. Più la vita è vuota più diventa pesante!

L’egoismo: Chi pensa troppo a se stesso non riesce a volgere lo sguardo verso gli altri e si addormenta nelle sue faccende senza permettere agli altri di accendere il proprio cuore.

La chiusura in se stessi: Chi non apre il cuore all’amore del prossimo, chi non decide di aprire il cuore al Signore, si addormenta nella disperazione di una vita senza senso.

Cosa tiene invece acceso e pronto il nostro cuore? L’amore! Sia offerto che ricevuto è l’amore che ci tiene svegli… allora iniziamo ad amare lì dove il Signore ci ha voluto, nella nostra famiglia, nella nostra parrocchia, nel nostro paese.

Signore fa che teniamo pronto il nostro cuore per l’incontro che da sempre vuole nutrire la nostra vita.

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