spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

Archivio per dicembre, 2017

Te Deum


Come ogni volta in questo giorno, mi prendo un po’ di tempo per ringraziare il Signore di quest’anno appena vissuto.

Anno segnato dall’evento dell’ordinazione episcopale del mio parroco e fratello Gianni. Anno che mi dona la gioia grande e l’impegno di prendermi cura della parrocchia che mi ha visto nascere e crescere nel ministero.

Anno vissuto nell’essenzialità di San Francesco d’Assisi, e nel nuovo orizzonte di ascolto dei giovani, come Papa Francesco ha indicato nel sinodo dove li vede protagonisti. Anno in cui ci prepariamo con la comunità e i giovani al pellegrinaggio a Lourdes.

Anno pieno di volti, di ascolto, di bellezza nelle relazioni, di consolazione, di gioia.

Continua Signore a importunarmi con le tue proposte, supera le mie pigrizie, i miei egoismi e rendimi sempre partecipe dei tuoi progetti di bontà, di amore per i miei fratelli.

Ogni anno ti ringrazio per il dono del ministero, che rende piena la mia vita!

Buon anno nuovo, sperando di viverlo sempre alla Tua presenza.

Sono nato per te


Sono nato nudo, dice Dio,
perchè tu possa spogliarti di te stesso.
Sono nato povero, dice Dio,
perchè tu possa considerarmi l’unica ricchezza.
Sono nato in una mangiatoia, dice Dio,
perchè tu capisca che sono alla portata di tutti.
Sono nato debole, dice Dio,
perchè tu non abbia mai paura di me.
Sono nato per amore, dice Dio,
perchè tu non dubiti mai del mio amore.
Sono nato di notte, dice Dio,
perchè tu creda che posso illuminare qualsiasi realtà.
Sono nato persona, dice Dio,
perchè tu non abbia mai a vergognarti di essere te stesso.
Sono nato uomo, dice Dio,
perchè tu possa essere ” dio”.
Sono nato perseguitato, dice Dio,
perchè tu sappia accettare le difficoltà per amor mio.
Sono nato nella semplicità, dice Dio,
perchè tu smetta di essere complicato.
Sono nato come un bimbo, dice Dio,
perchè tu impari ad essere semplice
come i fanciulli.
Sono nato per la tua vita, dice Dio,
per portare tutti i viandanti alla casa del Padre.

(Lambert Noben)

 

Tu sei nato per me, io vivo per Te.

Le tenebre si diradano


Dalla Prima lettura di oggi (1Gv 2, 3-11)

Figlioli miei, da questo sappiamo di avere conosciuto Gesù: se osserviamo i suoi comandamenti. Chi dice: «Lo conosco», e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e in lui non c’è la verità. Chi invece osserva la sua parola, in lui l’amore di Dio è veramente perfetto. Da questo conosciamo di essere in lui. Chi dice di rimanere in lui, deve anch’egli comportarsi come lui si è comportato. Carissimi, non vi scrivo un nuovo comandamento, ma un comandamento antico, che avete ricevuto da principio. Il comandamento antico è la Parola che avete udito. Eppure vi scrivo un comandamento nuovo, e ciò è vero in lui e in voi, perché le tenebre stanno diradandosi e già appare la luce vera. Chi dice di essere nella luce e odia suo fratello, è ancora nelle tenebre. Chi ama suo fratello, rimane nella luce e non vi è in lui occasione di inciampo. Ma chi odia suo fratello, è nelle tenebre, cammina nelle tenebre e non sa dove va, perché le tenebre hanno accecato i suoi occhi.

Quando iniziamo ad amare i fratelli, solo in quel momento, le tenebre del cuore si diradano, per fare spazio alla luce vera del Natale.

Rimaniamo in questa luce, chiediamo al Dio fattosi uomo di non abbandonarci nella tentazione di rifiutare la luce e smettere di amare i fratelli, specialmente quelli con cui facciamo più fatica.

Camminiamo nella luce


Dalla Prima lettura di oggi (1Gv 1,5-2,2)

Figlioli miei, questo è il messaggio che abbiamo udito da lui e che noi vi annunciamo: Dio è luce e in lui non c’è tenebra alcuna. Se diciamo di essere in comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, siamo bugiardi e non mettiamo in pratica la verità. Ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, siamo in comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù, il Figlio suo, ci purifica da ogni peccato. Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi. Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto tanto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità. Se diciamo di non avere peccato, facciamo di lui un bugiardo e la sua parola non è in noi. Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un Paràclito presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto. È lui la vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo.

Abbiamo ricevuto in dono la Luce, per essere anche noi luminosi, per sconfiggere le tenebre che avvolgono i nostri fratelli caduti in miseria.

San Giovanni Apostolo ed Evangelista


L’aquila vola più in alto degli altri uccelli e vede, tra tutti, la luce più splendida: quando adunque supera il limite della vista umana, si libra nel cielo puro, volge gli occhi ai raggi del sole e si diletta di ciò che accecherebbe un altro. Se guarda giù alla terra e avvista una preda, si precipita giù come fulmine. Una siffatta aquila è San Giovanni: perché all’inizio del suo Vangelo si innalza fino allo splendore divino: e vi contempla il Verbo che in principio era presso il Padre. E come il fulmine o il tuono, fa cadere la gente in uno sbalordito spavento quando dimostra lo splendore del Figlio che dura da sempre. Ma, una volta scoperto il Verbo concepito nel ventre di una Vergine, eccolo discendere velocemente sulla terra per spiegare l’incarnazione del Verbo.

(Péter Pázmány)

Grazie San Giovanni per averci annunciato la grandezza e bellezza del mistero di Cristo.

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