spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

Archivio per ottobre, 2017

La carità


La carità è vincolo che lega i cuori.

(Don Luigi Guanella)

L’amore: non c’è legame più grande, che quello con cui assicuriamo il nostro cuore a quello del fratello.

Apparenza

Nulla è più fugace della forma esteriore, che appassisce e muta come i fiori di campo all’apparire dell’autunno.

(San Severino Boezio)

XXIX Domenica del Tempo Ordinario (A)


Appartenenza…

Dal Vangelo di oggi (Mt 22,15-21)

In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi. Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?». Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».

Nel mio paese di origine, un piccolo paese della Locride, Antonimina, quando da bambino ero a spasso per il paese, per sapere chi fossi, gli anziani facevano sempre la stessa domanda: “A cu Apparteni?” (A chi appartieni…nel senso di sapere chi fossero i miei genitori, i miei nonni), e io rispondevo: “Sugnu u niputi du mancinu” (Sono il nipote del mancino). Così subito si facevano l’idea di chi fossi. Perché tutti conoscevano mio nonno.

Se la moneta apparteneva a Cesare perché sopra vi era la sua immagine, allora anche l’uomo immagine di Dio, appartiene a Dio. (Dio creò l’uomo a sua immagine a immagine di Dio lo creò. Gn 1,27).

Rendete a Dio ciò che è di Dio.

L’immagine di Dio è sul volto di ogni uomo. Portare ogni uomo, anche il più disgraziato a Dio è il nostro compito.

Tutto ciò che è del mondo, lasciamolo al mondo…ma l’uomo va restituito a Dio nella sua originale bellezza e preziosità, nella sua dignità!

Cosa ne abbiamo fatto dell’uomo? Lo abbiamo reso prigioniero, triste, povero, affamato….

L’impegno è quello di ridare dignità ad ogni uomo, perché ogni uomo è immagine di Dio. Dobbiamo anche curare la nostra dignità, perché chi incontri noi, possa incontrare l’amore di Cristo.

Beato Pino Puglisi


Quando il cuore di una persona si arrende a Dio, quando gli dice di sì, allora viene il Regno, allora Dio regna.

(Don Pino Puglisi)

Quando il tuo cuore si arrende a Dio ha vinto la battaglia contro la tristezza e la disperazione.

Nessuno è inutile


C’era una volta un filo di cotone che si sentiva inutile. «Sono troppo debole per fare una corda» si lamentava. «E sono troppo corto per fare una maglietta. Sono troppo sgraziato per un Aquilone e non servo neppure per un ricamo da quattro soldi. Sono scolorito e ho le doppie punte… Ah, se fossi un filo d’oro, ornerei una stola, starei sulle spalle di un prelato! Non servo proprio a niente. Sono un fallito! Nessuno ha bisogno di me. Non piaccio a nessuno, neanche a me stesso!». Si raggomitolava sulla sua poltrona, ascoltava musica triste e se ne stava sempre solo. Lo udì un giorno un mucchietto di cera e gli disse: «Non ti abbattere in questo modo, piccolo filo di cotone. Ho un’idea: facciamo qualcosa noi due, insieme! Certo non possiamo diventare un cero da altare o da salotto: tu sei troppo corto e io sono una quantità troppo scarsa. Possiamo diventare un lumino, e donare un po’ di calore e un po’ di luce. È meglio illuminare e scaldare un po’ piuttosto che stare nel buio a brontolare». Il filo di cotone accettò di buon grado. Unito alla cera, divenne un lumino, brillò nell’oscurità ed emanò calore. E fu felice.

(Bruno Ferrero, I fiori semplicemente fioriscono)

Solo chi si lamenta di se stesso diventa inutile, perché non fa fruttare i doni che ha ricevuto.

San Paolo della Croce


La peste delle comunità religiose è il voler giudicare le azioni degli altri, perdendo di vista le proprie.

(San Paolo della Croce)

Che il nostro sguardo non si dimentichi mai delle nostre fragilità…

San Luca


Caro San Luca, grazie per aver scritto la tenerezza di Dio, il Suo prendersi cura dei più poveri, dei lontani, dei peccatori.

Donami la capacità di annunciare la tenerezza di Dio, con gesti concreti, rimanendo vicino ai miei fratelli nelle gioie e nei dolori, nella fatica e nella sofferenza. Fammi discepolo della Misericordia del Signore.

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