spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

Archivio per 22/10/2017

XXIX Domenica del Tempo Ordinario (A)


Appartenenza…

Dal Vangelo di oggi (Mt 22,15-21)

In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi. Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?». Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».

Nel mio paese di origine, un piccolo paese della Locride, Antonimina, quando da bambino ero a spasso per il paese, per sapere chi fossi, gli anziani facevano sempre la stessa domanda: “A cu Apparteni?” (A chi appartieni…nel senso di sapere chi fossero i miei genitori, i miei nonni), e io rispondevo: “Sugnu u niputi du mancinu” (Sono il nipote del mancino). Così subito si facevano l’idea di chi fossi. Perché tutti conoscevano mio nonno.

Se la moneta apparteneva a Cesare perché sopra vi era la sua immagine, allora anche l’uomo immagine di Dio, appartiene a Dio. (Dio creò l’uomo a sua immagine a immagine di Dio lo creò. Gn 1,27).

Rendete a Dio ciò che è di Dio.

L’immagine di Dio è sul volto di ogni uomo. Portare ogni uomo, anche il più disgraziato a Dio è il nostro compito.

Tutto ciò che è del mondo, lasciamolo al mondo…ma l’uomo va restituito a Dio nella sua originale bellezza e preziosità, nella sua dignità!

Cosa ne abbiamo fatto dell’uomo? Lo abbiamo reso prigioniero, triste, povero, affamato….

L’impegno è quello di ridare dignità ad ogni uomo, perché ogni uomo è immagine di Dio. Dobbiamo anche curare la nostra dignità, perché chi incontri noi, possa incontrare l’amore di Cristo.

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