spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

Archivio per ottobre, 2017

Gallowin

Don sei pro o contro alla festa di Halloween?

Un ragazzo l’altro giorno mi ha fatto questa domanda…

E io ho detto sono a favore del buon senso e contro l’esagerazione!

Mi piace vedere le occasioni buone di una festa che ormai coinvolge molte persone, anche bambini e famiglie, e sono contro invece a coloro che colgono l’occasione per tirare fuori il peggio!
Ecco la vera differenza… tirare fuori il meglio oppure tirare fuori il peggio.

Conosco persone anziane, da sole che la sera di halloween sono contente, perché alla loro porta molti bambini bussano per un dolcetto e ricambiano con un sorriso…

Qualcuno dice che sia la festa del diavolo… purtroppo il diavolo non si accontenta di un giorno solo per fare festa, anzi lui festeggia tutte le volte che il male trionfa sul bene. E purtroppo questo accade tutti i giorni, quando per pigrizia, debolezza, egoismo o cattiveria abbandoniamo la via del bene per intraprendere quella del male.

Spero allora che Halloween, possa diventare Gallowin… la vittoria del Gallo. Cioè il risveglio delle coscienze!

Nelle occasioni che la vita mi propone do il meglio di me?

Se poi parliamo di festeggiare, questa sera mi preparo per una festa meravigliosa! La festa dei Santi!

L’immagine che ho scelto per questo post si intitola “la notte” un dipinto di Battista Dossi. Il quadro è popolato da esseri spaventosi, che potrebbero rappresentare le nostre paure, le nostre tenebre. Il gallo statuario dalla cui schiena giunge la luce del mattino, sta ad indicare la vittoria della luce sulla paura della notte e delle tenebre.

Anche i Santi sono portatori di luce. Che bello sapere che la vita della Chiesa è illuminata da queste figure bellissime di persone che hanno davvero vissuto la bellezza del Vangelo!

Come ogni anno ripropongo anche la storia della Signora Pina… perchè mi piace tanto.

Aglioween

La Signora Pina, lo sa che il 31 ottobre deve lavorare tutto il giorno, per confezionare i dolcetti che la sera distribuisce a tutti i bambini che suoneranno al suo campanello, non vede l’ora di vedere i loro sorrisi, di ricevere i loro bacini. La Signora Pina non ha paura dei vampiri, perché la sua cucina è ricca di aglio, “purifica tutto” mi dice sempre, e quando viene a confessarsi, un po’ di penitenza la faccio anch’io, ma sinceramente la faccio volentieri. La Signora Pina ha quasi novant’anni, è da sola e dice che la sera di Agliouin (non c’è modo di dirlo diversamente), lei è contenta perché può festeggiare la festa di tutti i santi felice, di aver reso più dolce la vita di quei bimbi che bussano alla sua porta.
Quant’è bella la semplicità… agliouin dai gusto alla tua vita…fai come la Signora Pina, apri la porta, condividi quello che hai e la vita ti sorriderà.

Inseguire il nulla

Chi corre dietro al nulla diventa nullità.
(Papa Francesco)

Nella vita spendi energie per un progetto buono, come diceva don Andrea Santoro: non lasciarti tentare dalla luce che brilla, cerca piuttosto la luce che illumina.

XXX Domenica del Tempo Ordinario (A)


Il primato dell’Amore

Dal Vangelo di oggi (Mt 22,34-40)

In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?». Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».

Con i ragazzi di prima media, nel cammino che li prepara alla Cresima, da anni facciamo un percorso sui 10 comandamenti.

Alla prima lezione spiego sempre a loro che non è sufficiente rispettare i comandamenti per essere buoni cristiani. Per farmi capire meglio racconto sempre che i comandamenti sono come un recinto in pietra alto e forte, che ripara dai nemici il terreno che vi è all’interno.

Quel terreno però può avere il miglior recinto, ma se non ci si semina niente, da terreno fertile, diventa un terreno che non produce.

Il senso del seminare nel terreno della mia vita, è proprio quello dell’amore!

I comandamenti tengono a riparo tutti gli sforzi che compio per seminare tenerezza, attenzione, pace, giustizia…

Capita a volte che il recinto possa crollare in alcuni punti, quando faccio fatica a rispettare qualche consiglio buono per la mia vita spirituale… lì allora ho bisogno dell’Amore Misericordioso del Signore, che nel Perdono ripara il recinto crollato.

Se vuoi mettere Dio e gli altri al primo posto nella tua vita, inizia ad amare così come ne sei capace, perché nessun’altro può farlo al posto tuo.

Santi Simone e Giuda Apostoli


Oggi la Chiesa festeggia Simone e Giuda Apostoli di Gesù. Condivido con voi una breve presentazione di questi santi scritta da Papa Benedetto XVI:

Cari fratelli e sorelle,
Oggi prendiamo in considerazione due dei dodici Apostoli: Simone il Cananeo e Giuda Taddeo (da non confondere con Giuda Iscariota). Li consideriamo insieme, non solo perché nelle liste dei Dodici sono sempre riportati l’uno accanto all’altro (cfr Mt 10,4; Mc 3,18; Lc 6,15; At 1,13), ma anche perché le notizie che li riguardano non sono molte, a parte il fatto che il Canone neotestamentario conserva una lettera attribuita a Giuda Taddeo.

Simone riceve un epiteto che varia nelle quattro liste: mentre Matteo e Marco lo qualificano “cananeo”, Luca invece lo definisce “zelota”. In realtà, le due qualifiche si equivalgono, poiché significano la stessa cosa: nella lingua ebraica, infatti, il verbo qanà’ significa “essere geloso, appassionato” e può essere detto sia di Dio, in quanto è geloso del popolo da lui scelto (cfr Es 20,5), sia di uomini che ardono di zelo nel servire il Dio unico con piena dedizione, come Elia (cfr 1 Re 19,10). E’ ben possibile, dunque, che questo Simone, se non appartenne propriamente al movimento nazionalista degli Zeloti, fosse almeno caratterizzato da un ardente zelo per l’identità giudaica, quindi per Dio, per il suo popolo e per la Legge divina. Se le cose stanno così, Simone si pone agli antipodi di Matteo, che al contrario, in quanto pubblicano, proveniva da un’attività considerata del tutto impura. Segno evidente che Gesù chiama i suoi discepoli e collaboratori dagli strati sociali e religiosi più diversi, senza alcuna preclusione. A Lui interessano le persone, non le categorie sociali o le etichette! E la cosa bella è che nel gruppo dei suoi seguaci, tutti, benché diversi, coesistevano insieme, superando le immaginabili difficoltà: era Gesù stesso, infatti, il motivo di coesione, nel quale tutti si ritrovavano uniti. Questo costituisce chiaramente una lezione per noi, spesso inclini a sottolineare le differenze e magari le contrapposizioni, dimenticando che in Gesù Cristo ci è data la forza per comporre le nostre conflittualità. Teniamo anche presente che il gruppo dei Dodici è la prefigurazione della Chiesa, nella quale devono avere spazio tutti i carismi, i popoli, le razze, tutte le qualità umane, che trovano la loro composizione e la loro unità nella comunione con Gesù.

Per quanto riguarda poi Giuda Taddeo, egli è così denominato dalla tradizione, unendo insieme due nomi diversi: infatti, mentre Matteo e Marco lo chiamano semplicemente “Taddeo” (Mt 10,3; Mc 3,18), Luca lo chiama “Giuda di Giacomo” (Lc 6,16; At 1,13). Il soprannome Taddeo è di derivazione incerta e viene spiegato o come proveniente dall’aramaico taddà’, che vuol dire “petto” e quindi significherebbe “magnanimo”, oppure come abbreviazione di un nome greco come “Teodòro, Teòdoto”. Di lui si tramandano poche cose. Solo Giovanni segnala una sua richiesta fatta a Gesù durante l’Ultima Cena. Dice Taddeo al Signore: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi e non al mondo?»”. E’ una questione di grande attualità, che anche noi poniamo al Signore: perché il Risorto non si è manifestato in tutta la sua gloria ai suoi avversari per mostrare che il vincitore è Dio? Perché si è manifestato solo ai suoi Discepoli? La risposta di Gesù è misteriosa e profonda. Il Signore dice: “Se uno mi ama osserverà la mia parola, e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui” (Gv 14,22-23). Questo vuol dire che il Risorto dev’essere visto, percepito anche con il cuore, in modo che Dio possa prendere dimora in noi. Il Signore non appare come una cosa. Egli vuole entrare nella nostra vita e perciò la sua manifestazione è una manifestazione che implica e presuppone il cuore aperto. Solo così vediamo il Risorto.

Amore e Verità


Non accettate nulla come verità che sia privo di amore. E non accettate nulla come amore che sia privo di verità! L’uno senza l’altra diventa una menzogna distruttiva.

(Edith Stein)

Amore e Verità camminano sempre a braccetto…

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