spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

Archivio per 10/09/2017

XXIII Domenica del Tempo Ordinario (A)

La correzione è un atto d’amore.

Prima lettura (Rm 13,8-10)

Fratelli, non siate debitori di nulla a nessuno, se non dell’amore vicendevole; perché chi ama l’altro ha adempiuto la Legge. Infatti: «Non commetterai adulterio, non ucciderai, non ruberai, non desidererai», e qualsiasi altro comandamento, si ricapitola in questa parola: «Amerai il tuo prossimo come te stesso». La carità non fa alcun male al prossimo: pienezza della Legge infatti è la carità.

Vangelo (Mt 18,15-20)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano. In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo. In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro.

Molte volte siamo bloccati, vediamo le persone a cui vogliamo bene prendere strade sbagliate e non abbiamo il coraggio di dirglielo. Eppure la correzione fraterna è un precetto evangelico…cioè è un consiglio che Gesù ci dona per la nostra vita.

Quali sono gli ostacoli alla correzione fraterna?

1) Sentirsi indegni… (chi sono io per dirgli che sbaglia) (certo non sono proprio un santo neanch’io cosa vuoi che gli dica…)

Nonostante le nostre debolezze e le nostre fragilità, i nostri occhi possono vedere meglio degli occhi del fratello da correggere… (es. Se ho una macchia dietro la schiena, non la vedo se non me la fanno notare, anche se chi me la fa notare ha la maglietta tutta macchiata)

2) Non provarci nemmeno, pregiudizi… (cosa glielo dico a fare tanto non mi ascolta)

Il mio compito non è che il mio fratello mi ascolti, ma che io gli parli. Che gli faccia notare con carità gli errori che vedo.

3) Il menefreghismo (che me ne frega, se sbaglia sono fatti suoi)

Quando un fratello sbaglia, anche la comunità ne risente. I “fatti suoi” devono diventare “fatti miei”.

Vi sono molti altri ostacoli, ma quello che più di tutti ci blocca è pensare di essere inutili al cammino degli altri, che gli altri ce la possano fare da soli o che io non sia la persona adatta.

La correzione è un atto di vero amore, se vuoi bene alle persone che ti circondano non aver paura di correggere con amore i loro errori.

Io ringrazio tutte le persone che mi vogliono bene, che mi correggono, che mi aiutano a camminare sulla strada del bene!

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