spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

Archivio per settembre, 2017

A caval donato

Forse non tutti sanno che il proverbio “A Caval donato non si guarda in bocca” è un pensiero di San Girolamo che scrive nella sua “Commentariorum In Epistolam Beati Pauli Ad Ephesios“:

Noli equi dentes inspicere donati

Il detto è un rimprovero per coloro che anziché essere grati di un dono, hanno la pessima abitudine di criticarlo.

Un dono non si rifiuta mai… e non bisogna solo considerarne il suo valore materiale, ma soprattutto quello spirituale.

Il vero valore del dono è quello della persona che te lo consegna.

Santi Michele, Gabriele e Raffaele, arcangeli

Gli angeli servono Dio in cielo e gli uomini sulla Terra.

Michele avversario di Satana, aiutaci a sconfiggere il male che rende triste l’uomo.
Gabriele annunciatore continua ad annunciarci l’amore di Dio per noi.
Raffaele soccorritore, sostieni tutti gli ammalati nel corpo e nell’anima.

L’Amore rende tutto più bello

Cristiani, ognuno di voi deve diventare un artista di anime e dobbiamo dipingere la bellezza di Gesù non sulla tela ma nelle anime. E il pennello dell’apostolato non caschi mai di mano.

(Beato don Luigi Monza)

È il nostro amore che rende le anime dei nostri fratelli delle vere opere d’arte.

L’amore rende tutto più bello!

San Vincenzo de’ Paoli

Sforziamoci perciò di diventare sensibili alle sofferenze e alle miserie del prossimo.

(Vincenzo de’ Paoli)

Il mondo ci ha resi insensibili… i nostri occhi e il nostro cuore corrono il rischio di abituarsi al male, alla miseria e alla povertà. Ecco perché diventa uno sforzo quello di rimanere umani, perché per essere sensibili alle sofferenze dei fratelli, dobbiamo fare quella fatica buona, di pensare agli altri oltre che a noi stessi.

Beato Paolo VI

Oggi la Chiesa fa memoria di Papa Paolo VI, beatificato il 19 Ottobre del 2014 da Papa Francesco.

La società tecnologica ha potuto moltiplicare le occasioni di piacere, ma essa difficilmente riesce a procurare la gioia. Perché la gioia viene d’altronde. È spirituale.

(Papa Paolo VI)

Mio Signore e mio Dio

Mio Signore e mio Dio
togli da me
tutto quello che mi divide da Te.
Mio Signore e mio Dio
dammi tutto
quello che mi conduce a Te.
Mio Signore e mio Dio
toglimi a me
e dammi tutto a Te.

(San Nicola di Flüe)

XXV Domenica del Tempo Ordinario (A)

Gioire della felicità degli altri

Dal Vangelo di oggi (Mt 20,1-16)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”. Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e dai loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”. Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”. Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».

Oggi voglio concentrarmi sullo sguardo degli operai della prima ora… credo che abbiano preso un brutto virus, che può colpire anche noi.

Il virus del non godere della felicità degli altri, perché troppo concentrati sulla nostra che non arriva… perché inquinata dall’invidia e dalla gelosia.

Eppure a loro non manca niente, hanno un lavoro e una paga stabilita che li ricompensa. Hanno tutto il necessario per la felicità. Un Padrone che vuole bene loro e che paga ogni sera. Ci sono le condizioni per una certa serenità. Se non ci fossero stati gli operai dell’ultima ora, la giornata sarebbe stata positiva.

Attenzione, perché proiettando lo sguardo sbagliato sulle gioie degli altri, non riconosciamo le nostre, quelle che davvero ci rendono felici.

Chissà perché molte volte ci dà fastidio la felicità degli altri? Sicuramente il figlio del male…ci mette lo zampino! Non cascateci.

Vuoi davvero essere felice? Godi anche della felicità degli altri.

Meravigliati che il Signore abbia davvero cura di tutti e ricordati che potrà succedere anche a te, di diventare l’operaio dell’ultima ora… felice di ricevere quel dono d’Amore che Dio non vuole negare a nessuno.

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