spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

Archivio per 02/07/2017

XIII Domenica del Tempo Ordinario (A)


Essere ospitali

Prima Lettura (2Re 4,8-11.14-16)

Un giorno Eliseo passava per Sunem, ove c’era un’illustre donna, che lo trattenne a mangiare. In seguito, tutte le volte che passava, si fermava a mangiare da lei.
Ella disse al marito: «Io so che è un uomo di Dio, un santo, colui che passa sempre da noi. Facciamo una piccola stanza superiore, in muratura, mettiamoci un letto, un tavolo, una sedia e un candeliere; così, venendo da noi, vi si potrà ritirare».
Un giorno che passò di lì, si ritirò nella stanza superiore e si coricò. Eliseo [disse a Giezi, suo servo]: «Che cosa si può fare per lei?». Giezi disse: «Purtroppo lei non ha un figlio e suo marito è vecchio». Eliseo disse: «Chiamala!». La chiamò; ella si fermò sulla porta. Allora disse: «L’anno prossimo, in questa stessa stagione, tu stringerai un figlio fra le tue braccia».

Vangelo (Mt 10,37-42)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Chi ama padre o madre più di me non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me.
Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà.
Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato.
Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto.
Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».

Oggi il Vangelo ci stimola sul tema dell’ospitalità e dell’accoglienza…

Il Vangelo ci invita ad essere ospitali…

Attenzione a non cadere nel tranello che ospitalità sia solo accoglienza agli stranieri…sarebbe un grave errore!

Ospitalità è un atteggiamento, un modo di essere che dovrebbe incarnare ogni cristiano.

Premesso che ammiro tantissimo chi ha accolto un immigrato, è davvero una bella luce per noi, mi commuovo sempre quando vedo una famiglia che apre le porte.

Quello che mi rattrista è sapere che in un condominio, non ci si curi del vicino che fa fatica, non si è ospitali, si tiene la porta chiusa, non si vive la fraternità.

Volevo raccontarvi l’esperienza che ho fatto da seminarista, in una casa famiglia della Papa Giovanni XXIII, una famiglia che ha scelto di incarnare il Vangelo in special modo nel vivere il valore dell’accoglienza, nel dare ospitalità a chi non ha più una casa o una famiglia.

In Africa la parola “Straniero” non esiste. Esiste solo la parola “Ospite”.

In questa frase si capisce in pieno il carisma di queste case-famiglia, pronte all’accoglienza di tutti, italiani e non, bambini, disabili, anziani, disoccupati…

Forse era necessaria questa emergenza, per stimolarci maggiormente sul tema dell’ospitalità, magari qualcuno aveva il cuore spento che si è riacceso, che Grazia grande.

Oggi Signore ci chiedi di essere ospitali, donaci un cuore capace di accogliere.

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