spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono


Il 20 giugno si celebra la Giornata Mondiale del Rifugiato, appuntamento annuale voluto dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che da oltre dieci anni ha come obiettivo la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla condizione, spesso sconosciuta ai più, di questa particolare categoria di migranti. Con la Giornata Mondiale del Rifugiato si vuole invitare ad una riflessione sui milioni di rifugiati e richiedenti asilo che, costretti a fuggire da guerre e violenze, lasciano i propri affetti, la propria casa e tutto ciò che un tempo era parte della loro vita. E soprattutto non dimenticare mai che dietro ognuno di loro c’è una storia che merita di essere ascoltata. Storie di sofferenze, di umiliazioni ma anche storie di chi vuole ricominciare a ricostruire il proprio futuro.

Quante volte ho sentito dire: dobbiamo pensare prima agli italiani…

Il mio pensiero infatti va ai miei connazionali, a coloro che volendo o no, sono chiamati a vivere un periodo particolare, periodo che si ripete nella storia dell’uomo. Periodo in cui siamo chiamati a far vedere la qualità della nostra umanità!

Cari fratelli italiani, un cuore che si chiude all’accoglienza è un cuore chiuso! Per tutti…

Non credo a chi chiude il cuore ad uno e lo apre ad un altro…l’amore non è selettivo. Se uno ha il cuore chiuso il bene che fa è solo autocelebrativo, di facciata, promozionale…

Per questo dico che se devo pensare prima a voi, penso alla vostra felicità e chi ha il cuore chiuso difficilmente sarà felice.

Penso anche ai miei fratelli italiani che speculano sull’accoglienza, ai miei fratelli italiani che sfruttano altri fratelli.

Penso alla luce che splende nelle tenebre di questa crisi, di tutti quei fratelli che sono attenti alle miserie dei più poveri (italiani, stranieri, donne e bambini), senza alcuna distinzione.

Penso invece alle tenebre di chi inquina i cuori e gli occhi, di chi semina odio… che tristezza!

Oggi penso anche a me, ai miei limiti, e chiedo al Signore la Grazia di avere nonostante le mie piccolezze un cuore sempre pronto ad amare. E chiedo scusa per tutte le volte che tu Signore hai bussato alla porta del mio cuore e io ho fatto finta di non sentire… fa che capiti il meno possibile.

Certo siamo tutti d’accordo che bisogna fare attenzione a chi, italiano o straniero, semina il male.

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