spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono


Alzati e Va’

Dal Vangelo di oggi (Gv 10,1-10)

In quel tempo, Gesù disse:
«In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore. Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei». Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo.
Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza».

…egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori.

Quando in passato leggevo questo Vangelo, mi veniva da pensare a Gesù e al recinto dove stare al sicuro con Lui.

Quest’anno è diverso… appena letto questo Vangelo, subito ho notato che Gesù chiama le pecore e le “conduce fuori”… le spinge fuori!

Ho appena vissuto con i miei giovani una missione popolare giovanile, e ho sentito davvero mie queste Parole, sentivo davvero che il Signore mi conduceva “fuori dal recinto”…

Oggi è anche la giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, il tema è “Vocazione e santità: io sono una missione” e ha come slogan un mandato missionario “alzati va’ e non temere”…
Anche Papa Francesco nel suo ministero di Pastore ci invita ad “Uscire”:

La missione al cuore del popolo non è una parte della mia vita, o un ornamento che mi posso togliere, non è un’appendice, o un momento tra i tanti dell’esistenza. È qualcosa che non posso sradicare dal mio essere se non voglio distruggermi. Io sono una missione su questa terra, e per questo mi trovo in questo mondo. Bisogna riconoscere sé stessi come marcati a fuoco da tale missione di illuminare, benedire, vivificare, sollevare, guarire, liberare. Lì si rivela l’infermiera nell’animo, il maestro nell’animo, il politico nell’animo, quelli che hanno deciso nel profondo di essere con gli altri e per gli altri. Tuttavia, se uno divide da una parte il suo dovere e dall’altra la propria vita privata, tutto diventa grigio e andrà continuamente cercando riconoscimenti o difendendo le proprie esigenze. Smetterà di essere popolo. (E.G. 273)

Oggi chiedo al Signore di aiutare i giovani ad uscire dalla propria tristezza, dalle proprie sicurezze sterili, di sentire nel loro cuore quella chiamata ad uscire dal recinto, seguendo Gesù il pastore!

Signore Gesù,
donaci un cuore libero,
sospinto dal soffio dello Spirito,
per annunciare la bellezza
dell’incontro con Te.
Aiutaci a sentire la tua presenza amica,
apri i nostri occhi,
fa’ ardere i nostri cuori,
per riconoscerci
“marcati a fuoco dalla missione”.
Fa’ che sogniamo con te
una vita pienamente umana,
lieta di spendersi nell’Amore,
per alzarci,
andare e… non temere.
Vergine Maria, sorella nella fede,
donaci prontezza nel dire
il nostro “Eccomi”
e metterci in viaggio come Te,
per essere portatori innamorati del Vangelo.
Amen.

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