spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

Archivio per marzo, 2017

L’Amore è tutto

“L’amore nelle avversità sopporta. Nelle prosperità si modera. Nelle sofferenze e’ forte. Nelle opere buone e’ ilare. Nelle tentazioni è sicuro. Nelle ospitalità generosissimo. Tra i veri fratelli, lieto. Tra i falsi paziente. E’ l’anima dei libri sacri. E’ virtù della profezia. E’ salvezza dei misteri. E’ fortezza della scienza. E’ frutto della Fede. E’ ricchezza dei poveri. E’ vita di chi muore. L’amore e’ tutto.”

(Sant’Agostino)

Oggi contemplando il crocifisso capisco che Gesù è l’amore perché ci ha donato tutto!

I tre miracoli dell’Amore


Il 30 marzo del 1900 moriva di polmonite un santo prete torinese, San Leonardo Murialdo. Condivido con voi la gioia della sua fede, che è sempre stata il motore di una vita spesa per i giovani e per l’oratorio.

“Dio mi ama. Che gioia! Che consolazione! Dio mi ama di amore eterno, personale, gratuito, infinito e misericordioso. Dio mi ama. Egli non si dimentica mai, mi segue e mi guida sempre. Lasciamoci amare da Dio!”. In un altro scritto compendia le verità cristiane con “I tre miracoli dell’amore di Dio. Il Presepio con Gesù bambino: egli ci insegna umiltà, povertà, rassegnazione. Il Calvario con Gesù crocifisso: è cattedra che insegna le grandi verità dell’amore di Dio per gli uomini e dell’amore degli uomini per Dio. L’Eucarestia con Gesù sacramento: è la perfezione dell’amore; Gesù viene a noi, ci ama, si unisce a noi”.

San Leonardo Murialdo

Grazie


Se la sola preghiera che dirai mai nella tua intera vita è ‘grazie’ quella sarà sufficiente.
(Meister Eckhart)

Vuoi iniziare un cammino di fede, vuoi ripartire nel rapporto con Gesù? Inizia a ringraziare, è il primo passo per capire quanto siamo amati da Lui.

Marc Chagall


Il 28 Marzo del 1985 moriva Marc Chagall, oggi lo ricordo con un pensiero di Papa Benedetto XVI:

Un artista, che ha testimoniato sempre l’incontro tra estetica e fede, Marc Chagall, ha scritto che “i pittori per secoli hanno intinto il loro pennello in quell’alfabeto colorato che era la Bibbia”. Quando la fede, in modo particolare celebrata nella liturgia, incontra l’arte, si crea una sintonia profonda, perché entrambe possono e vogliono parlare di Dio, rendendo visibile l’Invisibile.

Ogni uomo è un artista, con i suoi doni è chiamato a rendere visibile l’Invisibile!

L’opera delle Tue mani


La natura è un’opera d’arte… O Dio, grande artista del mondo!

Io stupìto ammiro le opere delle tue mani

Eberhard Dennert (botanico, 1861 – 1924)

Quando ci apriamo alla bellezza della natura incontaminata, sappiamo che solo Dio ha potuto rendere tutto così bello e armonico… l’uomo deve solo custodire questo grande tesoro.

Purtroppo però molte volte per inseguire un tesoro fatto di soldi e potere, non custodiamo la bellezza del mondo che Dio ci ha donato.

IV Domenica di Quaresima (A)


Uno sguardo profondo

Prima Lettura (1Sam 16,1.4.6-7.10-13)

In quei giorni, il Signore disse a Samuele: «Riempi d’olio il tuo corno e parti. Ti mando da Iesse il Betlemmita, perché mi sono scelto tra i suoi figli un re». Samuele fece quello che il Signore gli aveva comandato. Quando fu entrato, egli vide Eliàb e disse: «Certo, davanti al Signore sta il suo consacrato!». Il Signore replicò a Samuele: «Non guardare al suo aspetto né alla sua alta statura. Io l’ho scartato, perché non conta quel che vede l’uomo: infatti l’uomo vede l’apparenza, ma il Signore vede il cuore». Iesse fece passare davanti a Samuele i suoi sette figli e Samuele ripeté a Iesse: «Il Signore non ha scelto nessuno di questi». Samuele chiese a Iesse: «Sono qui tutti i giovani?». Rispose Iesse: «Rimane ancora il più piccolo, che ora sta a pascolare il gregge». Samuele disse a Iesse: «Manda a prenderlo, perché non ci metteremo a tavola prima che egli sia venuto qui». Lo mandò a chiamare e lo fece venire. Era fulvo, con begli occhi e bello di aspetto. Disse il Signore: «Àlzati e ungilo: è lui!». Samuele prese il corno dell’olio e lo unse in mezzo ai suoi fratelli, e lo spirito del Signore irruppe su Davide da quel giorno in poi.

Seconda Lettura ( Ef 5,8-14)

Fratelli, un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come figli della luce; ora il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità.
Cercate di capire ciò che è gradito al Signore. Non partecipate alle opere delle tenebre, che non danno frutto, ma piuttosto condannatele apertamente. Di quanto viene fatto in segreto da [coloro che disobbediscono a Dio] è vergognoso perfino parlare, mentre tutte le cose apertamente condannate sono rivelate dalla luce: tutto quello che si manifesta è luce. Per questo è detto:
«Svégliati, tu che dormi,
risorgi dai morti
e Cristo ti illuminerà».

Vangelo (forma breve) (Gv 9, 1.6-9.13-17.34-38)

In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita; sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe», che significa “Inviato”. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva. Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori. Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui.

L’uomo vede l’apparenza, ma il Signore vede il cuore (I lettura)
Un tempo eravate tenebra ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come figli della luce; ora il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità. (II lettura)

L’altra domenica abbiamo meditato il segno battesimale dell’acqua, oggi la liturgia ci propone di “aprire gli occhi” e vivere la “luce”.

Gli occhi che ci ridona il Signore, sono occhi capaci di guardare dentro noi stessi… chi siamo? Chi è Gesù per noi?

Non lasciamoci ingannare dalle apparenze, gli occhi che guarisce oggi il Signore ci danno uno sguardo sulla vita non superficiale, ma profondo.

È il cuore che viene guarito, perché se la vista riguarda il cervello, lo sguardo riguarda il cuore. Gesù ci fa cambiare lo sguardo sul mondo! Gesù ci apre gli occhi perché guarisce il nostro cuore!

Ci chiede di accorgerci dei fratelli, ci chiede di credere in Lui, di avere fiducia.

Quali sono allora i frutti di un cuore liberato dalle tenebre dell’indifferenza e del dubbio?

Bontà, Giustizia e Verità!

Donaci occhi per vedere
le necessità e le sofferenze dei fratelli,
infondi in noi la luce della tua parola
per confortare gli affaticati e gli oppressi:
fa’ che ci impegniamo lealmente
al servizio dei poveri e dei sofferenti.
La Tua chiesa sia testimone viva di verità e di libertà,
di giustizia e di pace,
perché tutti gli uomini
si aprano alla speranza di un mondo nuovo.

(dalla preghiera Eucaristica V/c)

Annunciazione del Signore


Dal Vangelo di oggi (Lc 1,26-38)

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

«Ecce ancilla». Con questa parola Maria mette tutto a disposizione. È lei l’eletta, colei che è stata visitata dall’angelo, però intende il suo servizio in modo tale che per mezzo suo tutti i credenti vi siano inclusi. Dice il suo sì sperando di poterlo pronunciare a nome di tutti coloro che sono disposti a credere. Lei è la piena di grazia, ma proprio quando risponde in conformità a questa grazia, desidera ritirarsi – pura ancella! – nell’anonimato del servizio. E, come unica eletta, mette a disposizione anche questo. La sua disponibilità vuole includere tutto ciò che Dio possa richiederle, così che nella sua venga abbracciata anche la disponibilità di tutte le donne a quanto venga loro richiesto.

(Adrienne von Speyr)

Mettere tutto a disposizione… aiutaci Signore a metterci a disposizione del sogno che tu hai per noi, per una felicità vera, per una vita che valga la pena di vivere!

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