spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

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C’è chi mi chiede come cambiare le cose, c’è chi ha davvero voglia di mettersi in gioco per un mondo migliore…
Queste parole di Ernesto Olivero, incarnano la concretezza della possibilità di un mondo migliore…
Sicuramente bisogna partire dai giovani…

È urgente risvegliare la coscienza personale e collettiva senza urlare, con fermezza, coerenza di vita, ragionamenti fatti in umiltà e serenità. Non abbiamo bisogno di parlar male del male, il male si presenta da sé. Dobbiamo mostrare che il bene è meglio perché fa star bene, porta alla giustizia e alla legalità. Non possiamo limitarci a essere “contro”, contro i mercanti di bambini, contro i trafficanti di droga, contro ogni ingiustizia e ogni violenza. Dobbiamo saper proporre ai giovani qualcosa di grande per cui valga la pena investire la vita. Dobbiamo rafforzare in loro il bene, far sì che la luce sia luce e che risplenda.

Un mondo nuovo, diverso, è possibile ma bisogna convertirsi. Ed è la luce che converte. Dobbiamo essere talmente luce da convertire perfino il male. Dobbiamo far venire la nostalgia del bene, il desiderio di vita vera a chi è nel buio. È questo il modo che abbiamo scelto per combattere la mafia: formare i giovani alla responsabilità e aiutarli a mettersi in ascolto della propria coscienza.

Sono certo che un giovane che cresce, respira e vive questi valori nel piccolo come nel grande, saprà vivere il compito che gli è affidato con onestà e trasparenza; saprà sostenere la legalità, i diritti umani e la pace qualunque sia il suo ruolo nella società. Il mio più grande sogno è che acquistino la forza morale di non lasciarsi coinvolgere nelle forme di malavita e che sappiano dire a chi le pratica: convertitevi! Ma questo sogno chiede che tutti noi iniziamo a “toglierci la mafiosità da dentro” nei comportamenti della vita quotidiana.

Incontrando la gente, lavorando con i giovani ci siamo resi conto che la priorità per giovani e adulti, a nord come a sud, è risvegliare la coscienza assopita, anestetizzata dalla caduta di valori. A nostro giudizio non c’è altro modo per recuperare legalità, senso civico, … che formare coscienze vigili. Lo dobbiamo a tanti che hanno perso la vita per questi valori e alle loro famiglie, lo dobbiamo a chi vive da sempre nella paura di ritorsioni, vendette, lo dobbiamo alla gente che non ha come campare, lo dobbiamo a chi ha perso la speranza nella vita e nel prossimo. Se non cresciamo come persone con una coscienza formata non abbiamo possibilità di costruire progetti solidi e duraturi che diano futuro ai giovani.

(Ernesto Olivero, Sermig )

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