spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono


XXIX Domenica del Tempo Ordinario (C)

Dal Vangelo di oggi (Lc 10,1-8)

In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: «In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”.
Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”». E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».

Ho imparato a pregare, qualche anno fa… quando mia zia mi chiese “Ma tu credi nei miracoli?”

Certo da prete la risposta è stata immediata “certo che ci credo!”…ma dentro non me lo ero mai chiesto seriamente. Mio zio era malato, di quella malattia che lascia poche speranze.
Non credevo che la preghiera potesse aiutarlo, e non credevo potesse aiutare me.

Quella domanda però mi ha cambiato davvero… avevo un’arma in più, anche se la mia piccolezza e il mio limite mi dicevano il contrario, iniziai a pregare…

Inizialmente per la guarigione dello zio, pregavo per un miracolo… poi pregavo perché il Signore si prendesse cura di lui, della sua famiglia.

Ho capito che così facendo, avevo fatto il mio dovere… avevo avuto il coraggio di chiedere, con la consapevolezza di esser ascoltato davvero.

Nonostante il miracolo non sia avvenuto…ho percepito che il Signore era lì ad ascoltarmi, e chissà quali frutti che non conosco ha portato quella mia preghiera.

Di sicuro quella preghiera mi ha arricchito nella fede… ho capito che pregare è gridare a Dio che hai bisogno di Lui, è legarsi alla Speranza, è decidere seriamente di affidargli la tua vita.

Oggi il mio pensiero va a tutti quei miei fratelli che si sentono ingannati da Dio, che sono arrabbiati con Lui. Perché pensano che le loro preghiere siano rimaste inascoltate.

Lo capisco e lo capisce anche Dio, perché conosce i vostri cuori… è una fatica credere nella preghiera, soprattutto dopo aver chiesto tanto al Signore e “forse” non aver ricevuto niente.

Ma è una fatica ancora più grande sentirsi soli, quando in famiglia c’è una persona ammalata, quando manca il lavoro, quando si è poveri….

La preghiera ci dice che in qualsiasi momento, e soprattutto nei momenti più brutti della vita, Dio c’è! Non ci abbandona, ascolta le nostre preghiere…. È però un mistero grande quello della vita e lo capiremo solo quando saremmo illuminati dalla visione dell’Eterno.

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