spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono


XXVII Domenica del Tempo Ordinario (C)

Dal Vangelo di oggi (Lc 17,5-10)
In quel tempo, gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!». Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe. Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, stríngiti le vesti ai fianchi e sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti? Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».

La fede è la risposta dell’uomo a Dio che gli si rivela e gli si dona, apportando nello stesso tempo una luce sovrabbondante all’uomo in cerca del senso ultimo della vita. (Catechismo della Chiesa cattolica)

La fede è decidere di stare con il Signore per vivere con Lui.

(Papa Benedetto XVI)

Signore ti chiediamo di aumentare la luce su di noi, sul nostro cammino, per diradare le tenebre del dubbio e dell’incertezza, per poter rispondere con gioia di sì, alla chiamata che ci fai, di una vita insieme a Te.

Una vita al tuo servizio….

Mettersi al servizio del Signore aiuta ad aumentare e a nutrire la nostra fede:

La fede senza la carità non porta frutto e la carità senza la fede sarebbe un sentimento in balia costante del dubbio. Fede e carità si esigono a vicenda, così che l’una permette all’altra di attuare il suo cammino. Non pochi cristiani, infatti, dedicano la loro vita con amore a chi è solo, emarginato o escluso come a colui che è il primo verso cui andare e il più importante da sostenere, perché proprio in lui si riflette il volto stesso di Cristo. Grazie alla fede possiamo riconoscere in quanti chiedono il nostro amore il volto del Signore risorto. “Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25,40): queste sue parole sono un monito da non dimenticare ed un invito perenne a ridonare quell’amore con cui Egli si prende cura di noi. E’ la fede che permette di riconoscere Cristo ed è il suo stesso amore che spinge a soccorrerlo ogni volta che si fa nostro prossimo nel cammino della vita. Sostenuti dalla fede, guardiamo con speranza al nostro impegno nel mondo, in attesa di “nuovi cieli e una terra nuova, nei quali abita la giustizia”

(Papa Benedetto, Porta Fidei, 14)

Oggi che chiediamo al Signore di aumentare la nostra fede, lo ringraziamo per il dono dell’angelo custode, una presenza che non vediamo, ma che grazie alla nostra fede percepiamo preziosa.

Angelo di Dio,
che sei il mio custode
illumina, custodisci
reggi e governa me
che ti fui affidato dalla pietà celeste.
Amen.

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