spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

Archivio per agosto, 2016

L’uomo che perdona


L’uomo che perdona è simile al legno del sandalo, che profuma l’accetta mentre lo colpisce.
(proverbio indiano)

Stupendo questo proverbio… sentirsi perdonati toglie l’odore di tristezza dai nostri cuori.

Perdonare lascia nel cuore del fratello il profumo inaspettato dell’amore donato senza merito che forse non aveva ancora conosciuto.

Completamente felice


Pensavi che la felicità stesse nell’avere tutto. Verifichi ora che, al contrario, consiste nel darti completamente.
(Plinio Corrêa de Oliveira)

Alcune volte siamo tristi, perché non riusciamo a mettere la nostra vita nelle mani (a servizio) degli altri…

La nostra vita nelle nostre mani sfiorisce, in quella degli altri oltre a fiorire porta frutto, il frutto della felicità.

Libero per sempre


25 anni fa veniva ammazzato dalla mafia Libero Grassi, che non si lasciò imprigionare dalla prepotenza e dalla cattiveria della mafia. Oggi il mio pensiero va a lui e a tutte le persone che lottano contro la mafia.

Il 10 gennaio 1991 l’imprenditore palermitano ucciso dalla mafia denunciò sulla prima pagina del Giornale di Sicilia i suoi aguzzini. L’appello venne ripreso da altri quotidiani e in televisione. Secondo molti fu l’inizio della lotta contro il “pizzo”.

“Caro estortore… Volevo avvertire il nostro ignoto estortore di risparmiare le telefonate dal tono minaccioso e le spese per l’acquisto di micce, bombe e proiettili, in quanto non siamo disponibili a dare contributi e ci siamo messi sotto la protezione della polizia”.
Iniziava così la lettera di Libero Grassi (sotto la versione integrale) pubblicata in prima pagina dal Giornale di Sicilia il 10 gennaio 1991. Il giorno dopo davanti alla Sigma, la sua fabbrica di capi d’intimo a Palermo, c’erano carabinieri, cameramen di televisioni e giornalisti. L’imprenditore consegnò a polizia e carabinieri 4 chiavi dell’azienda chiedendo loro protezione. Grassi venne assassinato da Salvino Madonia il 29 agosto 1991 per essersi opposto al pizzo e per aver denunciato con dovizia di particolari i propri estorsori. Venne anche lasciato solo, anzi criticato, dalle organizzazioni degli imprenditori. Il killer, condannato all’ergastolo, rampollo di una potentissima famiglia attese Grassi sotto casa assieme a Marco Favaloro, poi pentito. Gli sparò alle spalle, senza neanche guardarlo negli occhi.

Il testo della lettera di Libero Grassi pubblicata sul Giornale di Sicilia il 10 gennaio 1991

“Caro estortore
Volevo avvertire il nostro ignoto estortore di risparmiare le telefonate dal tono minaccioso e le spese per l’acquisto di micce, bombe e proiettili, in quanto non siamo disponibili a dare contributi e ci siamo messi sotto la protezione della polizia. Ho costruito questa fabbrica con le mie mani, lavoro da una vita e non intendo chiudere… Se paghiamo i 50 milioni, torneranno poi alla carica chiedendoci altri soldi, una retta mensile, saremo destinati a chiudere bottega in poco tempo. Per questo abbiamo detto no al ‘Geometra Anzalone’ e diremo no a tutti quelli come lui”.

L’ultimo è medaglia d’oro

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XXII Domenica Del Tempo Ordinario (C)

Dalla Prima Lettura (Sir 3,17-20.28-29)

Figlio, compi le tue opere con mitezza,
e sarai amato più di un uomo generoso.
Quanto più sei grande, tanto più fatti umile,
e troverai grazia davanti al Signore.
Molti sono gli uomini orgogliosi e superbi,
ma ai miti Dio rivela i suoi segreti.
Perché grande è la potenza del Signore,
e dagli umili egli è glorificato.
Per la misera condizione del superbo non c’è rimedio,
perché in lui è radicata la pianta del male.

Il cuore sapiente medita le parabole,
un orecchio attento è quanto desidera il saggio.

Dal Vangelo di oggi (Lc 14,1.7-14)

Avvenne che un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo. Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cèdigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato». Disse poi a colui che l’aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».

Quando porto i miei ragazzi a fare una camminata in montagna, di solito ad uno dei migliori faccio fare il chiudi-fila, gli faccio occupare il posto più importante: l’ultimo posto.

L’ultimo della fila è quello che più di tutti occupa il posto di Gesù.

Infatti l’ultimo della fila è colui che si accorge se un fratello fa più fatica, se c’è qualcuno che si è fatto male… Sicuramente chi è in fondo alla fila arriverà per ultimo, ma guadagnerà la medaglia d’oro in bontà.

L’ultimo ha la vista di tutti quelli davanti…

La prima lettura dice che chi vive nella Superbia, nel suo cuore è radicata la pianta del male… il superbo infatti vede solo se stesso. L’umile invece ha l’occhio sempre rivolto verso gli altri.

Mettersi all’ultimo posto ha il senso di mettersi nel posto migliore, nel posto che Gesù ha scelto quando è venuto tra noi, nel posto accanto ai poveri e agli emarginati, Gesù non ci fa una lezione di galateo o di buona educazione, Gesù ci dà una lezione di vita!

Vuoi essere mio discepolo? Occupa il posto dietro al mio e cioè l’ultimo.

Un giorno speciale


Ogni giorno della vita è unico, ma abbiamo bisogno che accada qualcosa che ci tocchi per ricordarcelo. Non importa se otteniamo dei risultati o meno, se facciamo bella figura o no, in fin dei conti l’essenziale, per la maggior parte di noi, è qualcosa che non si vede, ma si percepisce nel cuore.
(Haruki Murakami)

Ogni giorno in cui viene seminato qualcosa nel nostro cuore è un giorno speciale!

Fa che ogni giorno per te sia un giorno speciale, perché c’è chi ogni giorno ha per il tuo cuore un seme di gioia piena che ti vuole donare.

Madonna di Częstochowa


Oggi la Chiesa ricorda la Madonna di Czestochowa.

Un mese fa anch’io ho avuto la grazia di poter pregare davanti all’effige della famosa madonna nera, in occasione della Gmg di Cracovia. Anche il Papa ha voluto pregare davanti a Lei…

Condivido con voi la parte finale dell’omelia di Papa Francesco nell’Area del Santuario di Częstochowa:

A Cana come qui a Jasna Góra, Maria ci offre la sua vicinanza, e ci aiuta a scoprire ciò che manca alla pienezza della vita. Ora come allora, lo fa con premura di Madre, con la presenza e il buon consiglio, insegnandoci a evitare decisionismi e mormorazioni nelle nostre comunità. Quale Madre di famiglia, ci vuole custodire insieme, tutti insieme. Il cammino del vostro popolo ha superato, nell’unità, tanti momenti duri; la Madre, forte ai piedi della croce e perseverante nella preghiera con i discepoli in attesa dello Spirito Santo, infonda il desiderio di andare oltre i torti e le ferite del passato, e di creare comunione con tutti, senza mai cedere alla tentazione di isolarsi e di imporsi. La Madonna, a Cana, ha mostrato tanta concretezza: è una Madre che si prende a cuore i problemi e interviene, che sa cogliere i momenti difficili e provvedervi con discrezione, efficacia e determinazione. Non è padrona né protagonista, ma Madre e serva. Chiediamo la grazia di fare nostra la sua sensibilità, la sua fantasia nel servire chi è nel bisogno, la bellezza di spendere la vita per gli altri, senza preferenze e distinzioni. Ella, causa della nostra gioia, che porta la pace in mezzo all’abbondanza del peccato e ai subbugli della storia, ci ottenga la sovrabbondanza dello Spirito, per essere servi buoni e fedeli.
Per sua intercessione la pienezza del tempo si rinnovi anche per noi. A poco serve il passaggio tra il prima e il dopo Cristo, se rimane una data negli annali di storia. Che possa compiersi, per tutti e per ciascuno, un passaggio interiore, una Pasqua del cuore verso lo stile divino incarnato da Maria: operare nella piccolezza e accompagnare da vicino, con cuore semplice e aperto.

(Conclusione dell’omelia di Papa Francesco al santuario di Częstochowa durante la Gmg – Giovedì, 28 luglio 2016 )

Quello che c’è dentro


Un bambino dalla pelle scura stava a guardare il venditore di palloncini alla fiera del villaggio. L’uomo era evidentemente un ottimo venditore, poiché lasciò andare un palloncino rosso, che sali alto nel cielo, attirando così una folla di aspiranti piccoli clienti. Slegò poi un palloncino blu, e subito dopo uno giallo e un altro bianco, che volarono sempre più in alto finché scomparvero. Il negretto continuava a fissare il palloncino nero e finalmente domandò: «Signore, se tu mandassi in aria quello nero, volerebbe in alto come gli altri?».
Il venditore rivolse al bimbo un sorriso affettuoso, poi strappò il filo che teneva legato il palloncino e, mentre saliva in alto, spiegò: «Non è il colore che conta. È quello che c’è dentro che lo fa salire».

(Anthony De Mello)

Non è importante il colore della pelle, ma il colore dell’anima.

E se devo pensare ad un colore per l’anima penso all’azzurro del cielo… perché è grazie all’anima che posso salire verso l’infinito.

Possiamo avere la pelle di colore diverso, ma il colore dell’anima è uguale per tutti…

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