spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono


Ripropongo il pensiero scritto un anno fa… ancora attualissimo oggi.
L’amore non fa distinzioni. Un cuore che accoglie non fa selezione di merito.

Il 20 giugno si celebra la Giornata Mondiale del Rifugiato, appuntamento annuale voluto dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che da oltre dieci anni ha come obiettivo la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla condizione, spesso sconosciuta ai più, di questa particolare categoria di migranti. Con la Giornata Mondiale del Rifugiato si vuole invitare ad una riflessione sui milioni di rifugiati e richiedenti asilo che, costretti a fuggire da guerre e violenze, lasciano i propri affetti, la propria casa e tutto ciò che un tempo era parte della loro vita. E soprattutto non dimenticare mai che dietro ognuno di loro c’è una storia che merita di essere ascoltata. Storie di sofferenze, di umiliazioni ma anche storie di chi vuole ricominciare a ricostruire il proprio futuro.

Un pensiero personale (alla luce del Vangelo) e alla luce dell’esperienza personale che vivo in parrocchia.

Se avete desiderio di conoscere la verità, sull’accoglienza agli immigrati, non fidatevi delle notizie sui giornali o ancor peggio su Facebook. Alcuni cercano di strumentalizzare questo triste e doloroso evento per scopi personali che niente hanno a vedere con la carità!

Chi vuole un Italia non accogliente, vuole un Italia brutta.

Chi insegna il disprezzo per un fratello, semina nei cuori odio e rabbia. Come si può essere buone persone con un cuore incattivito?

Mi spiace che si dica che si aiutano gli immigrati e gli italiani no. Questa è davvero una bugia che vuol passare come verità da prima pagina.

Nel mio Paese, di circa 8000 abitanti, l’ottanta per cento delle persone che usufruiscono di un sostegno economico e alimentare sono italiane. Molte case popolari sono assegnate ai nostri connazionali. E non sto qui a dilungarmi.

La notizia più bella che però non finirà mai in prima pagina e forse neanche nell’ultima, è sapere che tanti volontari, in ogni parte d’Italia, si danno da fare per aiutare il prossimo… di qualunque nazione, razza, religione e colore.

Un cuore accogliente rende le persone felici.
Un cuore non accogliente rende le persone sempre arrabbiate.

Molte cose in Italia non funzionano e di sicuro la colpa non è degli immigrati. Ma di nostri connazionali corrotti, avidi e senza cuore.

Essere accoglienti non è semplice, essere accoglienti deve essere uno stile di vita, quello che sempre il Vangelo ci propone:
Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. ( Mt 25 35,36)

Non lasciate che il vostro cuore si indurisca, sarebbe la peggior sconfitta per l’Italia, avere italiani senza cuore!

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