spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

Archivio per maggio, 2016

Magnificat

lucaeale

Visitazione della Beata Vergine Maria
Dal Vangelo di oggi (Lc 1,39-56)

In quei giorni, Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto». Allora Maria disse:

«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

Un dono grande, inatteso, il cuore scoppia di gioia, scoppia d’amore, Maria non riesce a trattenere per sé questo dono così grande e corre dalla cugina Elisabetta. Il mistero è grande che non servono spiegazioni. Elisabetta sa già tutto, ha già fatto esperienza della Grazia del Signore, anche il suo grembo prima sterile ora è fecondo.
“A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?” prima espressione che riconosce Gesù come Signore della vita.
Maria risponde con il canto del Magnificat… nulla per merito tutto per dono!

Chissà cosa ha pensato la mia mamma quando 36 anni fa diede alla luce me e mio fratello Alessandro…

Anch’io oggi desidero cantare il mio magnificat: per il dono di una vita bella e piena!

Grazie Signore per tutte le Grazie che mi doni nel mio ministero, grazie perché non merito nulla eppure tu mi dai tutto!

Grazie per il dono della vita insieme a Te.

Umiltà


In montagna chi sta diritto e si espone al vento cade; chi invece si stende a terra non viene travolto. Nelle tentazioni ci vuole umiltà.
(San Giuseppe Marello)

Alcune volte si è forti non quando si sta in piedi, ma quando si è capaci di stare stesi per terra, finché passi la tempesta.

Un cuore che si muove


Dal Vangelo di oggi (Lc 9,11-17)

In quel tempo, Gesù prese a parlare alle folle del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure.
Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta».
Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». C’erano infatti circa cinquemila uomini. Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa». Fecero così e li fecero sedere tutti quanti. Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla. Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste.

Il cuore di Gesù si è sempre mosso per venire incontro alle nostre miserie.

Quel’è il contrario di Misericordia? Sicuramente l’indifferenza!

C’è una folla che ha fame… se ne accorge il mio cuore?

Quando il mio cuore non si accende, non si accorge della miseria del fratello è un cuore che non si muove, un cuore fermo…e sappiamo bene che quando il cuore è fermo si muore!

Oggi dobbiamo chiedere al Signore il dono dell’attenzione agli altri, per avere il cuore in movimento e per non morire prima del tempo.

Il dono più grande che possiamo chiedere al Signore è un cuore sempre in movimento, sempre attento al bisogno degli altri.

Un cuore che si muove dona sempre gioie nuove!

Oggi ricordiamo il dono più grande che il Signore ci ha fatto, la sua Amorevole presenza, per colmare la vera miseria dell’uomo: quella di sentirsi soli, abbandonati alla durezza della vita.

Lui si dona a noi, ci dà il pane quotidiano, ci insegna a donarci.

Gesù non è venuto a riempirci la pancia, è venuto per rendere piena la nostra vita!

Il Pane che egli ci dona è lui stesso, la sua vita.

“Dacci oggi il nostro Pane quotidiano” e fa che non ne sprechiamo, aiutaci a condividere questo pane con i fratelli, questo pane che ha il compito di farci diventare una cosa sola con i nostri fratelli.

Un pane che sa di comunione…in mezzo a tanta divisione.

La casa


La casa è quel posto dove, quando ci andate, vi accolgono sempre.
(Robert Frost)

La casa non sono i muri, ma le persone.

Esserci


Eccomi, Eccoti, Eccolo
Eccoci, Eccovi, Eccoli
Strano e gratuito come ogni dono
Eccomi qui: io ci sono
Solo da solo io non ci sarei
Eccoti qui: tu ci sei
Si apre lo spazio che c’è fra me e te
Eccolo, eccola: c’è
Altri che vengono, se io li chiamo
Eccoci: ora ci siamo
Nodi diversi di una sola rete
Eccovi tutti, ci siete
Ma l’orizzonte è sempre più in fondo
Eccoli, eccole: il mondo

(Bruno Tognolini, “Rime Raminghe”)

Quanto è importante esserci, per me, per te, per tutti!

Non lasciamo che al mondo manchi la nostra preziosa presenza.

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