spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

Comunità

Un giovane si recò un giorno da un padre del deserto e lo interrogò:
– Padre, come si costruisce una comunità?
Il monaco gli rispose:
– E’ come costruire una casa, puoi utilizzare pietre di tutti i generi; quel che conta è il cemento, che tiene insieme le pietre.
Il giovane riprese:
– Ma qual è il cemento della comunità?
L’eremita gli sorrise, si chinò a raccogliere una manciata di sabbia e soggiunse:
– Il cemento è fatto di sabbia e calce, che sono materiali così fragili! Basta un colpo di vento e volano via. Allo stesso modo, nella comunità, quello che ci unisce, il nostro cemento, è fatto di quello che c’è in noi di più fragile e più povero. Possiamo essere uniti perché dipendiamo gli uni dagli altri.

(J. Vanier, La comunità)

La comunità impastata dalle nostre debolezze diventa quindi il sostegno di ogni nostra fragilità.

Una bella riflessione… soprattutto per le nostre comunità parrocchiali.

È sempre così? Siamo sostegno per le fragilità dei fratelli e viceversa?

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