spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

Archivio per gennaio, 2016

Dove regna la carità, regna la felicità


Dove regna la carità, regna la felicità
(Don Bosco)

Dalla prima lettura (Cor 12,31-13,13)

Fratelli, desiderate intensamente i carismi più grandi. E allora, vi mostro la via più sublime. Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sarei come bronzo che rimbomba o come cimbalo che strepita. E se avessi il dono della profezia, se conoscessi tutti i misteri e avessi tutta la conoscenza, se possedessi tanta fede da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sarei nulla. E se anche dessi in cibo tutti i miei beni e consegnassi il mio corpo, per averne vanto, ma non avessi la carità, a nulla mi servirebbe. La carità è magnanima, benevola è la carità; non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d’orgoglio, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia ma si rallegra della verità. Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno, il dono delle lingue cesserà e la conoscenza svanirà. Infatti, in modo imperfetto noi conosciamo e in modo imperfetto profetizziamo. Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. Quand’ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Divenuto uomo, ho eliminato ciò che è da bambino. Adesso noi vediamo in modo confuso, come in uno specchio; allora invece vedremo faccia a faccia. Adesso conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch’io sono conosciuto. Ora dunque rimangono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità. Ma la più grande di tutte è la carità!

Se vuoi vivere felice bisogna che te lo meriti coll’essere di buon cuore con tutti, amare i tuoi amici, essere paziente e generoso coi tuoi nemici, piangere con chi piange, non aver invidia della felicità altrui, far bene a tutti e del male a nessuno.
(Don Bosco)

Chissà quante volte don Bosco avrà meditato questo brano di Paolo della lettera ai Corinzi sulla Carità.
Non c’è modo di essere felici, diceva sempre don Bosco, se non amando gli altri. Un amore di qualità, capace di pazienza e di sconfitte.

La Fede di don Bosco era anche quella di sperare per ogni giovane un futuro migliore! Lo strumento che utlizzava perché avvenisse questo, era proprio la Carità!

Il primo gesto educativo verso un giovane è sempre quello di farlo sentire amato.

Prima di giudicare, di sgridare, di educare.. un giovane ha bisogno innanzitutto di essere amato così com’è!

Posso scrivere un bellissimo progetto educativo per l’oratorio, ma se questo poi è vissuto senza amore, questo progetto rimane solo un insieme di fogli ben scritti.

Così nella vita di tutti i giorni in ogni cosa che faccio se non metto l’amore necessario, tutto diventa insipido e triste.

Aiutaci Signore nel progetto della nostra vita a mettere al primo posto innanzitutto l’amore!

Senza paura


L’assenza di paura non significa arroganza o aggressività. Quest’ultima è in se stessa un segno di paura. L’assenza di paura presuppone la calma e la pace dell’anima. Per essa è necessario avere una viva fede in Dio.

(Mahatma Gandhi)

Dal Vangelo di oggi (Mc 4,35-41)

In quel medesimo giorno, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui. Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?». Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, càlmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?». E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».

«Nada te turbe, nada te espante: quien a Dios tiene nada le falta. Nada te turbe, nada te espante. Solo Dios basta». E’ uno dei canti più famosi messi a punto dalla comunità ecumenica di Taizé, in Francia. Riprende il cuore del pensiero di santa Teresa d’Avila: «Nulla ti turbi, nulla ti spaventi: a chi ha Dio nulla gli manca. Nulla ti turbi, nulla ti spaventi. Solo Dio basta».

Allontana da noi la paura Signore, regni nel nostro cuore la tua Pace!

Quando siamo innamorati


Quel che proviamo quando siamo innamorati è forse la nostra condizione normale. L’amore mostra quale dovrebbe essere l’uomo.

(Anton Čechov)

Quando siamo innamorati, il nostro esistere è non per noi stessi ma per l’altro.
Quando siamo innamorati, sono esaltati i pregi piuttosto che i difetti dell’altro.
Quando siamo innamorati, facciamo meno fatica a perdonare.
Quando siamo innamorati, vorremmo esserlo per sempre.
Quando siamo innamorati, daremmo la vita per l’altro.
Quando siamo innamorati e questo amore è corrisposto siamo felici.
Quando siamo innamorati e questo amore è corrisposto capiamo cosa significhi essere umani!

Quando invece non siamo innamorati di nessuno e neanche della nostra vita diventiamo disumani.

Vincolo d’Amore

Era conveniente che la donna fosse formata dalla costola dell’uomo. Primo, per indicare che tra l’uomo e la donna ci deve essere un vincolo di amore. D’altra parte la donna «non deve dominare sull’uomo» [1 Tm 2, 12], e per questo non fu formata dalla testa. Né deve essere disprezzata dall’uomo come una schiava: perciò non fu formata dai piedi.
(San Tommaso d’Aquino)

Oggi la Chiesa fa memoria di San Tommaso d’Aquino, in suo onore condivido questo pensiero sulla donna, molto equilibrato, bello, che ci dice che il rapporto tra uomo e donna è un rapporto che si tiene in piedi grazie all’amore!

E l’amore per le donne parte innanzitutto dal rispetto.

Noi uomini conosciamo bene cosa ne pensa il cuore riguardo le donne. Perchè la prima persona a cui leghiamo il nostro è senz’altro una donna: la mamma!

Uno spicchio di cielo


27 GENNAIO GIORNO DELLA MEMORIA

Il Giorno della Memoria è una ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno come giornata in commemorazione delle vittime dell’Olocausto.

Ma cosa credete, che non veda il filo spinato, non veda i forni crematori, non veda il dominio della morte? Sì, ma vedo anche uno spicchio di cielo, e in questo spicchio di cielo che ho nel cuore io vedo libertà e bellezza. Non ci credete? Invece è così!
(Etty Hillesum)

Mi piace ricordare che nonostante la sua prepotenza, il male non vincerà mai la voglia che l’uomo ha di uno spicchio di cielo, di libertà e di bellezza!

Quando tutto parla di morte e disperazione, non lasciare che il male ti rubi l’ultimo pezzettino di cielo!

Non trascurate la famiglia


C’è un’altra cosa che voglio dirvi, forse la più importante: vi incoraggio a prendervi cura del vostro matrimonio e dei vostri figli. Prendervi cura, non trascurare: giocare con i bambini, con i figli. Il matrimonio è come una pianta. Non è come un armadio, che si mette lì, nella stanza, e basta spolverarlo ogni tanto. Una pianta è viva, va curata ogni giorno: vedere come sta, mettere l’acqua, e così via. Il matrimonio è una realtà viva: la vita di coppia non va mai data per scontata, in nessuna fase del percorso di una famiglia. Ricordiamoci che il dono più prezioso per i figli non sono le cose, ma l’amore dei genitori. E non intendo solo l’amore dei genitori verso i figli, ma proprio l’amore dei genitori tra loro, cioè la relazione coniugale. Questo fa tanto bene a voi e anche ai vostri figli! Non trascurate la famiglia!
(Papa Francesco)

Non lasciate che la fatica di una vita difficile, piena di problemi, vi porti via il tesoro più prezioso: la vostra famiglia! I piccoli gesti quotidiani siano per voi quell’impegno a custodire l’amore che vuole abitare sempre fra di voi.

I poveri aumentano


I poveri aumentano a più non posso e si vorrebbe poter allargare le braccia per accoglierne tanti sotto le ali della Divina Provvidenza.
(Beata Teresa Grillo Michel)

I poveri aumentano, speriamo aumentino anche coloro che se ne prendono cura.

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