spunti e riflessioni, per un giorno che sia davvero buono

Archivio per dicembre, 2015

Gettare le cose vecchie?

In segno di cambiamento con l’arrivo del nuovo anno è di buon augurio gettare le cose vecchie.
Così dicono alcune antiche leggende…

Io credo sia più importante invece gettare le cose inutili…non solo quelle materiali.

Cerchiamo di lasciare indietro per l’anno nuovo, soprattutto quelle lamentele poco costruttive…

Quelle che dicono che tanto “non cambierà niente” e che il prossimo anno farà schifo come questo.

Il prossimo anno sarà migliore se anch’io mi impegnerò ad essere migliore.

Più che lanciare qualcosa dalla finestra meglio sia io a “lanciarmi” in progetti di bene.

Più che scoppiare petardi che sia il mio cuore a scoppiare per il tanto amore donato.

Alla fine dell’anno mi piace rivedere foto vecchie, per ringraziare il Signore di tutte le cose belle vissute in questi ultimi anni, mi piace prendere un po’ di tempo per sfogliare l’agenda: quanti incontri… quanta Grazia, quante persone hanno arricchito la mia vita!

Signore il mio unico desiderio è che fra un anno possa sfogliare l’agenda del 2016 e vederla piena zeppa d’incontri, che non ci siano troppi spazi vuoti e soprattutto che non perda mai quell’appuntamento importante tutte le sere, quando insieme a Te rivedo la mia giornata per ringraziarti delle cose belle e per chiederti scusa delle mie mancanze, per sentirti sempre presente nella mia vita!

Buon anno nuovo a tutti!

Abbattere le barriere


In questo Anno Santo, potremo fare l’esperienza di aprire il cuore a quanti vivono nelle più disparate periferie esistenziali, che spesso il mondo moderno crea in maniera drammatica. Quante situazioni di precarietà e sofferenza sono presenti nel mondo di oggi! Quante ferite sono impresse nella carne di tanti che non hanno più voce perché il loro grido si è affievolito e spento a causa dell’indifferenza dei popoli ricchi. In questo Giubileo ancora di più la Chiesa sarà chiamata a curare queste ferite, a lenirle con l’olio della consolazione, fasciarle con la misericordia e curarle con la solidarietà e l’attenzione dovuta. Non cadiamo nell’indifferenza che umilia, nell’abitudinarietà che anestetizza l’animo e impedisce di scoprire la novità, nel cinismo che distrugge. Apriamo i nostri occhi per guardare le miserie del mondo, le ferite di tanti fratelli e sorelle privati della dignità, e sentiamoci provocati ad ascoltare il loro grido di aiuto. Le nostre mani stringano le loro mani, e tiriamoli a noi perché sentano il calore della nostra presenza, dell’amicizia e della fraternità. Che il loro grido diventi il nostro e insieme possiamo spezzare la barriera di indifferenza che spesso regna sovrana per nascondere l’ipocrisia e l’egoismo. (Misericordiae Vultus, 15)

Papa Francesco come sempre ci sprona a raggiungere le periferie del mondo, le ferite del fratello da curare, le grida di aiuto da ascoltare, la dignità dei fratelli da ridonare.

Non lasciamoci anestetizzare dall’indifferenza, dall’abitudine al male, dal cinismo… Cerchiamo nella nostra vita gesti concreti che ci portano a camminare dove ha camminato Gesù, che non ha voluto un tappeto rosso, ma come terreno su cui porre i suoi passi e il suo cuore, ha voluto le ferite e le miserie dell’uomo.

Occasione di felicità


Le beatitudini radicano saldamente nel presente coloro che le ascoltano, aprendoli nel contempo ad un futuro di speranza, vengono cioè indirizzate a persone che sono in condizioni umane di prova, di difficoltà, di contraddizione vissuta: è in tale stato che essi scoprono di essere destinatari di un’azione di Dio, la quale è già oggi occasione di felicità. (Enzo Bianchi)

Nel momento più tremendo della mia infelicità, Gesù si fa presente con l’occasione ghiotta di una felicità non solo apparente, il rapporto con lui, che mi apre ad un futuro felice nel rapporto con gli altri.
Gesù bussa ogni giorno ai cuori infelici.

Fermarsi a contemplare


Il Natale è fermarsi a contemplare quel Bambino, il Mistero di Dio che si fa uomo nell’umiltà e nella povertà, ma è soprattutto accogliere ancora di nuovo in noi stessi quel Bambino, che è Cristo Signore, per vivere della sua stessa vita, per far sì che i suoi sentimenti, i suoi pensieri, le sue azioni, siano i nostri sentimenti, i nostri pensieri, le nostre azioni. Celebrare il Natale è quindi manifestare la gioia, la novità, la luce che questa Nascita ha portato in tutta la nostra esistenza, per essere anche noi portatori della gioia, della vera novità, della luce di Dio agli altri.
(Papa Benedetto XVI)

Nel nostro presepio, da tre giorni adagiato nella mangiatoia è apparso Gesù Bambino… Questa sera, fermiamoci un attimo davanti a Lui e contempliamo nel volto di quel bimbo tutto l’Amore che Dio ha per noi piccoli uomini. Piccoli uomini chiamati ad essere grandi nell’amore come Lui.

Famiglia luogo della Misericordia

Oggi la Chiesa celebra la Festa della S.Famiglia di Nazareth

Maria, Giuseppe e Gesù sono per noi, testimoni dell’Amore incondizionato del Padre.

Maria, madre di Misericordia, accoglie l’Amore e ce ne fa dono! Quale atto d’amore più grande se non quello di donare il proprio figlio per la salvezza dell’umanità intera.

Giuseppe, uomo come noi, con la nostra stessa ferita del peccato originale, eppure nel suo cuore capace di accogliere Maria, con un atto estremo di amore, fidandosi dell’annuncio dell’angelo e prendendosi cura di Gesù con amore e dedizione.

Gesù, Misericordia incarnata, capace di perdonare gli imperdonabili, di accogliere i rifiutati, di ribaltare il pensiero dell’uomo, per far trionfare su tutto L’amore!

Che le nostre famiglie siano sempre più quel terreno buono dove sperimentare l’amore vero.

So che purtroppo molte famiglie sono in difficoltà, e che l’amore sia sparito da molte case… So che la famiglia essendo il luogo in cui l’Amore nasce e si diffonde, diventa il luogo privilegiato dal figlio delle Tenebre per allontanare gli uomini da Gesù e dal bene…

Gesù consola i cuori dei mariti traditi, delle mogli non amate, dei figli maltrattati… Fa si che la famiglia torni quel luogo in cui tutti possano fare esperienza vera della Misericordia, di quell’amore che tutto dà e niente aspetta in cambio.

S.Stefano testimone della Misericordia

E così lapidavano Stefano mentre pregava e diceva: «Signore Gesù, accogli il mio spirito». Poi Piegò le ginocchia e gridò forte: «Signore, non imputar loro questo peccato». Detto questo morì.

 

Gli Atti degli Apostoli ci ricordano gli ultimi attimi della vita del primo martire cristiano: il diacono Stefano.

Ha subito incarnato i sentimenti di misericordia di Gesù. Non c’è nessun uomo che non meriti quest’amore così grande. Tra la Misericordia e l’uomo c’è un’ostacolo: l’uomo. Un ostacolo che nel caso di S.Stefano diventa strumento!

Anche noi molte volte siamo da ostacolo alla misericordia di Dio, aiutaci Signore ad abbandonarci alla tua volontà di amare tutti, anche quelli che non lo meritano… Aiutaci Signore, perché il nostro modo di pensare è molto lontano dal tuo.

La misericordia è venuta tra noi per insegnarci ad essere misericordiosi.

Luce, dolcezza e amore


Non posso neppure descriverlo (Gesù bambino) perché non trovo altre parole se non luce, dolcezza e soprattutto amore.
(Magdeleine Hutin)

Dal Vangelo di Luca (2,15-20)

Appena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori dicevano l’un l’altro: «Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.

Signore con la tua luce  illumina le tenebre del mondo.
con la tua dolcezza prenditi cura degli ultimi.
con il tuo amore dai senso alla nostra vita.

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